AZIONE VUOLE SCARDINARE ACQUALATINA

317

Il segretario provinciale Davide Zingaretti: “Il contratto scade nel 2032 ma fino a questa si deve intervenire sul piano industriale”

Il partito di Calenda a livello provinciale fa i raggi x al gestore: “questo modello non ci piace”. Intanto il nuovo sindaco Principi non si presenta alla votazione del bilancio: “Continuiamo sulla strada tracciata dalla precedente amministrazione”

di Riccardo Toffoli

Azione, il partito di Calenda, a livello provinciale lancia la sfida:

DAVIDE ZINGARETTI

cambiare le cose sulla gestione dell’acqua nella provincia. L’affondo è arrivato dopo i disservizi causati dai lavori nei giorni più caldi della storia italiana che hanno lasciato all’asciutto Aprilia ma anche Latina per diverse ore. E soprattutto arriva nel momento in cui c’è la trattativa per l’acquisizione da parte di Italgas delle quote del privato Veolia pari al 49% delle quote di Acqualatina, il gestore idrico dell’Ato4. Italgas ha ufficializzato la firma con una nota stampa il 9 giugno scorso. Il contratto prevede la compravendita delle partecipazioni detenute dal Gruppo Veolia in alcune società attive nel servizio idrico nelle regioni Lazio, Campania e Sicilia. Tra queste il 100% di Idrolatina S.r.l. che a sua volta detiene appunto il 49% circa di Acqualatina S.p.A. “Acqualatina è il gestore del Servizio Idrico Integrato nell’ATO 4-Lazio Meridionale che include 38 Comuni per un bacino d’utenza di 550.000 abitanti. Nel 2021 ha registrato ricavi per 138 milioni di euro”-si legge nella nota di Italgas. Sono stati riconosciuti al Gruppo Veolia complessivamente 115 milioni di euro, però “subordinati al raggiungimento di alcuni obiettivi delle società operative”. Su questa soluzione non c’è parere unanime del pubblico e l’acquisto non risulta ancora formalizzato. Prima di tutto perché c’è il diritto di prelazione del pubblico che in teoria potrebbe acquistare le quote del privato. Esponenti politici pontini hanno rimarcato, inoltre, che nel 2017 Acea aveva provato a fare una operazione del genere ma che con una delibera dei Sindaci e dei Presidenti era stato espresso da parte pubblica, a seguito di specifico parere legale, il non gradimento della vendita a privati, se non previa partecipazione a gara pubblica. Tra l’altro Acea aveva promosso ricorso al Tar che è ancora pendente. E la stessa Acea ha rimarcato il proprio disappunto alla nuova trattativa.

“L’ACQUA PUBBLICA NON PUO’ ESSERE SOLO UNA BANDIERINA POLITICA”

“La vicenda relativa alla cessione delle quote del socio privato di Acqualatina ripropone il tema dell’acqua pubblica. –si legge nella nota di Azione della provincia di Latina- Concetto giusto, ad oggi metafisico, prestato alla politica che sventola bandierine poi subito riposte quando si tratta di affrontare temi reali. L’interesse di Italgas per Acqualatina riaccende gli animi, l’iter in tal senso è ancora in corso e invece, i tanti disservizi di questi giorni e le percentuali di spreco dell’acqua (pubblica) prima che giunga ai nostri rubinetti sono di attualità e dopo 21 anni di gestione da parte di Acqualatina non può che interrogarci. La nostra provincia conferma il primato di avere le tariffe tra le più alte d’Italia anche se, in linea teorica, il sistema a tariffa dovrebbe prevedere pagamenti commisurati alla controprestazione ricevuta. A Latina e provincia sappiamo che non ha mai funzionato così e temiamo che anche sui rifiuti raggiungeremo presto questo primato. I partiti di solito non sono interessati agli interessi pubblici di lungo periodo perché i cittadini votano mediamente ogni sei/otto mesi e quindi si confida sulla loro scarsa memoria”. “Noi chiediamo semplicemente –ci spiega il segretario provinciale Davide Zingaretti- se in questi 21 anni di gestione, il servizio sia migliorato. Lo chiediamo ai cittadini. Le relazioni ufficiali parlano di una dispersione idrica delle condutture di oltre il 70%. Significa che l’acqua che arriva nelle nostre case, è solo il 30% di quella che esce dagli acquedotti. Il resto si perde nelle condutture. Quali sono stati gli interventi decisivi sulla rete? Inoltre c’è l’aspetto economico che sottolineiamo: la nostra provincia ha le tariffe più alte ma per quale servizio?”

IL 51% IN MANO AL PUBBLICO…..MA SOLO SULLA CARTA?

Azione punta il dito anche sulle quote gestite dal pubblico che in teoria dovrebbero essere la maggioranza. “Non è all’atto pratico così –ci dice subito Zingaretti- a fronte del finanziamento di Depfa Bank per 105 milioni di euro, alcuni Comuni, non Aprilia, decisero di impegnare le loro azioni, vincolandosi su determinate votazioni. E così di fatto, il pubblico che ha veramente una completa mano libera, può incidere per circa il 26% delle quote”.  “Il 19 dicembre 2008 –continua il comunicato di Azione- parte dei soci pubblici ed esattamente il Comune di Sperlonga, il Comune di Sonnino, il Comune di Cisterna di Latina, il Comune di Lenola, il Comune di Minturno, il Comune di Terracina, il Comune di Fondi, il Comune di Santi Cosma e Damiano, il Comune di Sabaudia ed il Comune di Latina sottoscrissero un contratto di pegno di azioni, quelle detenute per il “controllo” della società pubblica Acqualatina, a fronte del finanziamento da parte della DEPFA Bank di 105 milioni di euro ad Acqualatina. Tutti questi Comuni hanno girato in garanzia le loro azioni a favore dei “creditori garantiti” e, in cambio, hanno accettato la clausola di non poter mai votare un “evento rilevante” per il finanziatore o comunque tale da creare pregiudizio al pegno o alla banca finanziatrice. L’evento rilevante è considerato tale dal soggetto finanziatore quando, a suo giudizio, possa recargli pregiudizio finanziario, ad esempio è stato considerato tale l’esercizio del diritto di voto da parte dei Sindaci contrario all’aumento delle tariffe. In buona sostanza, tutti i Comuni che hanno costituito il pegno sulle proprie azioni, hanno abdicato al pieno potere di controllo pubblico sulla società Acqualatina poiché in caso di voto pregiudizievole per il finanziatore, questo può surrogarsi nel diritto di voto e presentarsi in assemblea al posto dei comuni finanziati. Alla DEPFA Bank è oggi subentrata la FMS WERTMANAGEMENT che sostanzialmente controlla il 24,82904% del capitale sociale nel caso in cui i Comuni finanziati votino “male” determinando “eventi rilevanti” e pregiudizievoli per il finanziatore. Questo vuol dire che i Comuni che possono esercitare liberamente il loro potere di controllo pubblico rappresentano solo il 26,17096% del capitale sociale e non il 51% del capitale sociale come appare formalmente”.

“QUESTO MODELLO NON CI PIACE”

“Questo modello non ci piace”. –dicono da Azione. Ma come intervenire? La ricetta prevede due ingredienti. “Intanto il contratto scadrà il 2032 –prosegue Zingaretti- e i Comuni dovranno essere pronti a cambiare gestione e noi ci auspichiamo che sarà interamente pubblico. Nel frattempo, e questo è il secondo ingrediente, bisogna rivedere il piano industriale sia sul piano degli interventi contro la dispersione sia sul piano delle tariffe”. “Questo modello di governance ad Azione non piace –tuona il comunicato stampa- e lavoreremo da subito per far sì che questo modello scompaia per sempre. È un sistema di gestione della cosa pubblica né pubblico, né privato: è semplicemente opaco. Questo ci porta al contingente: come può questo modello di governance garantire l’effettivo controllo da parte dell’ATO 4 dei livelli dei servizi, dell’adeguatezza e congruità (anche in termini di costi) degli investimenti e, men che meno, una ragionevole applicazione delle tariffe. Come può garantire quell’idea di fondo che il sistema a tariffa (come nei rifiuti) dovrebbe far pagare meno i cittadini”.

“I CANDIDATI PRESIDENTI DELLA PROVINCIA DOVRANNO DIRE COSA VOGLIONO FARE”

A giugno 2024 si voterà per le provinciali. Per la prima volta, dopo la riforma Delrio, i cittadini potranno tornare alle urne e decidere direttamente chi saranno i loro rappresentanti provinciali. La contro-riforma è stata varata ma sul tavolo ci sono già i movimenti politici per assicurarsi la guida in provincia. Azione lancia l’appello sulla gestione dell’acqua. “Noi chiediamo intanto alle coalizioni che si presenteranno e ai candidati alla presidenza della provincia –continua Zingaretti- cosa vogliono fare sul tema della gestione idrica nella provincia di Latina. Questo è un tema determinante sia per la composizione delle coalizioni sia per i cittadini che devono avere chiaro cosa andranno a votare”. “La convenzione di gestione tra ATO 4 e Acqualatina Spa scadrà il 2 agosto 2032. –riprende il comunicato stampa- Ci chiediamo se tra nove anni questo modello di gestione possa essere ritenuto soddisfacente o meno. La nostra risposta è no e la nostra non è una risposta ideologica”. “E’ per questo motivo –conclude Zingaretti- che i partiti dicano esplicitamente cosa vogliono fare sull’acqua. Anche perché, è bene ricordarlo, il presidente della provincia è anche presidente dell’Ato”.

 

 

PRINCIPI NON PARTECIPA AL VOTO DEL BILANCIO DI ACQUALATINA

L’Assemblea dei Soci di Acqualatina approva il Bilancio 2022, che chiude con un utile di 7,6 milioni di euro ma il sindaco di Aprilia non si presenta confermando di fatto la linea della precedente amministrazione civica. Il comunicato stampa dell’approvazione del bilancio è del 29 giugno scorso. L’AD Lombardi ha commentato: «Nonostante le difficoltà contingenti come il caro energia, la Società ha dimostrato di rispondere bene alle nuove sfide realizzando investimenti in crescita e ponendo le basi per un incremento ancora più significativo nei prossimi anni, grazie anche ai fondi PNRR.» Il sindaco di Aprilia Lanfranco Principi non si è presentato alla seduta seguendo la linea già tracciata dalla giunta civica: “Continuiamo sulla strada tracciata dalla giunta civica e in base a quanto ci viene detto dai legali con i quali faremo un punto della situazione a settembre”. “In tutti gli anni dell’amministrazione civica –ci ha detto l’ex sindaco Antonio Terra- non abbiamo mai votato il bilancio o non partecipando alle sedute oppure astenendoci. A fronte di questo atteggiamento c’era un motivo legale dovuto ad una presa di posizione importante perché il modello Acqualatina non ci è mai piaciuto. Noi non l’abbiamo mai riconosciuto e abbiamo lasciato le nostre quote in cassaforte”.