UN MILIONE E 200 MILA EURO IN PIU’ PER LUCE E GAS: L’AMMINISTRAZIONE APRILIANA TRA LE PRIME IN ITALIA AD APPROVARE UNA DELIBERA DI INDIRIZZO PER LA COMUNITA’ ENERGETICA

Focus-inchiesta con l’assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso e il dirigente Paolo Terribili sugli aumenti dell’energia e del gas

 

L’assessore Luana Caporaso e il dirigente arch. Paolo Terribil

Un milione e 200 mila euro in più annui di luce e di gas su un milione e 800 mila euro di spesa del 2021. È un aumento del 67% circa. È quanto stima il Comune di Aprilia a fronte del rincaro delle bollette di luce e di gas dovuto alla crisi energetica e alle ripercussioni della guerra in Ucraina. Una vera e propria batosta sui conti pubblici, come hanno avuto del resto tutti. Lo scorso numero abbiamo intervistato i commercianti. Alcuni settori delicati come i bar o i surgelati che hanno visto triplicare i costi dell’energia elettrica senza possibilità di recuperare con gli incassi. “Se si continua così non arriveremo a dicembre” – ci avevano detto. E qualcuno ha pensato al Natale che è dietro l’angolo. “Sarà il Natale più brutto di sempre” –hanno annunciato riferendosi evidentemente al fatto che tante vetrine rimarranno chiuse, che gli altri non riusciranno a sostenere i costi aggiuntivi degli addobbi per le vie del centro città. Il Comune non sta messo meglio. Come del resto tutti i Comuni d’Italia. Abbiamo fatto un focus sulle utenze comunali con l’assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso e con il dirigente tecnico del settore l’architetto Paolo Terribili che si sono messi le mani nei capelli. “Oggi quando mi è stata data la notizia che ci avrebbero aumentato del 10% i finanziamenti del Pnrr a pioggia su tutte le progettualità –ci dice l’assessore Caporaso- ho abbracciato tutti i dipendenti come se avessi vinto al superenalotto. Abbiamo avuto giorni molto difficili dove ci sentivamo completamente spaesati e non sapevamo che fare. Oggi possiamo fare i conti con serenità perché abbiamo trovato dei percorsi per parare i colpi degli aumenti ma è un arrabattarsi per sopravvivere”.

LA LUCE TRA RINCARI NELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE E NELLE SCUOLE

Qualche anno fa, il Comune di Aprilia decideva di rinnovare tutti i punti luce della città con pali nuovi e luci a Led. Ci fu qualche polemica politica, ma poi è rientrato tutto. “Oggi –spiega l’assessore Caporaso- dobbiamo ringraziare di avere quei Led. Ha permesso di risparmiare non solo sui costi ma anche e soprattutto sugli ultimi aumenti”. Che comunque hanno colpito anche l’illuminazione pubblica. Il Comune aveva affidato ad una ditta esterna, la Engie, la gestione di tutta l’illuminazione pubblica cittadina a fronte del pagamento di un canone annuale che fino all’anno scorso era di un milione di euro. “Qualche giorno fa ci è arrivata una lettera dalla Engie –ci continua l’assessore- con la quale la ditta ci comunicava l’aumento del canone annuo a seguito del variare del costo dell’energia”. L’aumento è del 40%. “Il Comune di Aprilia –riprende il dirigente Terribili- paga a trimestre e la bolletta varia a seconda del costo dell’energia. Quindi non possiamo fare dei calcoli precisi, possiamo però stimare che nel 2021 andremo a pagare per la pubblica illuminazione circa un milione e 400 mila euro”. L’aumento quindi è stimato in 400 mila euro solo sulla pubblica illuminazione. A differenza di quanto si possa pensare, il Comune è un utente come tutti gli altri delle società di energia. E quindi paga come tutti, la bolletta dell’energia elettrica sulle sue utenze. Per quanto riguarda invece l’illuminazione degli uffici pubblici e degli edifici pubblici come ad esempio la biblioteca, il CulturAprilia, la sede della Polizia Municipale e quant’altro, nonché le scuole per tutte le sedi degli istituti comprensivi apriliani (asili nido comunali, infanzia, primaria e secondaria di primo grado) il Comune ha contratti direttamente con le società energetiche come Enel ad esempio stipulate attraverso le cosiddette convenzioni Consip. In questo caso gli uffici comunali hanno un programma che riesce a monitorare il consumo. Si chiama “Bench Monitor”. Questo sistema consente di capire subito se ci sono eccessivi consumi e quindi di intervenire con tempestività. Grazie a Bench Monitor, gli uffici comunali hanno permesso di calcolare l’aumento su tutti gli edifici di gestione pubblica. Nel 2021 il Comune di Aprilia ha pagato in totale 667 mila euro. Da gennaio ad agosto del 2022 ha già pagato 774 mila euro. In pratica ad agosto 2022 si è sforato già il budget dell’intero 2021. E mancano ancora quattro mesi. I più cari. “Vorremo sottolineare –spiegano i funzionari che si occupano del Bench Monitor- che ad agosto le scuole erano di fatto chiuse all’attività didattica e che quindi per le scuole i consumi erano fortemente limitati”. Per fine anno attraverso i calcoli del Bench Monitor il Comune stima una spesa totale di un milione 147 mila euro. Un aumento rispetto al 2021 di 480 mila euro pari al 72%. “Quest’aumento purtroppo non è definitivo –ci dice il dirigente Terribili- nell’ultimo mese il rincaro è stato del 20%. Noi pensiamo che questi aumenti non saranno brevi, ma strutturati su un lungo periodo. Quindi stimiamo che, se le cose dovessero rimanere così, il costo del 2022 potrebbe rialzarsi di un ulteriore percentuale a due cifre”. Poi ci sono le aziende partecipate comunali come la Progetto Ambiente o la Multiservizi che devono provvedere autonomamente a pagarsi le bollette della luce e del gas. Ma che poi si rifanno sul canone che gli deve il Comune che a sua volta, scarica sulle tasse. Per Progetto Ambiente ad esempio dei 4 milioni 100 mila euro in più (per il 2022 solo 500 mila euro), una parte servono per coprire i maggiori costi di luce e gas.

IL GAS: MA QUANTO MI COSTI?

Se per la luce si piange, di certo per il gas non si ride.  La situazione qui appare più complessa da calcolare. I riscaldamenti saranno accesi a partire dalla seconda metà del mese di novembre. E i punti interrogativi sono tantissimi. Il pagamento in questo caso è mensile. Per tutto l’anno 2021 il Comune di Aprilia ha pagato di gas 200 mila euro circa. Quest’anno ne prevede almeno il doppio. “Abbiamo stimato per il 2022 circa 400 mila euro per la spesa del gas –ci dicono sia l’assessore Caporaso che il dirigente Terribili- c’è da capire il reale consumo del riscaldamento per tutti gli edifici pubblici e vedremo quindi a fine novembre quanto inciderà sul bilancio comunale”.

COME INTERVENIRE? PER ORA NESSUNA MISURA DI RIDUZIONE SUI RISCALDAMENTI NELLE SCUOLE

Il settore lavori pubblici ha fatto un primo briefing con il sindaco Antonio Terra. Gli inviti del governo uscente sono stati diffusi su tutti gli organi di stampa. Il piano prevedeva un taglio ai consumi attraverso “accortezze” volontarie e alcune misure non molto impattanti come l’abbassamento di un grado dei caloriferi tramite la riduzione di un’ora al giorno di accensione e del periodo di accensione. Che significa per Aprilia? “Durante la riunione e vista la situazione che stiamo cercando di contenere al meglio –ci spiega l’assessore Caporaso- abbiamo condiviso tutti la stessa riflessione. Non ci sembra opportuno fare tagli sul servizio. Ciò significa che nelle scuole i riscaldamenti saranno accesi allo stesso modo e agli stessi orari dell’anno scorso”. Sulle “accortezze” però il Comune un qualcosa avrà da dire. “Abbiamo deciso –riprende l’assessore Caporaso- di promuovere nei prossimi giorni una riunione con tutti i dirigenti scolastici. Chiederemo loro di essere vigili e attenti sui consumi. Prima di andare via da scuola, il personale dovrà fare una ricognizione per l’edificio e assicurarsi che tutte le luci siano spente e non ci sia alcuna dispersione di consumo. Chiederemo inoltre di essere responsabili sul consumo energetico perché non ridurremo per ora, almeno questo è nelle nostre intenzioni, ma tutti devono fare la loro parte”. Insomma niente più luci dimenticate nei bagni, nelle classi e accese per tutta la notte.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PUNTA SUI NUOVI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E SUL LED

“L’obiettivo dell’amministrazione comunale è ridurre i consumi attraverso nuovi impianti più efficienti” –ci spiega l’assessore Caporaso. Il palazzo comunale di piazza dei Bersaglieri quasi completamente autonomo attraverso la scelta del grande pannello fotovoltaico sul lato destro è preso a modello di riferimento. “Fu un investimento che ora possiamo dire strategico –ci dice il dirigente Terribili- non posso quantificare esattamente quanto oggi paghiamo per piazza Bersaglieri e quanto pagavamo prima della ristrutturazione. Però le posso dire a naso che è abbastanza”. Il palazzo centrale di Piazza Roma invece, ha ottenuto un finanziamento della Regione grazie al quale è stato possibile rinnovare completamente l’impianto di illuminazione con l’utilizzo del Led che si spegne automaticamente all’assenza di movimento. “Ci sono dei sensori –continua l’assessore Caporaso- che permettono di capire se c’è o meno movimento nella stanza. Se non c’è movimento la luce viene spenta automaticamente dal sistema. Non c’è quindi più possibilità che negli uffici pubblici rimangano accese delle luci per dimenticanza”. L’intervento maggiore però sarà programmato sulle scuole. “Intanto siamo partiti dalla scuola Toscanini con il rinnovo di tutto l’impianto a Led. Interventi del genere verranno presi per tutte le scuole comunali e cercheremo tutti i finanziamenti possibili per raggiungere lo scopo” –ci dice l’assessore Caporaso. “L’importanza di sostituire le vecchie lampadine con il Led è fondamentale –rincara la dose il dirigente Terribili- e permette di tagliare almeno del 50% il costo del consumo dell’energia”. Oltre a questo, l’amministrazione comunale pensa all’efficientamento energetico grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici prima sugli edifici pubblici come per esempio sulla sede della Polizia Municipale e poi nelle scuole. “Qualcosa è stato già fatto –ci dice Caporaso- ma ancora c’è molto da lavorare”.

VERSO LA COMUNITA’ ENERGETICA: LA DELIBERA DI INDIRIZZO

Ne avevamo parlato lo scorso numero proprio con i commercianti. Una soluzione per arginare gli aumenti del costo dell’energia, potrebbe essere proprio la comunità energetica. Delle proposte sono già in piedi. Alberto Sist, assicuratore, si è messo in contatto con il consorzio industriale di via della Meccanica per attivarne una. Un incontro si terrà il 17 novembre dove si potrebbero mettere le basi per dare vita al progetto. Ma cosa sono le comunità energetiche e cosa prevedono? Ditte, industrie, enti, semplici privati possono decidere di mettersi insieme e condividere energia. Ad esempio il progetto di cui si sta discutendo in via della Meccanica con Alberto Sist, prevede la costruzione di grandi pannelli fotovoltaici sulle industrie aderenti. Queste potranno mettersi in rete e “fondare” una comunità energetica a cui possono aderire ad esempio privati, commercianti ed enti entro il raggio di sei chilometri, anche senza pannelli fotovoltaici. Chi infatti produce energia in più rispetto a quella che gli serve, la immette in rete e la “vende” a chi è nella comunità e che non ha impianti di produzione propria. “La comunità permette di abbattere i costi del consumo di energia di almeno il 50%” –ci diceva Sist. Le comunità energiche in Italia non hanno preso piede nonostante la legge c’è da tempo. L’amministrazione comunale di Aprilia potrebbe essere la prima in tutta Italia a sponsorizzare questa soluzione. La delibera di indirizzo è già pronta sulla scrivania dell’assessore Luana Caporaso. Sta alla valutazione del dirigente Terribili e poi sarà approvata in giunta. “La delibera affida al dirigente la possibilità di realizzare una comunità energetica –ci anticipa Caporaso- e il Comune di farne parte. È una delibera di indirizzo in cui noi manifestiamo l’intenzione di seguire questo percorso al dirigente che poi dovrà metterlo in pratica”. Il progetto è fortemente voluto dalle liste di maggioranza Movap e Azione. Il dirigente Terribili ne è entusiasta. “Questo Comune ha fatto veramente passi da gigante sull’ambiente e sul risparmio energico –ci commenta a freddo- ed è pronto alla nuova sfida”. Perché in effetti di sfida si tratta. Per ora nessuno ci aveva pensato e non ci sono modelli a cui ispirarsi. Tra l’altro la legge non è stata di fatto mai attuata. Ma che vantaggi ha il Comune? “Il Comune può avere un ruolo importantissimo –ci risponde Caporaso- può ad esempio essere il coordinatore della rete o nel caso ci fossero, di più reti. Inoltre il Comune potrebbe essere il compratore dell’energia prodotta dalla comunità. Questo ci farebbe abbattere i costi enormemente”.

I RINCARI SUI LAVORI PUBBLICI: CI SI FARA’?

I rincari sui lavori pubblici sono enormi. Il dirigente Paolo Terribili, carte alla mano, ci ha detto che tra aumenti del costo dell’asfalto, del cemento, del ferro e degli infissi, ogni lavoro è lievitato del 30%. Una catastrofe per le pubbliche amministrazioni che hanno stanziamenti fissi, fissati all’origine della stipula del contratto, e di fatto non facilmente modificabili o adattabili. La preoccupazione è ovviamente sui lavori che si stanno facendo e sui lavori già appaltati per i quali si può fare veramente poco. Qui il rischio maggiore, se non si interviene, è che la ditta che già si è appaltata il lavoro grazie al prezzo basso e “stirato” come si dice in gergo, non riesca a finirlo e abbandoni il cantiere. “Vogliamo rassicurare tutti i nostri cittadini –ci dicono subito Caporaso e Terribili- che questo non avverrà per i cantieri di Aprilia. Nessuno rimarrà incompiuto”. Ma come si potrà intervenire? “Le ho detto che quando ho saputo che ci aumentavano del 10% i finanziamenti del Pnrr ho abbracciato tutti, ecco lei ora capisce il perché” –ci dice Luana Caporaso. Il governo italiano sugli aumenti ha cercato di dare dei ristori. Sugli aumenti di luce e di gas non sono molti. Sui lavori pubblici qualche aiuto in più riesce a far respirare. “Il governo Draghi –ci spiega tecnicamente l’architetto Terribili- ha aperto diverse soluzioni. Intanto il portale ristori per l’aumento dei prezzi. Quindi sulle opere finanziate con i fondi del Pnrr un aumento del 10%. Bisogna continuamente monitorare il portale anche perché per accedere a queste nuove forme di investimento, i tempi di candidatura sono strettissimi”. Insomma per recuperare questo 30% di aumento, un buon 10/20% arriva dallo Stato. Ma solo se sei una pubblica amministrazione efficiente e in grado di stare al passo con le tempistiche. Un ulteriore mano viene data dai ribassi d’asta. Sono quelle somme che le ditte che si aggiudicano i lavori riescono a risparmiare sul costo del lavoro stimato all’origine dall’amministrazione. In pratica un lavoro è valutato dall’amministrazione circa un milione di euro, la ditta che si aggiudica quel lavoro mi dice che può realizzarlo a 600 mila. Questi 400 mila sono i ribassi d’asta che di norma vengono impiegati per lavori collaterali, migliorare o aggiustare qualcosa che non è previsto nel bando. “Il decreto del governo –dice l’assessore- permette di usare i ribassi d’asta per far fronte agli aumenti. E non solo. È possibile nel caso di opere finanziate ad esempio dal Pnrr, usare il ribasso d’asta di un’opera per finanziarne un’altra”. “Le soluzioni offerte dal governo sono molto efficaci –commenta il dirigente Terribili- perché se è pur vero che non si potranno realizzare degli interventi collaterali con i ribassi d’asta, si permette di salvare l’opera principale che è il motivo del finanziamento”.

IL NUOVO PONTE DI FOSSIGNANO COME ESEMPIO DA PRENDERE

Un primo esempio di come grazie al lavoro sinergico tra ditta appaltatrice e amministrazione, si sia portato a casa il risultato nonostante i rincari è proprio il ponte di Fossignano aperto venerdì 29 ottobre. “Ho voluto personalmente ringraziare la ditta e tutti i tecnici per aver portato a casa il risultato nonostante tutto –ci tiene a dire l’assessore Caporaso- quest’opera importante è una realtà e veramente con i ponti non si sa mai cosa ritrovarsi. In questo caso abbiamo utilizzato un tesoretto del budget che era stato accantonato e questo ha permesso di coprire i maggiori costi. È stato ripeto un lavoro sinergico, che ha premiato e vorrei ringraziare la ditta per il lavoro fatto”. “L’intervento –continua Caporaso- ha previsto la demolizione e la ricostruzione del ponte con la risagomatura dell’affluente del fosso Campo del Fico. Ci scusiamo con i cittadini e i commercianti per i disagi avuti in questi mesi, ma i lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico effettuati, erano ormai necessari per la risoluzione dei problemi strutturali riscontrati sul ponte e di allagamento a causa dell’acque meteoriche”.