In memoria di Mario Serpillo: Nessun Luogo È Lontano

“Vola libero e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto c’incontreremo-quando ci piacerà-nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire.”      Richard Bach

di Cinzia De Angelis

Mario era un uomo garbato, elegante, discreto, colto. Un’anima bella che sapeva arrivare al cuore della gente in punta di piedi. Un uomo generoso che si è speso per i suoi affetti più cari, la sua città, per le persone più semplici, lasciando tracce leggere su questa terra che lo piangerà all’infinito. Lo abbiamo sentito recitare, scrivere con una gioia autentica che arrivava dritta al cuore. L’abbiamo ascoltato ridere, commuoversi, emozionarsi. Un uomo semplice che amava stare sul palco e nella vita per illuminare gli altri con la sua luce. Mario è andato via oggi, in un giorno di primavera dove i fiori sbocciano in silenzio, mentre la pioggia sembra mescolarsi al pianto. Primo Luogotenente Mario Serpillo, 57 anni, in servizio presso il 311esimo Gruppo Volo, è stato portato via dal coronavirus dopo un mese di cure presso l’ospedale Goretti di Latina. Se ne va lasciando un vuoto enorme. Impegnato da sempre nel sociale, ha contribuito con la sua compagnia Loro di Napoli, a regalare sorrisi, realizzare progetti, momenti di profonda condivisione e attimi di poesia. Sapeva, con il suo fare garbato e gentile avvicinare a sé gli altri. La parola che si rifletteva nei suoi gesti era “accoglienza”, quella vera e genuina. Con i suoi colleghi e amici, ha riempito più volte il nostro Teatro e ha sostenuto progetti importanti che ha condiviso e reso concreti grazie alla passione con cui affrontava la vita. La sua Compagnia, un gioiello di Aprilia, di cui era regista e attore, respirava con lui e per lui. Una compagnia “il cui cuore oggi ha smesso di battere con lui.”

Per la nostra città è stato un dono. Un regalo immenso e raro. Un percorso breve il suo. Solo pochi passi insieme che però sono stati sufficienti per farci conoscere la sua grandezza. Un uomo grande se ne va. E oggi siamo tutti più soli. Che possa arrivare a te Mario ogni tanto l’eco delle nostre risa e non solo il rumore sordo del nostro pianto muto. Tu desideravi far divertire il pubblico, regalare alle persone attimi di leggerezza e di sana allegria.

Che sia una ballata il ricordo di te, splendida luce su questa terra che non ha saputo trattenerti a lungo. Il Bene, valore guida del tuo essere nel mondo, sarà trasmesso di mano in mano e tu, come nelle favole più belle, tornerai.

Tutta la Redazione del Giornale del Lazio si unisce al dolore della famiglia e della Compagnia Loro di Napoli.