Il Principe del Mare


di Antonella Bonaffini

Ho sempre creduto che quella di fare arte fosse un’autentica vocazione. Spesso arriviamo a vivere circa metà della nostra esistenza per poi scoprire di possederne una grazie ad un evento doloroso, un evento che ci scuote nel profondo, mettendo alla luce potenzialità che non credevamo potessero appartenerci. C’è gente che decide di venire al mondo al solo scopo di respirare, altra che sente il bisogno di mettersi in gioco, e che inaspettatamente, riesce a magnificare. Fabio Pilato nasce a Messina. Purtroppo viene presto chiamato a doversi confrontare con una prova durissima. Si scopre ammalato di cancro. La consapevolezza di aver dinanzi a se un mostro contro cui dover combattere, lo porta a non dormire ed a ricercare pace nelle acque del mare. Fabio prende la sua barca, e da quell’immenso, silenziosamente si lascia accarezzare. Un giorno, del tutto casualmente, vede dei pesci abbandonati probabilmente dai pescatori, sulla battigia. Sono morti. In cuor suo decide di riportarli in vita. Con impegno ed assoluta devozione frequenta l’ Associazione Fabbri D’Arte ed impara a forgiare il ferro. Nel giro di pochissimo tempo da vita alle sue prime sculture, che raffigureranno una moltitudine di esemplari e che in men che non si dica, lo collocheranno tra gli artisti più meritevoli del momento. Tra i riconoscimenti più importanti lo scultore può vantare di essere arrivato primo, su 60 partecipanti, nella Competizione Europea Fabbri dell’Arte e di aver partecipato al Campionato Mondiale svoltosi ad Arezzo con l’opera dal titolo “dal dito opposto alla mano bionica” scultura apprezzata tanto da meritarsi una collocazione sulla prestigiosa rivista belga Hephaistos. La città in cui Fabio Pilato vive ed opera lo apprezza ed i suoi pesci vengono ben presto ospitati al di dentro del celebre Palazzo Zanca di Messina, per un anno intero. Di lui e delle sue magiche creature si inizia a parlare, dentro e fuori dal nostro Paese. Fabio crea una moltitudine di pesci, dalle reali dimensioni, dando vita ad un autentico Museo del Mare che ha come scopo quello di divulgare il messaggio che l’arte non è mai fine a se stessa. L’arte è un miracolo straordinario in grado di salvare, un potere che potenzialmente esiste in molti di noi e che bisognerebbe scoprire, semplicemente imparando ad ascoltare. Ad ascoltarci. Fabio Pilato attualmente sta lavorando ad un esemplare di squalo bianco della grandezza di cinque metri a cui ha dato il nome di “Pasqualina” che andrà ad aggiungersi alle opere già esistenti e che siamo certi, lo porterà a realizzare il suo sogno più grande, quello di vedere tutte le sue magiche creature in un grande Museo, un luogo che nel silenzio sarà in grado di raccontare a tutti la sua storia, un luogo dove la gente potrà entrare, rivedere quelle albe, sentire il rumore di quelle acque, persino il profumo del suo Mare, arrivando ad osservare una figura china su una barca, che in una fase particolare della sua vita decise che tra il vivere ed il morire sarebbe stato più giusto seguitar a lottare e che noi ci auguriamo di cuore possa vincere la sfida più grande, certi che di lui, ancora a lungo sentiremo parlare.