ZONA DEI 706 DELLE SALZARE ZONA MARE DA GIORNI, AMIANTO SULL’ARGINE DEL FOSSO DI VIA DELLE ACQUE BASSE. ABITANTI PREOCCUPATI PER LA PROPRIA SALUTE

 

 

attribuzione a titolo non oneroso decreto trasferimento immobili

                                       decreto trasferimento immobili                                                                                                                                   di Luigi Centore – A segnalare questa mattina il ritrovamento di lastre di cemento amianto (Eternit) abbandonate da giorni, lungo l’argine del fosso di via delle Acque Basse nella zona delle Salzare proprietà comunale, sono gli abitanti della zona stessa i quali lamentano la mancanza di controllo della zona, tra l’altro confinante con il tristemente noto “Il Serpentone”. Le lastre di amianto come pure i cumuli di rifiuti sono stati depositati sull’argine presumibilmente dagli operai del consorzio di bonifica che hanno provveduto a ripulire il fosso di scolo. Una situazione questa dei fossi di scolo delle Salzare comprensorio dei famosi 706 ettari di proprietà ex demanio dello Stato trasferito in proprietà al comune di Ardea come da decreto di trasferimento il 20 febbraio 2017 Prot. 2490, un trasferimento che era valido per tre anni, dopo di che scattavano le leggi di salvaguardia che attualmente non sono ancora scattata e che dovrebbero riportare il tutto di nuovo nella proprietà del Demanio dello Stato, non avendo l’amministrazione comunale al momento ottenuto alcuna proroga o fatto alcun atto come diceva il decreto di trasferimento. Intanto lungo l’argine regnano sovrani i depositi di rifiuti lasciati dal consorzio di bonifica, che a sua volta dovrebbe farsi carico di portare i rifiuti a discarica autorizzata essendo a seguito di pulitura del fosso, il consorzio divenuto “proprietario dei rifiuti” che toglie dal fosso. Certo il problema è ampio, ci sono materiali che possono andare in centro di raccolta per essere lavorati come indifferenziato, ma per il materiale tossico nocivo quale l’amianto c’è un protocollo di legge molto severo. Intanto i cittadini che abitano in quella zona sono esposti a rischio amianto per cui il comune ora se ne deve fare carico attuando tutti i protocolli, in primis un sopralluogo con la polizia municipale e porre sotto sequestro il tutto in attesa che vengano effettuate le analisi e le caratterizzazioni dei rifiuti per poi portarli a trattamento, come sta avvenendo per i rifiuti anche combusti nell’area del Serpentone. Speriamo che la municipale legga questo articolo e provveda come ha già fatto per via dell’Idrovora al sequestro cautelativo dei rifiuti a salvaguardia della salute dei cittadini, cosa che ha dimostrato che gli sta veramente a cuore.