IL DRIVE-IN DI CAMPOVERDE: UN MODELLO DELLA REGIONE LAZIO

Abbiamo fatto un servizio su come funziona il presidio che consente di monitorare il contagio Covid-19 sulla popolazione apriliana

Niente “code”: organizzato nei minimi dettagli per un servizio efficiente e funzionale

 di Riccardo Toffoli

 

Il drive-in di Campoverde è sicuramente un “modello” di gestione della Regione Lazio. La campagna screening della Asl, limitata ad alcuni giorni presso i locali dell’ex Claudia di via Pontina, e l’aumento del numero dei contagi che ha persino costretto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a varare misure stringenti per la sola provincia di Latina, ha convinto la direzione generale della Asl di Latina a mantenere ad Aprilia un presidio sanitario di monitoraggio per la rilevazione dell’infezione Covid-19. Si è così attrezzato il capannone dell’area fiere di Campoverde, sempre in via Pontina ma a sud della città. L’area, di proprietà del Comune di Aprilia, ospita il mercato dei fiori ed attività di collaudo e revisione con una pesa pubblica. Ma nulla interferisce con il lavoro di drive-in che è completamente autonomo e organizzato nei minimi dettagli. Il servizio è aperto al pubblico dal 9 alle 14 dal lunedì al sabato. Opera dall’8 ottobre, ossia dal giorno in cui il presidente della Regione Lazio ha varato misure più stringenti per il contenimento del contagio valide solo per la provincia di Latina. Con il nostro direttore Bruno Iorillo, siamo andati a vedere come funziona il drive-in di Campoverde. Abbiamo trovato massima disponibilità da parte di tutta la dirigenza della Asl per poter documentare questo servizio. A spiegarci il funzionamento del drive-in è il dott. Roberto Masiero che è responsabile della struttura. Davanti all’ingresso principale dell’area fiere c’è una pattuglia della Polizia Locale. Personale della Protezione Civile, abbiamo trovato volontari dell’Alfa, regolano gli accessi. Ma all’interno del drive-in operano anche i volontari della Croce Rossa Italiana. Sono 5 gli operatori sanitari che ci lavorano. Le vetture entrano dal parcheggio laterale adiacente al capannone dell’area fiere. Nei pressi della rete di confine è allestito un box dove un operatore sanitario scheda le persone che stanno per accedere al servizio e controlla la prenotazione. L’operatore sanitario è aiutato da personale della Protezione Civile di Aprilia. In base al tipo di tampone a cui viene sottoposto, l’utente guida la propria vettura in una delle corsie dedicate: il tampone molecolare o il test rapido. Tutta la strumentazione per i test, è posta all’interno del capannone dove è stata allestita la tenda da campo di solito in uso alla Protezione Civile. Le persone non scendono mai dalla propria vettura. L’attesa è pressoché inesistente: poche auto in coda per il test rapido, quasi nessuna per il tampone molecolare. Per questo è un servizio che funziona benissimo ed è un modello per la Regione Lazio. Il test dura materialmente pochi minuti. Per i test rapidi, il risultato viene consegnato in 30 minuti. Per il tampone molecolare, si deve aspettare al massimo 48 ore.

TEST RAPIDI E TAMPONI MOLECOLARI: QUALE DIFFERENZA?                             Test rapidi e tamponi molecolari. Ma qual è la differenza? Il tampone molecolare è considerato attualmente l’unico ad accertare la presenza dell’infezione Covid-19 in un paziente. Il test molecolare ha procedure piuttosto lunghe e l’esito potrà essere fornito in 48 ore con grande lavoro del laboratorio analisi. Attualmente il laboratorio analisi di riferimento del drive-in di Campoverde è l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Per questo motivo, la Regione Lazio ha autorizzato i test rapidi che, in base a quanto ci dice il dott. Masiero, hanno una attendibilità del 96% ma hanno il vantaggio di dare risposte celeri al paziente. L’attendibilità è massima per la negatività. Il test è meno attendibile per i casi di positività che infatti, richiedono poi un tampone molecolare per la conferma. Secondo i dati che ci fornisce il dottor Masiero, su circa 10 persone riscontrate positive ai test rapidi, 6 o 7 poi risultano effettivamente positive al tampone molecolare. “Facciamo il test molecolare –ci spiega il dottor Roberto Masiero responsabile del drive-in di Campoverde- solo a chi è positivo accertato. Si tratta di persone che devono avere un riscontro di un secondo tampone per accertare una eventuale negatività o purtroppo ancora la positività al Covid-19. Per uno screening ancora più avanzato e per decongestionare il nostro laboratorio analisi, abbiamo prediletto i test rapidi come, del resto, la Regione Lazio ci ha chiesto. In questo caso, il paziente, se risulta positivo, entro 30 minuti riceve una chiamata da parte nostra per fare il test molecolare. Quindi torna al drive-in per effettuare il test molecolare che accerterà o meno la positività al Covid-19. Se il paziente risulta negativo, invece, riceverà un messaggio entro la giornata da un medico refertatore, con il risultato negativo che può comodamente e in piena autonomia scaricare in formato pdf sul proprio cellulare”.

CHI PUO’ ACCEDERE AL SERVIZIO                                                                             Per effettuare il test rapido, è necessaria la prescrizione medica. Il paziente si rivolge al proprio medico curante o al pediatra nel caso di bambini che, in base ad una diagnosi, decide per la necessità del tampone. Quindi compila una scheda chiamata nel linguaggio tecnico Seresmi, e la trasmette al dipartimento di prevenzione della Asl. Da qui scatta la procedura. Il dipartimento, in base alla relazione di contatto, può richiedere comunque autonomamente il tampone al paziente interessato. Il paziente, infine, deve prenotarsi al servizio di drive-in sul sito della Asl dove c’è un link https://concorsi.ausl.latina.it/covid19/drivein.jsf apposito per la prenotazione. “La prenotazione è obbligatoria ed è stata voluta dal nostro direttore generale –spiega il dottor Masiero- questo permette al drive-in di non essere sovraccaricato di utenti e agli utenti di trovarsi ad attendere veramente poco per effettuare il test”. È stata sicuramente una formula vincente.

I DATI: IL 10% E’ POSITIVO                                                                                        IL 10% dei pazienti che effettua il test rapido nel drive-in di Campoverde risulta positivo. Giornalmente vengono effettuati una media di circa 70 tamponi. Questo 10% è chiamato a fare il tampone molecolare. Su 10 risultati positivi al test rapido, circa 6 o 7 risultano effettivamente positivi al Covid-19. “Il dato è significativo, deve far pensare e ha fatto scattare l’allerta arancione nella Regione Lazio” –ha commentato il dottor Masiero.

A BREVE I TEST SALIVARI                                                                                            I test salivari hanno le stessa attendibilità del test rapido (quindi circa il 96%) ma hanno il vantaggio di essere più celeri e meno invasivi, prelevando esclusivamente un campione della saliva. Stanno per essere attivati dalla Regione Lazio e si faranno nel drive-in. “Si tratta di una procedura più rapida e meno invasiva soprattutto per i bambini –spiega il dottor Masiero- Non abbiamo ancora una ufficialità sul loro utilizzo. Si tratta di un processo in divenire, ma a breve usciranno”.