In vendita Capanna Murata, il capannone dei carristi di Carnevale e un rudere a Casalazzara. Tiligna: “è liquidazione”
L’unico che non era mai stato inserito tra le vendite è il capannone dei carristi. Ed è forse quello più appetibile per i privati. La vendita di Capanna Murata andò deserta nel 2022

di Riccardo Toffoli
Il Comune vende. Tre per ora i beni su cui i privati potranno fare le loro offerte: l’ostello di Capanna Murata, la porzione di capannone di viale Europa che ospitava i carristi di Carnevale e un rudere a Casalazzara. Valore totale: un milione e 800 mila euro. L’ex consigliere Davide Tiligna (Agire) tuona: “è liquidazione. Per l’ex capannone di viale Europa si tratta di cancellare un luogo di creatività, identità e volontariato”. La vendita era stata inserita nel documento di programmazione 2026-28, ma certamente la nota della Corte dei Conti ha pesato come un macigno sia negli aumenti sia nella vendita. A tutti sembra evidente che l’intento sia di fare cassa e far quadrare i conti del Comune che sono in profondo rosso e sui quali è arrivata il duro ammonimento dei magistrati contabili. Ma, se già negli anni passati si era cercato di mettere in vendita Capanna Murata senza successo, questa volta all’interno dei beni da vendere c’è anche quella porzione di capannone che era stato affidato alle botteghe di Carnevale per la realizzazione dei carri. E per il quale il Comune proprio l’anno scorso chiese 42 mila euro per un’occupazione considerata “sine titulo”. Tiligna: “Ci viene da chiedere allora se fu una scusa per cacciare i carristi?”
CAPANNA MURATA
Ci provò l’amministrazione Terra nel 2022 con due bandi e uno sconto nel secondo bando del 15% a vendere Capanna Murata di Campoverde. Costo un milione di euro. Non ci riuscì. Neanche con lo “sconto”. Nel 2022 fu valutata un milione 272 mila euro. Con la vendita di Capanna Murata si sarebbe comprato il teatro Europa, questo il percorso avviato dal Consiglio comunale l’anno prima. Tutto finì così. Si legge, ora, nella nuova determina, che ci sarebbe un piccolo ulteriore “sconto” per Capanna Murata che si porta ad una base d’asta di 973 mila 80 euro. Se la comprerà qualcuno o il prezzo dovrà ancora scendere? La storia di questa struttura rimasta abbandonata per un ventennio, ha il sapore delle tante cattedrali nel deserto italiane. L’intento allora era ottimo. Il casale risaliva ai primi anni del ‘900 e l’intento era non solo quello di recuperarlo ma di renderlo economicamente produttivo. L’iter di ristrutturazione è stato lungo e complesso ed è partito nel 1998 col piano nazionale per gli interventi del Grande Giubileo del 2000. Per quest’opera era stato approvato dal Consiglio Comunale di Aprilia nel 1998 il primo stralcio dei lavori in seguito al rilascio di un finanziamento statale pari a 2 miliardi e 667 mila lire. Nel 1999 con delibera di giunta n. 23 è stato approvato il progetto esecutivo con l’intento di trasformare Capanna Murata in ostello della gioventù. Intanto il 20 aprile 1999 è stato acquistato dal Comune il casale. È seguito il primo affidamento nel luglio del 1999 ad un’impresa che ha ultimato solo in parte i lavori. Dal 2000 al 2002 Capanna Murata è rimasta abbandonata. Secondo il Comune sarebbero serviti altri 796 mila euro per il completamento dei lavori. E’ stata, così, inoltrata richiesta alla Regione Lazio che ha inserito il progetto nell’ambito dei finanziamenti Obiettivo 2. Con la delibera di giunta 258 del 14 maggio 2003 si pensava di farcela ma ancora controversie e dimenticanze hanno continuato a mantenere la struttura nel più completo abbandono. L’allora giunta Santangelo, appena insediatasi, ci riprovò. A dicembre 2007 il Consiglio comunale aveva persino votato l’affidamento all’associazione nazionale ostelli per la gioventù. Modalità di gestione erano state definite successivamente con delibera di giunta. Sembrava cosa fatta poi Santangelo è caduto e tutto si è fermato. La successiva amministrazione D’Alessio decise di rivedere tutto e annullare l’affidamento. I motivi? Secondo il sindaco, il servizio sarebbe stato di rilevanza economica e pertanto sarebbe stato necessario mettere tutto a gara. Nel frattempo la struttura, in completo abbandono e parzialmente occupata, si continuava a deteriorare. Un nuovo bando per “manifestazione di interesse” è uscito a novembre del 2013. Ci è voluto più o meno un altro anno ma con una nota a firma del dirigente del settore Vincenzo Cucciardi a febbraio del 2014 si interrompe tutto di nuovo. Il motivo? Servono nuovi lavori sulla struttura. Nel 2015 esce un nuovo bando. Viene previsto un canone annuo minimo di 18 mila euro per rendere la struttura un ostello per la gioventù. Viene presentata una sola offerta, quella dell’Anspi “oratorio San Filippo Neri” di Aprilia, che opera a Selciatella. Questa domanda però, venne scartata dalla commissione perché non presentata secondo i requisiti previsti nel bando. Il bando viene prorogato ma va deserto. Nessuno fa domanda. Intanto la struttura continua a deteriorarsi. Servono altri soldi per ristrutturarla e i soldi non ci sono. Così nel 2022 si pensa di venderla e con quei soldi comprare il teatro Europa. L’operazione passa per il Consiglio comunale e ci vuole un anno per la valutazione. Ma al momento dell’asta, nessuno presenta domanda. Né al primo né al secondo bando. Costa troppo o almeno non è un affare per gli imprenditori. Vedremo se le commissarie saranno più fortunate. Secondo quanto era scritto nel 2000 Capanna Murata è strutturata più o meno così: al piano terra si trovano le cucine, gli spogliatoi, la reception e una grande sala che potrebbe essere adibita a convegni; un portico centrale quadrato per poi accedere al piano superiore dove ci sono le camere da letto da due, quattro e massimo sei posti.
IL CAPANNONE DI VIALE EUROPA
È legato ai carristi. A gennaio 2023 la giunta Terra aveva assegnato all’Abca il locale a titolo gratuito. L’associazione ha permesso che, negli ultimi anni, la gloriosa tradizione del Carnevale Apriliano non morisse grazie all’impegno volontario nella realizzazione dei carri. Il 4 giugno dell’anno scorso, però, è arrivata una diffida dal Comune di Aprilia che chiede ai carristi non solo di sgomberare il capannone il prima possibile poiché lo occupavano “sine titulo” ma richiede anche 42 mila euro per gli anni in cui lo avevano utilizzato. Nasce un confronto molto acceso tra le botteghe dei carristi e l’amministrazione. Ora si mette in vendita proprio quella porzione di capannone.
TILIGNA (AGIRE): “QUESTA E’ LIQUIDAZIONE”
Duro il commento dell’ex consigliere comunale Davide Tiligna di Agire. “Con il Documento di Programmazione 2026-2028 il Comune ha inserito tra i beni da alienare il capannone dei carristi di Viale Europa, l’ex ostello di Capanna Murata e un rudere a Casalazzara. Una scelta confermata nei giorni scorsi con l’indizione dell’asta pubblica. –ci ha detto- Li definiscono “beni non strategici”. Eppure dietro ognuno di questi immobili c’è una storia, una funzione sociale, un pezzo della nostra città. Vendere il patrimonio pubblico per far fronte alle difficoltà di bilancio non è programmazione: è liquidazione. Un bene pubblico si vende una volta sola. I proventi di un’asta si spendono in poco tempo, mentre ciò che viene ceduto non torna più alla collettività. Il caso più simbolico è quello del capannone del Carnevale. Perché lì non si perde soltanto uno stabile: si rischia di cancellare un luogo che per decenni ha ospitato lavoro volontario, creatività, passione e identità cittadina. Prima è arrivato lo sfratto dell’ABCA, accompagnato dalla richiesta di 41 mila euro di arretrati. Poi il capannone è stato inserito tra i beni alienabili. Infine è arrivata l’asta pubblica. Probabilmente allora i canoni richiesti erano solo una scusa per cacciare l’associazione? Eppure la regolarizzazione di quei locali era stata avviata dallo stesso Comune nel 2023. Un percorso che, a distanza di tre anni, non è mai arrivato a conclusione. Una domanda resta aperta: perché? Il Carnevale non può essere valutato soltanto in termini economici. Non hanno prezzo l’impegno, il tempo e la passione delle tante persone che, per decenni, hanno lavorato gratuitamente per costruire una delle manifestazioni più importanti e rappresentative della nostra città. Sia chiaro: i conti del Comune sono in forte difficoltà e questa situazione non è responsabilità della Commissione Straordinaria, chiamata a gestire un dissesto che affonda le sue radici negli anni passati. Proprio per questo, però, servono visione e lungimiranza. Si potevano coinvolgere le associazioni, valorizzare invece di svendere. La strada più comoda è sempre quella di chi confonde l’emergenza con lo smantellamento, pezzo per pezzo, dell’identità di una città. Aprilia non è un magazzino da svuotare a lotti. È una città viva, fatta di luoghi, relazioni, storia e identità. Un patrimonio da valorizzare e trasmettere, non da svendere”.







