Paolo Terribili dirigente del settore lavori pubblici sarebbe dovuto andare in pensione a giugno ma il suo contratto è stato prorogato
Libera: “Smarrimento e disagio sulla decisione”. Le commissarie: “Bisogna portare a termine i lavori finanziati con il Pnrr”. Ma proprio su questi Ragusa (M5S) solleva problematiche: “Il ponte di via Isole una trappola mortale”

di Riccardo Toffoli
Paolo Terribili, indagato nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia denonimata “Assedio”, viene confermato ai Lavori Pubblici del Comune di Aprilia. Per lui è stata applicata la possibilità prevista dalla legge, di trattenere in servizio, non oltre il compimento del settantesimo anno di età e nel limite massimo del 10% delle facoltà assunzionali, il “personale di cui, ad esclusiva valutazione dell’amministrazione, si renda necessario continuare ad avvalersi per far fronte ad esigenze funzionali non diversamente assolvibili”. Terribili sarebbe dovuto andare in pensione a giugno ma le commissarie hanno rivendicato la scelta di mantenerlo ancora dirigente degli uffici tecnici per “la notevole esperienza e le approfondite competenze maturate all’interno dell’Ente”. La determina del dirigente delle finanze, 144 dell’8 giugno scorso, ha suscitato un vespaio di polemiche. Prima fra tutte Libera e il nuovo presidio apriliano. Riportiamo di seguito le rimostranze di Libera e la risposta della commissione straordinaria.
LIBERA: “SMARRIMENTO E DISAGIO SULLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA DI MANTENERE IN SERVIZIO DIRIGENTE INDAGATO”
“Esprimiamo forte preoccupazione oltre che disagio e smarrimento per la decisione della Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia di mantenere in servizio, oltre i tempi maturati per il pensionamento, il dirigente Paolo Terribili, attualmente coinvolto, in qualità di indagato per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta denominata “Assedio”. Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza e dell’autonomia delle valutazioni amministrative, riteniamo che tale scelta sollevi rilevanti questioni di opportunità istituzionale e di tutela dell’immagine dell’ente. La Commissione Straordinaria è chiamata a guidare il Comune in una fase straordinariamente delicata della vita amministrativa della città, segnata dalla necessità di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di riaffermare concretamente i principi di legalità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione. Per questa ragione, la decisione di confermare nell’incarico un dirigente interessato da un’inchiesta giudiziaria di tale rilevanza suscita interrogativi legittimi. Non si tratta di anticipare giudizi che spettano esclusivamente agli organi giudiziari, ma di valutare l’impatto che determinate scelte possono avere sulla credibilità delle istituzioni e sulla percezione di imparzialità dell’azione amministrativa. La fiducia nelle istituzioni si fonda non soltanto sul rispetto formale delle norme, ma anche sulla capacità di adottare scelte che alimentino nei cittadini il bisogno di cambiamento e rigenerazione profonda in una comunità che ha pagato un prezzo elevato alle infiltrazioni criminali e alle distorsioni della vita pubblica, Libera continuerà a svolgere il proprio ruolo di presidio civico per la promozione della legalità democratica, della trasparenza amministrativa e della partecipazione dei cittadini, nella convinzione che la fiducia nelle istituzioni, lievito potente della democrazia, si costruisca attraverso comportamenti chiari, coerenti e pienamente comprensibili alla collettività. La vicenda ripropone inoltre una questione che merita una riflessione a livello nazionale. Se lo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose rappresenta uno degli strumenti più incisivi di tutela delle istituzioni democratiche, appare necessario interrogarsi sull’adeguatezza delle norme che disciplinano la gestione degli enti durante il periodo commissariale. Esperienze come quella di Aprilia evidenziano l’opportunità di valutare modifiche legislative che garantiscano criteri più stringenti e trasparenti nella conferma o nell’avvicendamento dei dirigenti e dei funzionari coinvolti, a qualsiasi titolo, in vicende che possano incidere sulla credibilità dell’amministrazione”
Nota di Gianpiero Cioffredi, Coreferente regionale di Libera e Mario Balzano, referente del Presidio “Francesco Borrelli” di Aprilia
LE COMMISSARIE: “LA PROROGA NECESSARIA PER IL GARANTIRE LA FINE DEI LAVORI PNRR”
“La proroga –ha risposto la commissione straordinaria- si è resa necessaria per garantire il completamento di importanti progetti strategici già avviati e finanziati con risorse del PNRR, oggi nella fase conclusiva di realizzazione e rendicontazione. L’obiettivo è assicurare continuità amministrativa e portare a termine interventi fondamentali per il futuro della città, evitando ritardi che potrebbero compromettere l’utilizzo dei finanziamenti ottenuti. Tra le opere interessate figurano interventi di rigenerazione urbana destinati a restituire spazi verdi, aree attrezzate e luoghi di aggregazione nelle zone periferiche, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a valorizzare quartieri che per anni hanno atteso investimenti significativi. Particolare rilevanza assumono inoltre le opere di prevenzione del rischio idrogeologico, finalizzate ad aumentare la sicurezza del territorio e a tutelare persone, abitazioni e infrastrutture dagli effetti di eventi meteorologici sempre più intensi. La proroga è quindi strettamente legata alla volontà di accompagnare fino alla loro conclusione progetti già in corso, garantendo che le risorse ottenute si traducano concretamente in opere, servizi e opportunità di sviluppo per l’intera comunità. Si soggiunge inoltre che questa Amministrazione ha deliberato l’assunzione di 4 figure dirigenziali di cui 2 appartenenti al ruolo tecnico, di prossima programmazione”.
A PROPOSITO DI OPERE FINANZIATE CON I FONDI PNRR……..
di Andrea Ragusa (M5S)
“A febbraio di quest’anno avevo sollevato una questione rimasta, purtroppo, inascoltata: il ponte di via Isole ad Aprilia, a soli quattro mesi dalla riapertura del 30 settembre 2025, era già ammalorato e presentava buche e cedimenti tali che il cantiere non sembrava davvero chiuso. Quell’opera strategica per la riduzione del rischio idraulico del fosso Spaccasassi, costata quasi un milione di euro, e finanziata con fondi europei PNRR (Next Generation EU), mostrava già criticità inaccettabili. Avevo documentato la segnaletica obsoleta, con il cartello di divieto “eccetto mezzi autorizzati” che era ancora incredibilmente presente, massi utilizzati per la base del nuovo ponte e new jersey sull’argine tra le erbacce, le tubazioni esposte, i pozzetti aperti, una buca già aperta sul nuovo manto stradale e un asfalto nuovo che cominciava a cedere in corrispondenza dei giunti di dilatazione. Oggi, a quattro mesi da quella denuncia, la situazione non è semplicemente ferma; è precipitata, trasformandosi in una vera e propria trappola mortale. Le rassicurazioni di allora sulla “fine dei disagi” sono state spazzate via da una realtà sconcertante. Il ponte è congelato in quello che sembra uno stato di perenne incompiutezza dei lavori: i massi e i new jersey sono ancora ammassati lì, mentre l’asfalto, non riparato a suo tempo, ha ceduto del tutto provocando il distacco di uno dei supporti in gomma che ricoprono i giunti e lasciando al centro della strada una voragine larga un metro e profonda ben venti centimetri. Le nuove indagini visive che ho effettuato, documentate nelle immagini allegate, tolgono ogni dubbio sulla gravità della situazione e sulla pericolosità delle condizioni effettive dell’opera. Dove prima parlavamo di semplici avvallamenti, oggi le foto mostrano una devastazione: l’asfalto adiacente ai giunti si è disintegrato lasciando spazio a un buco profondo e irregolare. Non stiamo più parlando di una comune buca, ma di una lesione profonda che espone lo scheletro dell’opera e fornisce un dettaglio implacabile del livello di insicurezza del tratto stradale, con il primo giunto di dilatazione in gomma, che dovrebbe assorbire i movimenti della struttura, che si è staccato, disgregato ed è rimasto buttato a un lato della carreggiata. Questo elemento intero mancante lascia scoperta un’ampia fascia di calcestruzzo rotto, un “gradino” profondo, al centro della carreggiata, che crea un rischio concreto e immediato per l’incolumità di auto, motocicli e biciclette. Residenti e non, si ritrovano a percorrere un’infrastruttura indegna e pericolosa, con la netta sensazione che il cantiere non sia mai stato chiuso. È doveroso che la città di Aprilia abbia infrastrutture stradali all’altezza, soprattutto quando si tratta di opere finanziate con fondi europei straordinari. Chiedo risposte celeri con interventi risolutivi urgenti”.







