Il dirigente scolastico dell’Ic Matteotti di Aprilia Raffaela Fedele ci illustra come sarà la scuola a prova di Covid-19

LA SCUOLA A SETTEMBRE DEVE RIPARTIRE”                  Tantissime le novità tra le quali il banco monoposto e le visiere per insegnanti di sostegno e dell’infanzia

                           Il dirigente scolastico dell’Ic Matteotti di Aprilia Raffaela Fedele 

di Riccardo Toffoli

“La scuola a settembre deve ripartire”. Con questa frase si apre una dettagliata intervista a Raffaela Fedele dirigente dell’istituto comprensivo Giacomo Matteotti di Aprilia nella quale ci spiega quale sarà la scuola che gli alunni e le famiglie troveranno il 14 settembre. Studenti, bambini e famiglie troveranno una scuola “diversa”, molto cambiata dalla pandemia che cerca di mantenere la sua “umanità” nelle tante misure necessarie per il contenimento del contagio. Scomparirà, almeno per quest’anno scolastico, la figura del “compagno di banco”. Quella figura che tutti ricordiamo con grande affetto, con il quale scappava una “parolina” durante le lezioni, con il quale ci si confidava o anche ci si confrontava sui compiti. Gli alunni avranno il “banco singolo”, quello che una volta era destinato alle punizioni o a stare vicino alla cattedra per tanti motivi sia comportamentali o di studio. Ma ci sarà un’altra grande novità: la maestra con la “visiera”. Sarà la maestra della scuola dell’infanzia che per mantenere il contatto fisico con i ragazzi dovrà indossare la visiera e l’insegnante di sostegno che, per gli stessi motivi, pure dovrà indossarla. Per gli altri operatori scolastici, invece, basterà la mascherina. Ultima grande novità è proprio l’utilizzo della mascherina che, dai bambini della primaria alla secondaria di primo grado, dovrà essere indossata dagli alunni nel percorso fino al raggiungimento del rispettivo banco della classe e ogni qualvolta gli alunni si dovranno spostare negli spazi comuni dell’edificio scolastico. Compreso il bagno. Per andare al bagno sarà così necessario indossare la mascherina. In classe, inoltre, si troveranno gel disinfettanti e le “visite” dei genitori saranno fortemente limitate all’urgenza e previo appuntamento. Sarà una scuola un po’ più fredda, forse non ci piacerà, ma siamo fiduciosi che un rapporto stretto e proficuo tra scuola e famiglia, saprà far fiorire l’umanità nonostante le tante barriere fisiche che si troveranno. La premessa con la quale, però, il dirigente Raffaela Fedele apre quest’intervista è veramente importante: “la scuola a settembre deve ripartire”. Da marzo, a causa della pandemia Covid-19, le scuole sono chiuse. Per circa 6 mesi bambini e ragazzi sono rimasti a casa alle prese con la didattica a distanza. Ogni giorno tecnici, medici, dirigenti, personale scolastico, politici fanno passi da gigante per consentire un ritorno a scuola a settembre. Le premesse ci sono: Aprilia è sicuramente pronta alla sfida di settembre.

A settembre ci si farà? Gli alunni il 14 settembre entreranno in classe?

“La scuola a settembre deve ripartire. È un obbligo di tutti lavorare in questo senso. I calendari regionali sono definiti. Stiamo tutti lavorando per consentire che la ripresa sia possibilmente serena. Le regole da rispettare per il rientro in classe sono quelle date dal comitato tecnico-scientifico, che ha detto di garantire all’interno delle classi un distanziamento di un metro misurato bocca a bocca dagli alunni. L’idea che ha preso piede è quella di utilizzare i banchi monoposto. Il comune di Aprilia ci ha garantito che le nostre richieste iniziali saranno soddisfatte. Ora anche il ministero, attraverso l’attività del commissario straordinario Arcuri, sta lavorando per fornirci questi banchi. Il problema principale riguarda, però, i tempi. I banchi monoposto dovrebbero arrivare entro la fine dell’estate perché poi le scuole devono avere i tempi fisici di sistemazione delle aule”.

Si useranno le mascherine?

“Continuiamo quasi giornalmente a vederci con i tecnici della sicurezza, il medico competente e con i collaboratori e responsabili dei plessi. Faccio riferimento pertanto alla mia realtà. Abbiamo insieme stabilito che l’ingresso a scuola avvenga comunque con le mascherine indipendentemente dalle considerazioni del comitato tecnico-scientifico che solo 15 giorni prima dell’apertura delle scuole ci farà sapere se sarà necessario l’utilizzo o meno della mascherina. Noi però, possiamo fare questo e lo faremo. Limitatamente agli alunni della primaria e secondaria di primo grado l’ingresso a scuola sarà con la mascherina. La mascherina andrà tolta solo alla postazione del banco a meno di indicazioni diverse del comitato tecnico-scientifico. I bambini dovranno rimettere la mascherina per recarsi in bagno o per andare dalla classe alla palestra e viceversa, quindi sempre quando si troveranno nei luoghi di passaggio comune”.

Per l’infanzia invece?

“Per i bambini dell’infanzia il ministro ha detto che non si può realizzare il distanziamento. I bambini sono molto piccoli. Bisogna garantire, quindi, che ogni gruppo abbia uno spazio proprio dedicato e dei giochi dedicati. Bisogna assicurare, cioè, che i piccoli gruppi stiano insieme ma senza incontrarsi con gli altri. Proprio per questo abbiamo comprato le visiere per i docenti dell’infanzia perché non è pensabile che si relazionino con i bambini con le mascherine”.

I docenti indosseranno la mascherina?

“Il personale scolastico sarà dotato di mascherina. Pare che il commissario straordinario ce le fornirà”.

Quali saranno le novità “fisiche” sulle aule e in genere sulla scuola?

“Naturalmente ci saranno gel disinfettanti in tutte le aule. Attualmente già ci sono gel disinfettanti all’ingresso degli edifici scolastici. All’ingresso i genitori troveranno anche i divisori parafiato. Limiteremo gli accessi all’edificio dei genitori o in generale degli estranei, possibilmente su appuntamento o comunque in soli casi di urgenza. Metteremo la segnaletica orizzontale sui pavimenti per indicare i percorsi. Non abbiamo intenzione, almeno ad oggi, di distanziare gli ingressi dal punto di vista temporale. Questo dipenderà anche dall’indicazione che ci verrà fornita dall’ente comunale circa l’organizzazione dei trasporti. Ad oggi notizie certe sui trasporti non ce ne sono. Quindi se sui mezzi pubblici non si applicheranno le norme del distanziamento sociale e quindi i ragazzi arriveranno a scuola tutti insieme, noi troveremo il modo di farli entrare tutti insieme aprendo tutti gli ingressi fisici a nostra disposizione per evitare assembramenti”.

Ci saranno più insegnanti?

All’inizio si era detto che ci sarebbe stato un aumento dell’organico, questo ora non ci è garantito. Io ho chiesto personalmente un potenziamento del personale Ata, dell’organico della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Ma in tutta onestà non credo che ci sarà dato. Spero e credo in un potenziamento del personale Ata: aprire tutti gli ingressi, garantire una maggiore igiene dei bagni e dei corridoi comporterà un aggravio di lavoro per loro. Spero che qualche risorsa di potenziamento del personale scolastico venga indirizzata in primis verso i collaboratori scolastici”.

Alunni “disabili”. Come si garantirà l’inclusione?

“I docenti di sostegno avranno la visiera e non la mascherina. Per gli alunni disabili, infatti, non è previsto che sia realizzato il distanziamento. Ci viene consigliato di far indossare la visiera all’insegnante di sostegno proprio per evitare che il bambino stia lontano dal docente. C’è da dire che finalmente cominceremo a vedere il docente di sostegno com’è nella realtà. Il sostegno è alla classe, l’inclusione si fa con l’alunno che ha bisogno di sostegno, ma insieme al gruppo classe. Bisognerà ripensare all’inclusione come un lavoro di equipe che deve fare tutto il gruppo classe, tutti i docenti della classe, e non solo il docente di sostegno con l’alunno”.

Lei crede che la didattica a distanza potrebbe riprendere?

“Il pericolo c’è. Gli scienziati non sono tutti concordi nel pensare che il pericolo sia passato. Temono tutti che con le temperature rigide invernali, richiudersi negli spazi chiusi possa far aumentare i casi di contagio. Spero che non ci sia più una chiusura generalizzata. Però nelle zone dove si verificano dei focolai, le scuole potrebbero essere chiuse per un periodo limitato all’emergenza e quindi in questo caso, si potrebbe riprendere con la didattica a distanza. Ma questo dipende anche dai nostri comportamenti”.