Il 9 settembre la Regione Lazio ha diramato l’allerta gialla, neanche un avviso è stato messo sul sito del Comune
Il Coc è stato attivato il 10 settembre, quando ormai era venuto giù di tutto. Strade allagate per scarsa manutenzione delle griglie e tombini nonostante le segnalazione inviate via pec al Comune

di Riccardo Toffoli
Che prima o poi sarebbe arrivato, lo si sapeva. Lo dicono ovunque, giornali, radio, tv, internet: il cambiamento climatico ha estremizzato gli eventi atmosferici. Abbiamo visto un’estate di fuoco che sarebbe, prima o poi finita, con una bufera di pioggia devastante. È quello che è successo il 10 settembre ad Aprilia. Purtroppo, invece, l’evento atmosferico estremo ha trovato un paese completamente impreparato. Nonostante la Regione Lazio, secondo un piano di intervento già collaudato e ben funzionante come previsto dalla deliberazione 865 del 2019, avesse diramato un’allerta meteo con criticità idrogeologica ed idraulica di livello giallo, ad Aprilia non c’è stato alcun avviso, neanche sul sito internet del Comune. La Regione ha indicato anche esattamente il fenomeno: “precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica”. “Tutti gli enti e le strutture interessate – si legge nelle direttive della Regione Lazio – devono dare corso alle azioni di cui alla propria pianificazione di protezione civile. In quanto autorità territoriale di Protezione civile, è al Sindaco che compete l’attivazione di quanto previsto nel proprio Piano di protezione civile e, in particolare, l’informazione alla popolazione”. Sul sito del Comune di Aprilia non è comparso nulla e il Coc, ossia il centro operativo comunale, è stato attivato dalla Commissione Straordinaria il giorno dopo, ossia quando ormai ad Aprilia si era abbattuto di tutto e di più. Per fortuna la maggioranza delle scuole erano chiuse. Alcune, in verità, avevano anticipato l’apertura di qualche giorno ed è stata una ulteriore fortuna che il violento temporale con tromba d’aria si è verificato dopo le 10, quando ormai chi doveva andare a scuola era già andato e chi doveva andare a lavoro, pure. Non sono stati registrati danni alle persone. E questa è una terza fortuna. Ma è da chiedersi: si può andare avanti a fortuna? Aprilia non era pronta neanche sotto l’aspetto degli interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante fossero stati richiesti interventi di pulizia delle caditoie, nessuno ha provveduto. Le potature con la messa in sicurezza degli alberi non ci sono state. Il quartiere Toscanini era immerso di rami, alcuni caduti sulle macchine parcheggiate, rametti e foglie dei bellissimi platani che arricchiscono il quartiere, non potati. Di fronte all’irreversibilità del cambiamento del clima, un evento estremo non può più definirsi straordinario. Si deve capire che questa è e sarà la normalità. E bisogna adattarsi a questa nuova normalità. Il Coc sta procedendo alla conta dei danni. È stata già inviata una prima relazione alla Regione Lazio e alla Prefettura, con gli interventi effettuati e i maggiori disagi che sono stati registrati. Nel frattempo, sta effettuando i sopralluoghi delle tantissime segnalazioni effettuate per redigere i danni. Appena ultimati, sarà inviata una integrazione alla Regione e alla Prefettura. Pertanto, al momento in cui andiamo in stampa, non siamo in grado di dare il numero preciso dei danni arrecati e la quantificazione economica, ma le segnalazioni che sono arrivate, sono state veramente tante. Strade completamente allagate, case, cantine e garage andati sott’acqua, alberi e rami caduti. Le situazioni più eclatanti sono state registrate in via Fermi dove come sempre si forma un lago dovuto alla cattiva manutenzione delle griglie, che nonostatente le diverse pec inviate al Comune, non è sttao fatto nulla, via Cattaneo dove è stato rimosso un albero, il cedimento di una parte del muro perimetrale dell’oratorio della chiesa di San Michele Arcangelo, un enorme albero caduto all’interno del parco Manaresi che ha causato la chiusura della centrale Telecom, mentre in via Marcavallo un cedro del Libano di più di 50 anni ha ceduto, distruggendo il muro di un’abitazione e invadendo la carreggiata. Infine le raffiche di vento hanno squarciato la copertura del pallone tensostatico di via Pergolesi. In via Guido Rossa, una parte di balcone di un appartamento al primo piano è stata spazzata via dalla tromba d’aria. La Progetto Ambiente ha persino disposto la chiusura temporanea del cimitero comunale e dell’Ecocentro, successivamente riaperti al pubblico. Al lavoro le forze dell’ordine, la polizia municipale e i volontari delle associazioni Alfa Aprilia, Cb Rondine e Anc che rappresentano e continuano a rappresentare la grande forza di questa città.







