SI SPEGNE PAOLO PEROTTO MA LA SUA OPERA SARA’ UN LUME SEMPRE ACCESO PER LA COMUNITA’

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La stele in ricordo dell’emigrazione trentina 2013.

 

Politico e amministratore prima della Dc e poi di Forza Italia, Paolo Perotto è stato presidente del circolo Trentino Pontino e ha scritto la storia delle famiglie pontine di origine trentina

Il cordoglio del mondo politico apriliano

Il gemellaggio tra Aprilia e Aldeno -2019
Paolo Perotto, Rocco Giannini e Maria Romana De Gasperi
La stele in ricordo dell’emigrazione trentina 2013.
I gemelli Pietro e Paolo.
Il centenario dell’ emigrazione trentina 1983

di Riccardo Toffoli

Ci ha lasciato Paolo Perotto, politico e amministratore di Aprilia, storico e studioso dell’emigrazione trentina nell’agro pontino. Una persona dal carattere mite e garbata, sempre aperto alle sfide della vita. Si è spento il 16 luglio dopo una lunga malattia che lo ha portato a girare in tanti ospedali, nel pieno della pandemia Covid. Paolo Perotto è nato ad Aprilia ma il sangue era trentino. E questa doppia appartenenza non è andata mai in conflitto né aveva una qualche preferenza: lui si sentiva apriliano di origine trentina. La sua famiglia fa parte della storia di quei trentini che nel 1883 furono costretti a lasciare la loro terra per recarsi in Bosnia a causa di una forte alluvione. Nel 1940 poi con un accordo con il Regno di Jugoslavia queste famiglie tornarono in Italia e furono mandate a “colonizzare” le nuove terre pontine. Paolo, quindi, è nato ad Aprilia il 22 giugno 1947 nel podere della famiglia a Casalazzara. Il papà Pietro, ma detto Pero, era del 1914. Era nato a Strigno una piccola frazione, sorta come sede di guarnigione militare, nella Valsugana in provincia di Trento. Gente onesta, umile e laboriosa. Pero ebbe sette figli. “Siccome erano due gemelli e nacquero la settimana prima della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo –ci ricorda il figlio Stefano- i nonni li vollero chiamare proprio Pietro e Paolo”. Nonostante le difficoltà della famiglia che tutte le famiglie dei coloni conservano tra i ricordi dei propri avi, Paolo è indirizzato agli studi. “Papà ci diceva –continua Stefano- che erano felici e stavano bene quando riuscivano a mangiare un uovo al giorno. Veramente in quel periodo non c’era niente”. La terra arida da coltivare ogni giorno e poi la guerra. La vita non fu facile per i primi coloni. Paolo studia come maestro delle elementari. Per qualche anno va a Verona dai preti e, lo diceva sempre, ci è mancato poco che non diventasse prete. Termina gli studi al magistrale di Latina. Si sposa con Silvana, un amore a prima vista che è durato per sempre. Dal matrimonio nascono due figli: Stefano ed Andrea. Papà Pero nel frattempo divide il terreno del podere in sette parti uguali, ognuno destinato ai figli e negli anni ’70 Paolo vi apre il circolo Il Bastione che ricordano un po’ tutti, dove si praticava il tennis e tante altre attività sportive. Negli anni ’80 il campo di calcetto ha visto crescere tutta la nuova generazione di Casalazzara fino agli ’90. Paolo quindi è entrato come dipendente del Ministero del Lavoro presso l’Agenzia per l’Impiego del Lazio e vi è rimasto fino alla pensione.

LA CARRIERA POLITICA: DALLA DC A FORZA ITALIA – Paolo Perotto segue le orme del suo conterraneo di origine, Alcide De Gasperi e si iscrive alla Dc. Fa il consigliere comunale e l’assessore sempre per la Dc. “Era uno dei nostri –ricorda Pino Siragusa storico leader della Dc apriliana- Me lo ricordo quand’era ancora un ragazzo, era molto attivo e si dava un gran da fare nel partito e per la città. Con lui avevo un ottimo rapporto”. Il 10 gennaio 1990 portò ad Aprilia la figlia di Alcide De Gasperi, Maria Romana. Fu una visita più culturale che politica. Veniva presentato per l’occasione il primo libro di Paolo Perotto sulla comunità trentina ad Aprilia, Radici Pontine. È consigliere comunale Dc dal 1990 al 1994. Nella Seconda Repubblica Paolo Perotto entra in Forza Italia. Fu uno dei primi a fondare un circolo ad Aprilia del partito di Berlusconi. Il suo impegno politico lo porta ad essere consigliere comunale dal 2002 al 2005, consigliere provinciale (tra i pochi apriliani ad essere eletto in via Costa) e presidente della Progetto Ambiente negli anni più difficili nei quali si doveva scegliere se la società dovesse rimanere interamente pubblica o meno. Se oggi Progetto Ambiente è una bella realtà apriliana, lo si deve anche al prezioso contributo politico di Paolo Perotto. Poi nel 2009 diede una mano a Domenico D’Alessio e successivamente a Terra nel 2013 senza ricandidarsi. Lo fece per spirito civico senza pretendere nulla in cambio, perché ci credeva. Dopo il primo mandato Terra, decise di non impegnarsi più e si dedicò completamente alla sua passione: la storia delle famiglie trentine nell’agro pontino.

STORICO E SCRITTORE – “Papà è sempre stato appassionato di storia –ci racconta il figlio Stefano- e la raccontava con una vivacità di particolari che quella storia ti evocava in testa le immagini di com’era effettivamente andata. Ricordo del racconto della partenza di queste famiglie trentine con la valigia di cartone tutti ammucchiati. Papà andava girando con un piccolo registratore, all’epoca c’erano le cassette quelle piccole, e registrava i racconti dei più anziani delle famiglie. A casa ci sono tutte le sue registrazioni. Qualcuno parlava anche in dialetto”. Nasce così il primo libro di Paolo Perotto Radici Pontine (1990) che racconta la storia delle famiglie trentine, come la sua, emigrate prima in Bosnia e poi nelle città dell’agro pontino. Segue il secondo volume “Nella Terra dell’Airone” (2015). Una storia veramente affascinante. Dopo l’alluvione del 1882 e un po’ anche per motivi politici (l’impero Asburgico voleva mischiare le popolazioni dell’impero per fiaccarne le spinte nazionalistiche) tantissime famiglie trentine emigrarono verso la Bosnia-Erzegovina con destinazione Mahovljani nel Comune di Laktasi. I Comuni trentini dai quali sono partiti i primi emigrati erano: Aldeno con il quale nel 2019 proprio grazie all’impulso di Paolo Perotto fu celebrato il gemellaggio con Aprilia, Borgo Valsugana, Roncegno, Villa Agnedo, Villagarina e Trento. Nel 1940 con un accordo con il Regno di Jugoslavia queste famiglie poterono tornare in Italia e furono mandate come “coloni” nell’agro pontino appena bonificato. Paolo Perotto è stato presidente del Circolo Trentino Pontino ed è stato uno dei più importanti promotori di iniziative a ricordo di questa emigrazione. Per il centenario dell’emigrazione trentina, nel 1983, organizzò un viaggio delle famiglie pontine e nel 2013, su suo progettò, per i 130 anni dell’emigrazione, inaugurò una stele a ricordo dei pionieri trentini (57 famiglie) nei pressi della chiesa di Mahovljani. Nel 2019, grazie al suo impegno e alla sua determinazione, Aprilia venne gemellata con Aldeno. Aldeno è stato il Comune con il maggior numero di emigrati a Mahovljani prima e poi in pianura pontina.

IL RICORDO –  I funerali di Paolo Perotto si sono celebrati martedì 18 luglio nella parrocchia di San Giuseppe, nella sua Casalazzara. Presenti i sindaci delle comunità che lui stesso ha coinvolto in questa continua ricerca storica, nonché l’ex sindaco di Aprilia Antonio Terra e il nuovo sindaco di Aprilia Lanfranco Principi. “La comunità –ha detto l’ex sindaco Terra- perde un infaticabile costruttore di democrazia, di legami tra i popoli partendo dalla valorizzazione delle radici e dei valori della comunità trentina. Perotto era un uomo ricco di passioni tra le quali ricordiamo la politica e la sua Dc. Da sempre impegnato a raccontare i sacrifici e la storia dei trentini che già prima dell’inizio del 1900 lasciarono le loro terre verso Mahovljiani in Bosnia per poi arrivare intorno al 1940 ad Aprilia. Curioso e ricercatore arrivò a scrivere il libro “Nella terra dell’Airone” la straordinaria storia dei trentini giunti ad Aprilia, Pomezia e Ardea. Con lui e con i trentini, in questi anni, abbiamo condiviso tanti momenti importanti tra i quali il gemellaggio tra Aprilia e la città di Aldeno, legame fortemente voluto e ricercato proprio da Paolo Perotto”. “Una notizia che mi riempie di tristezza e mi tocca personalmente, -ha detto il sindaco Lanfranco Principi- perché con Paolo ho mosso i miei primi passi in politica e oltre a condividere questa grande passione in comune, ho imparato ad apprezzare l’uomo. La nostra città perde una persona ricca di valori, che attraverso la cultura, la riscoperta delle radici storiche di questo territorio, ha saputo offrire un contributo prezioso alla costruzione di un autentico senso di appartenenza della nostra comunità. A titolo personale e a nome di tutta l’amministrazione, esprimo vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore”. “Di papà conserverò sempre tantissimi ricordi –ci dice il figlio Stefano- ho letto in queste ore che tutti lo ricordano per essere stato una persona garbata e gentile. Era così. Amava la sua terra d’origine ugualmente come amava la sua Aprilia. Come famiglia ci sentiamo di ringraziare tutti coloro che hanno voluto mostrare vicinanza e sentimenti di affetto verso papà. Ringrazio la comunità che ci è stata accanto in queste ore difficili per noi e tutti gli amministratori che lo hanno voluto omaggiare con dei bellissimi ricordi”.