INTITOLATO ALL’AMATO DON ANGELO ZANARDO IL PARCO DI VIA BULGARIA

Don Franco Marando: “Era basso di statura come me, ma è stato un grande uomo”

Il sindaco di Aprilia Antonio Terra ha annunciato una serie di trattative con la Regione per la possibile riapertura del centro di addestramento professionale che Don Angelo diresse in oltre 20 anni

 

di Riccardo Toffoli

Intitolato a Don Angelo Zanardo, l’ex direttore del centro di addestramento professionale, il parco tra via Brindisi, via Bucarest e via Bulgaria nella nuova zona di espansione Toscanini. La cerimonia ufficiale si è tenuta nel pomeriggio di martedì 22 giugno. Hanno partecipato il Vicario per la Città di Aprilia don Alessandro Saputo, il parroco della chiesa madre di San Michele e Santa Maria Goretti la parrocchia di riferimento di Don Angelo (nonché Vicario Generale della diocesi) don Franco Marando, l’avvocato Ermanno Iencinella collaboratore di don Angelo Zanardo nel Centro di Addestramento professionale. Tantissimi cittadini hanno sfidato il sole e il caldo per essere presenti lì e ricordare così una delle figure più amate della città. Don Angelo ha dato a tantissimi apriliani non solo una formazione ma anche un lavoro e quindi la dignità della vita. Ha aperto la cerimonia il capo di gabinetto Eva Torselli che ha ripercorso le tappe dell’impegno e dell’attività di Don Angelo Zanardo ad Aprilia. Don Alessandro Saputo ha benedetto il nuovo parco mentre Don Franco ha ricordato la figura di Don Angelo che ha personalmente conosciuto e con il quale ha collaborato nella missione pastorale. “Lo ricordo molto bene. –ha detto Don Franco- Nel tempo in cui operava, ero parroco a Campoleone. Per un bel po’ di anni l’ho frequentato con assiduità. Mi ha sempre colpito la sua amabilità, il sorriso con cui egli parlava e accoglieva. Più che un sacerdote si faceva sentire come un fratello. Ho conosciuto tantissime persone che hanno usufruito della scuola professionale. E c’è un coro unanime di riconoscenza e di amore per quello che ha fatto per tantissime famiglie di questa nostra città. Porto il ringraziamento all’amministrazione comunale di tutta la diocesi di Albano per questo momento che vuole riconoscere uno dei figli più amati e più ricordati. Don Angelo non ha mai manifestato una univocità dell’impegno o una certa settorialità. All’ultimo ad esempio si è occupato dei disabili. Quindi aveva uno sguardo a largo raggio. In base alle stagioni della sua età e dei suoi impegni, non tralasciava nulla: la scuola, la parrocchia, esperienze sociali di ogni tipo. Don Angelo era piccolino di statura come me ma ha dimostrato di essere un grande uomo”. “Aprilia –ha detto il sindaco di Aprilia Antonio Terra- non ha mai dimenticato Don Angelo: ancora oggi i “suoi” ragazzi ricordano i momenti trascorsi a scuola, l’importanza che la sua figura ebbe nelle loro vite. Credo sia forse la più bella eredità, per un uomo che ha saputo spendersi così tanto per il bene comune. Il Centro di Addestramento professionale oggi non c’è più. Eppure, rimane forte l’esigenza di formazione. Un’esigenza più volte ribadita dalle imprese del territorio e dai giovani che intraprendono un percorso professionale nelle fabbriche e nei siti produttivi apriliani. È pensando a don Angelo e alla sua opera che proprio in questi mesi abbiamo avviato incontri interlocutori anche con la Regione e la Provincia per comprendere se e come è possibile ricostruire un luogo cittadino pensato per la formazione professionale di giovani e meno giovani. Oggi, spinti anche dal ricordo di tanti apriliani, siamo qui per rendere omaggio alla figura e al lavoro di don Angelo e dedicare proprio a lui questo nuovo spazio pubblico. Nei mesi scorsi, qui abbiamo iniziato ad effettuare interventi di piantumazione di varietà arboree, che proseguiranno in autunno anche grazie al progetto Ossigeno della Regione Lazio. Nei prossimi mesi contiamo anche di realizzare all’interno di quest’area verde un bau park e un’area di giochi attrezzati per bambini. Il nostro desiderio è che questo parco possa rappresentare un’occasione di incontro e di crescita per nuove generazioni di apriliani, proprio nel nome di don Angelo Zanardo. Questi nuovi spazi che oggi ufficialmente consegniamo alla Città e che sono a servizio del quartiere, possono contribuire a fare ciò che il sacerdote ha fatto per tutta la sua vita: costruire nuovi legami, rinsaldare quelli esistenti, creare occasioni per valorizzare l’apporto di ogni cittadino alla costruzione del bene comune”. Ermanno Iencinella ha espresso grande apprezzamento per la volontà dell’amministrazione comunale di aprire un nuovo centro di addestramento professionale ad Aprilia. “Sono testimone dei 10 anni passati con Don Angelo nel centro di Don Angelo a via dell’Industria –ha detto Iencinella- Prima di venire qui sono passato lì davanti, mi è presa una morsa. Il sindaco ha detto che si stanno avviando delle trattive con la Regione per vedere se è possibile proseguire con l’opera di Don Angelo. Per me sarebbe il modo migliore per poterlo celebrare e ricordare”. Ermanno Iencinella cita le parole di Don Luigi Fossati, ex parroco di San Michele, scritte nel libro “Il Quadrifoglio” proprio su Don Angelo. “Noi insegnanti –continua Iencinella- abbiamo potuto verificare che tutto quello che ha scritto don Luigi era vero. Noi lo trovavamo sempre lì, nel centro di addestramento. Don Angelo aveva una serenità ed un rigore incredibili. Ti accoglieva in maniera serena, tutti potevano avvicinarsi a lui. Ma lui andava avanti con molto rigore e caparbia e cercava di raggiungere risultati”. Il sindaco ha quindi scoperto la targa di intitolazione del parco, con una commozione generale.

CHI ERA DON ANGELO ZANARDO

Don Angelo Zanardo nasce a Mareno di Piave il 21 marzo 1922. Nel 1935 entra nella casa San Raffaele e compie gli studi nel seminario diocesano di Vittorio Veneto. Viene ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Zaffonato nel 1945. Esercita il suo ministero di sacerdote nella diocesi di Vittorio Veneto fino al 1965 con vari incarichi tra i quali l’insegnamento di italiano, latino e francese in seminario. Nel 1965 viene inviato ad Aprilia. Entra quindi nella comunità dei sacerdoti di Vittorio Veneto che hanno guidato la cura pastorale della città durante gli anni del boom economico e dello sviluppo demografico. Dal 1965 al 1987 è direttore del centro di addestramento professionale di Aprilia. Il Centro di Addestramento Professionale è rimasto un ricordo indelebile per tantissimi giovani di Aprilia, Don Angelo ne contò circa 3200 solo sotto i suoi lunghi anni di servizio, che hanno trovato in esso un punto di riferimento e una formazione lavorativa. “Quando ho iniziato, nel 1965, -diceva Don Angelo in un’intervista a Comunità Parrocchiale del giugno 1987 rilasciata a Marina Berretta e Paola Pegoraro per il raggiungimento della pensione- il centro aveva un’importanza tutta particolare perché credo fosse l’unica attività che si rivolgeva alla preparazione degli operai nella zona. Dopo la terza media non c’era nessuna scuola superiore a quel tempo. L’istituto professionale è arrivato un po’ in ritardo. Il centro si rivolge a fasce di utenti che in generale non hanno intenzione di continuare la scuola, perché vogliono andare a lavorare. Noi diamo una qualifica, non un titolo di studio. Però quando questi ragazzi vanno in industria sanno già come comportarsi; oltre che conoscere teoricamente il lavoro sono già abituati ai vari aspetti della vita aziendale come timbrare il cartellino, spostarsi nei vari reparti, prendere responsabilità; conoscono gli organi interni di rappresentanza sindacale. È stata un’attività importantissima per Aprilia. Lo è stata perché era l’unica; poi perché prende una fascia di ragazzi che abbandona la scuola”. Nel 1987, l’arrivo della pensione porta Don Angelo a lasciare l’incarico di direttore del centro ma, nel contempo, ad accettare la nuova sfida di parroco della parrocchia dei Ss Pietro e Paolo che egli dirige fino a quando per motivi di salute, dovrà lasciare, dedicandosi alle “confessioni”. In queste “confessioni” il ricordo di Don Angelo tra gli apriliani diventa più intimo ma ugualmente illuminante. Sono gli anni in cui avvia il centro di accoglienza nei locali del Don Milani che ha ospitato per tanti anni, persone in difficoltà dando loro una “seconda possibilità” di vita e nei quali si prende a cuore la causa dei disabili. Nel 1998 ritorna a Casa Pater di Vittorio Veneto dove “con serenità” vive il periodo più difficile della malattia, l’immobilità fisica e la sofferenza. Muore il 14 maggio 2011. “Don Angelo –disse il vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo nella celebrazione funebre- è stato formatore rigoroso ed esigente. Con se stesso innanzitutto e anche con gli altri. Ma questa rigorosità era dettata e guidata da una grande fiducia nelle persone”.