Intervista al presidente della Provincia Carlo Medici sulle nuove tariffe idriche: “Non sono aumentate. Sono diminuite”

 

MEDICI SULL’ACQUA: “BOLLETTE IN CALO PERCHE’ ORA L’UFFICIO FUNZIONA”

Per Medici: “Quando sono arrivato c’era uno sbando totale. Ora la situazione è tornata alla normalità e siamo in grado di programmare”

               

di Riccardo Toffoli

Per il presidente della provincia Carlo Medici non c’è alcun aumento della bolletta dell’acqua in vista. Anzi, ci dice in una lunga intervista rilasciataci, quest’anno i contribuenti vedranno una riduzione dello 0,08% con possibili rimborsi in bolletta. Gli aumenti che sono stati sbandierati da alcuni sindaci e da alcune forze politiche, quindi, sarebbero da riferire alle annualità precedenti. Insomma sono aumenti che già sono stati votati gli anni scorsi nei quali, ammette Medici, “non c’è stato un controllo dell’Ato” e purtroppo sono caduti tra capo e collo ai cittadini della provincia. Ma, sostiene sempre Medici, con il “nuovo corso” sull’acqua della sua giunta, la Segreteria Tecnico Operativa è rinnovata e potenziata e ha dato i suoi frutti. E già da quest’anno ci saranno delle riduzioni in bolletta dello 0.08%. Medici parla di una gestione più efficiente, di una collaborazione tra sindaci e soprattutto di investimenti che, per la prima volta, arrivano grazie a finanziamenti ottenuti da vari bandi ministeriali. L’ultimo dei quali ammonta a 18 milioni di euro per infrastrutture nel sud pontino. Dati che, nonostante gli aumenti varanti gli anni precedenti sul triennio, hanno permesso di raggiungere un, seppur piccolo, segno negativo quest’anno. Ma c’è di più. Se entreranno in funzione i dissalatori nelle isole, la bolletta potrebbe essere ridotta del 4%.

Insomma presidente queste bollette dell’acqua sono aumentate o sono diminuite?

“La verità è nei numeri. Ciò che è filosofico può essere interpretato ma ciò che è numerico non può essere interpretato. In questi ultimi anni abbiamo riorganizzato la gestione dell’Ato attraverso la sua segreteria che ha voltato completamente pagina. E questo è riconosciuto da tanti sindaci, quasi tutti. Noi abbiamo vissuto anni in cui non c’è stato un controllo dell’Ato. Abbiamo chiesto nel 2019 una ristrutturazione anche in termini numerici di una segreteria tecnica che vedeva tre elementi, tra l’altro prestati a quest’ufficio. Adesso invece abbiamo un dirigente competente che lavora esclusivamente da tanti anni in questo settore e ha dato prova di capacità e abbiamo approvato un piano di assunzioni che finalmente ci ha dato la possibilità di potenziare quest’ufficio. Ufficio che, posso dirlo con tranquillità, adesso funziona. Abbiamo approvato negli anni scorsi, sull’onda lunga di una gestione diciamo così incontrollata, tariffe che prevedevano, sì è vero, all’epoca degli aumenti ma l’abbiamo fatto perché costretti e con l’impegno a ridurli e ad azzerarli negli anni successivi. Le tariffe quindi che circolano e che ha sventolato chi ha gridato agli aumenti, sono quelle adottate negli anni passati. Quest’anno, invece, abbiamo in riduzione piccole cifre percentuali, siamo allo 0.08% tanto che ci si poneva la scelta di come rimborsare questa piccolissima cifra agli utenti. A casa mia questo significa ridurre, non aumentare”.

Però insomma si parla di una diffida di Arera, l’autorità garante……

“La diffida di Arera c’è stata e ha riguardato in particolare i ritardi nell’approvazione delle tariffe. Però voglio precisare delle cose. Le tariffe sono state approvate alla fine del triennio proprio perché c’era una situazione incontrollabile. Con la riorganizzazione della segreteria tecnica abbiamo messo tutto in carreggiata e siamo rientrati nei tempi d’approvazione. Faccio notare che molti altri Ato diversi dal nostro continueranno ad avere diffide da parte dell’Arera, noi non credo più. Se quest’anno iniziamo a rimborsare una piccola percentuale ai cittadini significa che stiamo invertendo il trend. Ora bisogna capire cosa fare di questo trend. La provincia di Latina per la depurazione è una delle province in vetta alle classifiche in Italia, e lo vediamo dal fioccare delle bandiere blu e delle spighe verdi per i Comuni non costieri, ma siamo carenti dal punto di vista dell’efficienza del servizio idrico. E questo è l’impegno nostro. Per la prima volta abbiamo preso finanziamenti esterni. Sono interventi che non ricadono in tariffa. Per un collegamento del sud pontino abbiamo incassato 18 milioni di euro di finanziamento. Se questo andava in tariffa avrei dovuto aggiungere il 18% in più alla bolletta. Quindi noi ricorreremo molto alla richiesta di finanziamenti. Per interventi importanti si prendono i finanziamenti dove si trovano e non si impatta sulle tariffe. Anche perché vorrei ricordarlo, i soldi dei finanziamenti sono soldi delle nostre tasse che arrivano nei Ministeri e che noi appunto ci riprendiamo e le investiamo in infrastrutture sul territorio”.

Parliamo della morosità. Anche in questo caso c’è un’inversione di tendenza?

“Il gestore anche quest’anno ha chiesto begli importi per il recupero delle morosità. Ma noi abbiamo detto di no. Abbiamo detto al gestore che ci deve dimostrare cosa ha fatto per il recupero delle morosità. La provincia di Latina ha una componente fisiologica di morosità come un po’ avviene ovunque. Poi però oltre questa soglia, c’è secondo noi una mancata attenzione. Il problema allora va posto perché altrimenti chi paga sempre continuerà a pagare anche per chi non paga. Abbiamo approvato una serie di misure per venire incontro a chi ha difficoltà economiche. Ad esempio non si paga nulla per una certa percentuale di consumo. Però quando ci troviamo di fronte a circa 700 utenze che hanno importi da 2mila euro, allora il discorso è diverso. Se qualcuno spende anche 2mila euro per l’acqua è evidente che non è una persona che ha difficoltà economiche. Sarà qualcuno che ha delle piscine ad esempio. Noi allora dobbiamo andare ad aggredire chi può e non paga, proprio perché così per tutti la bolletta sarà meno salata. Nel mese di luglio approveremo un regolamento che non permetterà più al gestore di dire: ho delle morosità e qualcuno deve pagarle”.

C’è anche una grossa fetta di popolazione che ha scelto di non pagare per protesta…..

“Quando il sistema non funzionava e gli aumenti erano costanti posso anche dare ragione alle persone che ad un certo punto hanno detto basta. È quello che avviene in Italia quando per troppe tasse qualcuno inizia a fare lo sciopero fiscale. Questo di certo non può essere lo strumento per risolvere i problemi. I problemi devono essere risolti dalla politica attraverso criteri di efficienza, criteri che poi producono effetti. Questi effetti li stiamo producendo. Nel 2024 avremo un meno 0.04% e le riduzioni saranno progressive fino ad arrivare alla fase finale con un meno 3,59%. Vorrei precisare che queste sono stime prudenziali. Non tengono conto dei finanziamenti che riusciremo a prendere e che andranno a migliorare la rete idrica. Migliorare la rete idrica significa spendere meno energia e quindi abbassare ancora di più la tariffa. Poi c’è il dissalatore delle isole che pesa tantissimo. Una volta attivato, ora siamo in contenzioso ma speriamo che si risolva presto, noi riusciremo ad abbattere il 4% secco su tutte le annualità”.

Lei parla di investimenti. Quando vedremo l’inversione di tendenza anche ad Aprilia?

“L’inversione di tendenza è in essere. Se si vanno a prendere i finanziamenti si risolveranno diverse cose. Il bilancio nostro permette l’ordinaria amministrazione ma per intervenire sulla rete servono molti investimenti. Ad Aprilia il depuratore è un investimento non da poco. Ci sono tante questioni che su Aprilia affrontiamo anche con i comitati”.

Una sfida importantissima riguarda il recovery fund che permetterà di intervenire su una rete idrica che perde addirittura fino al 75%. Ma ad Aprilia, seconda città della provincia, manca anche uno sportello per l’utenza. Cosa intende fare?

“Oggi abbiamo una struttura organizzata che lavora con il coinvolgimento di tutti i sindaci. L’ufficio di presidenza di fatto non c’era. C’era uno sbando totale e questo ha impattato negativamente. L’impegno è quello di portare tutto alla normalità e io aggiungo chiedere qualcosa di più nella capacità di assorbire i frutti del recovery plan. Noi non ci faremo scappare nulla e i frutti di questo lavoro sono sicuro che verranno con il tempo”.