Marcello Vandelli incanta Roma: la Pop art tra sacralità e magia

Due mostre congiunte, in pieno centro storico.
Marcello Vandelli
di Antonella Bonaffini
E Marcello Vandelli non si fa aspettare e come da promessa, torna ad esporre nella Capitale. Di lui Vittorio Sgarbi concluse la presentazione di una sua mostra asserendo ” qualcosa mi dice che di Marcello Vandelli sentiremo a lungo parlare” e questo monito, sembra oggi trovare salda rispondenza. A pochi mesi da una mostra in una delle Gallerie storiche della Capitale, la Galleria della Tartaruga, Marcello Vandelli torna a Roma e questo volta lo fa con quattordici opere inedite e di grandi dimensioni, volte a celebrare le stazioni della via Crucis, nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo, unitamente ad un’esposizione pittorica di quindici capolavori, che si aprirà il 12 marzo protraendosi sino al 22, presso la Galleria dei Miracoli, nella centralissima Via del Corso. Marcello Vandelli viene annoverato dalla critica come una delle figure più rappresentative della Pop Art Italiana. Modenese, promotore di un simbolismo dalla potenza pittorica indiscussa, che lo isola tanto da piegare una corrente pittorica di simil portata al suo stesso cognome, Vandelli propone opere di grande dimensioni, in cui il colore si propaga su grandi lastre di legno e dove forte è non solo la celebrazione della figura femminile, di cui Vandelli risulta essere conoscitore attento e profondo ma anche i messaggi di contenuto ora provocatorio, ora di aperta denuncia sociale, in un exursus che non sfiora mai la banalità e che lo vede primeggiare. Nei suoi dipinti, l’artista ritrae spesso il suo mondo bambino, la sensibilità che lo piega al dolore e che lo porta, già in tenera età, a sentirsi diviso in due, chiuso in una solitudine che lungi dal proteggerlo, pare invece saperlo divorare. Dipinti quelli presentati da Vandelli, in cui una capacità cromatica indiscussa si unisce ad un messaggio che sembra arrivare a chi osserva con immediatezza, senza conoscere alcuna mediazione, un messaggio che non bisbiglia ma che, attraverso il simbolo, sa come saper urlare.  La mostra dal titolo “Impotenza Creatrice” sarà presentata dal Critico Daniele Radini Tedeschi che presentando la mostra dirà” l’arte come specchio di un’epoca  critica in cui l’artista appare testimone di una revisione totale di Miti, Dei, Orizzonti, con una mostra che vuole cercare punti fissi ponendo le basi per una riscrittura del reale”.