Due soli colpi!


di Antonella Bonaffini

Che qualcosa in Lombardia non sia andata, e probabilmente continui a non andare, ormai è sotto gli occhi del mondo. Troppi contagi, terapie intensive allo sfinimento, troppi morti ma pochi, anzi pochissimi tamponi, in un clima di incertezza mischiato a profonda paura da cui, a Bergamo come a Milano, non si riesce purtroppo ad uscire. E’ difficile da spiegare ma al suono di un semplicissimo starnuto o di un timido colpo di tosse, è come se il mondo per un attimo infinito si fermi. La gente è ormai da mesi consapevole preda di un terrore che non accenna a diminuire e questo, non perché non se ne abbia voglia ma perché è difficile pensar positivo lì dove ciò che ci circonda, sembra all’improvviso aver perso il suo colore. E forse, e dico solo forse, è questo che porta i giornali come anche le televisioni, a spostare i loro obiettivi, non riprendendo più quei carri militari che da Bergamo, oggi come ieri, continuano ad uscire per portar altrove i propri morti. A Bergamo si continua a morire ma ciò che maggiormente attanaglia lo stomaco è il fatto che lo si faccia in silenzio, senza troppo clamore, subendo un destino che il popolo Lombardo non si è certo andato a cercare. E’ il 23 Gennaio, ad un mese esatto dalla scoperta del “paziente uno” di Codogno che il Ministero della Salute lancia un allert alla Regione Lombarda, avvisandola del rischio contagio che avrebbe di lì a poco potuto propagarsi. Ed allora c’è da chiedersi, perché la Regione non abbia recepito, quali gli interessi in gioco che hanno portato ad un black out comunicativo senza precedenti. Perché si è perso tutto questo tempo? Chi o cosa, ha reso impossibile una tempestiva risposta? In effetti, ciò che più sconvolge è che si parli della Lombardia, non dell’ultima o semplicemente più sprovveduta, regione d’ Italia! Un’esposizione climatica poco favorevole, a parere di alcuni, avrebbe favorito il propagarsi del virus. Una ricezione tardiva della pericolosità del fenomeno, con gli azzardati aperitivi sul Naviglio, non avrebbero poi dato scampo, a parere di altri. Stupidaggini!! A Roma come a Milano e nel resto d’Italia, la gente si è cercata, riunendosi e dandosi una regolata soltanto dinanzi alle prime misure restrittive. No, in Lombardia è accaduto qualcosa di molto più grave di quello che qualcuno vorrebbe rivenderci, qualcosa che sfugge ogni logica, che mette le città su cui ruota l’economia Italiana in ginocchio, che ubriaca tutti di dolore, un dolore che mischiato al terrore, fa si che la gente non possa subito realizzare. Se decidi di porre fine alla vita di una persona, non gli spari certamente ai piedi, lo fai mirando a due soli punti. La testa ed il cuore. Questo disastro umano non verrà ricondotto alla disorganizzazione Lombarda, c’è probabilmente dietro qualcosa che esula ogni appartenenza politica, che ci coglie del tutto impreparati, servendoci su un piatto d’argento un ordigno mostruoso, esplosoci in piena faccia, senza darci alcuna possibilità di tregua o difesa. Ma attenzione, perché Milano così come Bergamo, non sono certo città pronte facilmente alla resa. Si combatterà sino alla fine e quando si ritroverà il giusto equilibrio per riprender fiato, non ci saranno armistizi che possan tenere! Bergamo, Milano, l’Italia intera, presenterà al mondo il conto di ogni suo caduto, e tutti, nessuno escluso dovranno pagare. Verrà il tempo in cui le reali responsabilità non potranno indossare variopinte maschere, il tempo in cui prima verremo chiamati a combattere, poi finalmente a realizzare. E qualcuno dovrà rispondere delle morti solitarie degli anziani, lontani da ogni persona cara, dello sfinimento dei medici dinanzi alla scelta di dover scegliere chi fare vivere e chi dover invece sacrificare, della tardiva consegna delle mascherine ai presidi sanitari, dei mancati tamponi, su persone successivamente risultate infette, di quei carri carichi di morte e solitudine. Troppi focalai si sono accesi a Bergamo così come in tutta la Lombardia e tutto ciò è avvenuto in modo inspiegabile. Se decidi di porre fine alla vita di una persona, non spari ai suoi piedi ma lo fai mirando a due soli punti. La testa ed il cuore.