UN TERZO DEGLI AMMINISTRATORI ANCORA NON DEPOSITA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Obbligo di legge. Possono scattare multe da 500 a 10 mila euro

 

Ultimo invito “bonario” del dirigente Rocco Giannini alla politica amministrativa apriliana

 

 

di Riccardo Toffoli

Nuovo ed ultimo perentorio invito da parte del dirigente Rocco Giannini agli amministratori che non hanno ancora ottemperato al deposito delle loro dichiarazioni dei redditi nella segreteria del Comune. Dopo di che, per gli amministratori inadempienti, scattano le misure previste nel regolamento comunale e dalle leggi. Il dirigente Rocco Giannini che da anni si occupa dell’applicazione della legge che impone agli amministratori pubblici la trasparenza dei loro redditi e proprietà, appena tornato dalle festività natalizie, ha dovuto provvedere ad un nuovo invito scritto agli amministratori apriliani per il deposito dei documenti. “Al momento un terzo degli amministratori non ha adempiuto –ci spiega il dirigente- va anche detto che il 2019 è stato un anno particolare. Si è potuto presentare la dichiarazione dei redditi fino a tutto il mese di ottobre e gli uffici hanno deciso di concedere più tempo agli amministratori per depositare i documenti nelle more di questo slittamento. Ora però questo è l’ultimo invito che viene rivolto”. Mentre nelle istituzioni nazionali, sia governo sia Camera sia Senato, tutti hanno depositato le loro dichiarazioni come prevede la legge, ad Aprilia al momento in cui andiamo in stampa, un terzo non l’ha ancora fatto. Noi del Giornale del Lazio dall’epoca del sindaco Calogero Santangelo ci occupiamo dell’applicazione di questa legge di trasparenza e allo scadere della nuova data ultima di presentazione, pubblicheremo i nomi degli amministratori che non hanno adempiuto. Sono anni che Il Giornale del Lazio porta avanti la battaglia della trasparenza delle cariche istituzionali politiche. Le leggi ci sono ma fino a qualche anno fa non erano quasi mai rispettate perché di fronte ad una imposizione non c’era la sanzione. Fu la legge 441/82 a disciplinare il deposito della dichiarazione dei redditi di sindaco, consiglieri e assessori. Legge quasi sempre inevasa a causa dell’assenza di una sanzione in caso di inottemperanza. E così si è pensato negli anni: “se non mi fanno nulla, perché devo depositare?”. Un primo impulso fu dato dal sindaco Calogero Santangelo che, dando l’esempio su nostra sollecitazione, annualmente depositava la sua dichiarazione dei redditi. Quindi il nuovo sindaco Domenico D’Alessio pretese che tutti i consiglieri e i suoi assessori facessero questo atto di trasparenza. Nel programma elettorale del sindaco D’Alessio c’era la costituzione di un’anagrafe degli eletti che però, non è mai giunta a compimento. Anche perché con legge 213 del 2012 è stato introdotto nel Tuel l’articolo 41 bis che prevede che tutte le cariche elettive e di governo sono tenute a depositare non solo la dichiarazione dei redditi, ma anche lo stato patrimoniale, le partecipazioni in società e le azioni possedute. La legge obbliga gli enti locali con popolazione superiore ai 15 mila abitanti a regolamentare questa modalità di trasparenza che dovrà essere pubblicata sul sito internet del Comune. E finalmente comminava anche la pena. Per chi non provvede completamente o anche solo parzialmente, si commina una sanzione amministrativa che va da due mila a venti mila euro. In aggiunta potrebbe esserci per chi non ottempera anche una comunicazione all’Anac.  Con decreto legislativo n.33 del 14 marzo 2013 (successivamente modificato col decreto legislativo 97 del 2016) veniva abrogato il 41 bis in una normativa che rivoluziona anche l’accesso agli atti, dando ai cittadini la motivazione “civica” per farlo. La nuova normativa regolamenta ulteriormente il deposito anche per i congiunti. Chi non ottempera, avrà una sanzione da 500 a 10 mila euro. Tutta la materia è sotto capo dell’Anac. Il lavoro locale viene seguito con molta cura dal dirigente del settore affari generali Rocco Giannini, in particolare dal servizio risorse umane.