Le associazioni dei consumatori tuonano: “Così gli utenti pagheranno l’acqua il 20% in più del 2023”
I sindaci contrari, hanno chiesto di revocare l’assemblea in programma per il 19 settembre
di Riccardo Toffoli
Aumento del capitale sociale da 26 a 56 milioni di euro: è la richiesta sul tavolo del management di Acqualatina che i Sindaci pontini si sono trovati sulle scrivanie proprio in piena estate, pena il default della società. L’aumento del capitale sociale sarebbe assolutamente necessario ed eviterebbe che la società andasse in default. Ma i sindaci, e a ruota le associazioni dei consumatori, non l’hanno affatto presa bene soprattutto dopo aver già frenato sull’aumento delle bollette. I sindaci hanno, per ora, concordato un documento nella quale hanno chiesto la revoca delle assemblee del 17 e del 19 settembre. Nel frattempo si sta cercando una soluzione. I sindaci a guida centrosinistra, compreso il presidente della provincia Gerardo Stefanelli, sarebbero per il no categorico a qualsiasi aumento del capitale sociale. I sindaci a guida del centrodestra, invece, avrebbero una linea più morbida, anche perché con il no secco, la società andrebbe in default. E quindi si chiederebbe l’apertura di un tavolo di confronto per capire effettivamente quanti soldi servono per mettere in sicurezza le casse della società. Attualmente si stimano 15 milioni e forse su questa cifra si stabilizzerebbe una possibile proposta. Le associazioni dei consumatori tuonano: i cittadini andranno a pagare il 20% in più rispetto al 2023. “Il problema –spiegano Assoconfam, Codacons, Codici e Fedicons- non può essere riversato sui cittadini ed utenti dei 38 comuni del territorio di competenza di Acqualatina i quali, grazie al sistema tariffario, stanno già pagamento una delle tariffe in assolute più alte d’Italia, senza avere un servizio all’altezza dei costi sopportati, come ha rilevato la stessa Corte dei Conti. Ed ora Acqualatina dopo aver ricevuto la garanzia di poter applicare un adeguamento annuale (ripetiamo annuale) a partire dal 2024 del 3,5% fino alla fine al 2029. Il che significa che, a fine gestione, ben che vada gli utenti del servizio idrico pagheranno circa il 20% in più rispetto al 2023”. Il Pd, per bocca del segretario provinciale Omar Sarubbo, è categorico. “Acqualatina –tuona- continua a essere ostaggio di una gestione unilaterale e dannosa da parte di Fratelli d’Italia (con l’alleato minore della Lega). Prima hanno tentato di modificare lo Statuto per accentrare il potere decisionale nei soli Comuni maggiori, penalizzando tutti gli altri. Tentativo che abbiamo respinto. Poi hanno provato ad aumentare le bollette in maniera esorbitante: anche questo è stato bloccato grazie all’opposizione dei nostri Sindaci e di altri Comuni. Nel frattempo, si sono registrate votazioni anomale in cui il socio privato, Italgas, con il proprio voto ha di fatto orientato scelte che dovrebbero spettare al pubblico. Siamo sempre stati contrari a questo cinico gioco delle destre volto a far pagare ai cittadini il prezzo di una gestione societaria che, alla prova dei numeri, non sta in piedi. Invece di chiedere soldi alla cittadinanza, dovrebbero ammettere i loro errori e riconoscere che, sul servizio idrico, la filiera di governo nazionale e regionale (Meloni e Rocca) ha voltato le spalle al nostro territorio. Come abbiamo più volte ribadito, servono iniezioni di finanza pubblica regionale e nazionale per garantire investimenti e manutenzione delle reti. Il modello di gestione non può reggersi solo su una bollettazione esorbitante, cioè sul “dissanguamento” di famiglie e imprese, costrette a pagare tre volte: i propri consumi, l’evasione altrui e la dispersione idrica. Noi rivendichiamo di aver aiutato Acqualatina in più occasioni negli anni passati. In queste ore ci stiamo confrontando con i nostri Sindaci e amministratori locali, che parteciperanno al dibattito sull’aumento di capitale con la serietà che li contraddistingue e nell’interesse del bene comune. Leggeremo le carte, purché siano messe a disposizione con trasparenza. Ma, fatti alla mano, questa destra non ha la nostra fiducia. Visti i precedenti e l’ostinazione a procedere da soli e male, oggi non ci sono le condizioni minime per concederla. Conta poco anche il flebile appello a mezzo stampa della Sindaca di Latina, Matilde Celentano, secondo cui “l’obiettivo primario è la salvaguardia di Acqualatina e la sopravvivenza stessa di una realtà fondamentale per il territorio”. Credo invece che vada salvaguardato il servizio pubblico, non un assetto societario infruttuoso. Vanno salvati i bilanci delle famiglie, non quelli di aziende che perseverano nella cattiva gestione. Vanno messi in sicurezza i bilanci dei Comuni che servono a garantire opere e servizi, non a coprire falle altrui. Non posso infine nascondere la delusione per l’atteggiamento del socio privato. Un attore come Italgas dovrebbe distinguersi per visione strategica, capacità di investimento, economie di scala, lungimiranza. Al contrario, la sua condotta appare come un allineamento incondizionato alle forze di governo. Concludo con una speranza: che anche i Sindaci e gli amministratori di centrodestra abbiano il coraggio di anteporre l’orgoglio per la propria funzione di rappresentanza territoriale alla lealtà di partito, scegliendo di stare dalla parte dei cittadini”. Per Aprilia in queste ore si aggiunge anche l’amaro in bocca di aver dovuto pagare 4 milioni di euro alla Regione per il servizio idrico del passato. Soldi sempre dei cittadini di Aprilia su un servizio che continua a rimanere precario, con lamentele continue da parte dei residenti, e con persino un centro urbano che è costretto a “contare le gocce” che arrivano, per la riduzione del flusso in orario notturno. E allora i cittadini si chiedono: questi continui costi che si pagano sono in linea con il servizio che si offre? Chi controlla?
Crisi idrica e perdite d’acqua, Zingaretti (PD Aprilia):
“Tubature obsolete e perdite ingenti. La proposta del Partito Democratico per un piano urgente di interventi”
di Davide Zingaretti*
Come spesso accade, in particolare durante il periodo estivo, torniamo a denunciare con forza la grave situazione della rete idrica locale, gestita da Acqualatina S.p.A., caratterizzata da tubature guaste e datate che causano perdite idriche fino al 50%, interruzioni improvvise, cali di pressione cronici, soprattutto nelle zone periferiche e nelle ore notturne, e perdite che riversano acqua in strada per giorni, come quelle a cui stiamo assistendo nel recente periodo. Negli ultimi anni, la città ha subìto decine di stop programmati e non, lasciando migliaia di residenti senza acqua per ore (o addirittura un’intera giornata), con gravi disagi per famiglie, scuole e imprese. La mancanza di interventi tempestivi e di manutenzione storica ha aggravato il problema, con dispersioni che sprecano risorse preziose in un contesto di siccità ricorrente.
Questa gestione inefficiente non può più essere tollerata: l’abbassamento del flusso nelle ore notturne, le rotture improvvise e i ritardi nelle riparazioni evidenziano un sistema obsoleto e non all’altezza per la gestione di un servizio essenziale.
Per fronteggiare lo stato emergenza costante che vive la nostra città, ci rivolgiamo alla Commissione straordinaria e agli entri preposti al controllo per una serie di proposte:
-Monitoraggio digitale e manutenzione preventiva: completare e verificare l’installazione di sensori IoT su tutta la rete per rilevare guasti in tempo reale, prevenendo interruzioni e ottimizzando le riparazioni, con obbligo di intervento entro 24 ore;
-Accelerare gli investimenti PNRR: monitorare immediatamente la destinazione e l’utilizzo dei fondi per la distrettualizzazione e l’ammodernamento delle tubature, con l’obiettivo di ridurre le perdite dal 50% al 20% entro il 2027, con priorità alle zone più colpite (come il Consorzio Colle Mare e Via Toscanini o le altre zone periferiche della città);
-Completamento dei lavori in corso: monitorare lo stato di avanzamento di tutti gli interventi in essere nel nostro territorio, come ad esempio gli interventi conclusivi per la rete fognaria di La Cogna, e intervenire sul gestore affinché questo possa completare i passaggi mancanti visto l’estremo ritardo;
-Trasparenza e controllo: lavorare in sinergia tra struttura Comunale, comitati e associazioni cittadine per monitorare l’efficienza del servizio idrico, con raccolta e pubblicazione di dati su perdite e qualità dell’acqua, per confrontarle con il contratto di servizio in essere con Acqualatina per valutarne il reale rispetto e l’applicazione;
-Diversificazione delle fonti: potenziare l’uso di pozzi locali e procedere con la riattivazione del “fungo” di via delle Valli, oltre che integrare sistemi di recupero acque piovane, per sopperire alla dispersione e la mancanza di acqua.
-Presenza territoriale: avviare un confronto con l’EGATO e il gestore affinché anche Aprilia possa contare sulla presenza sportello territoriale a disposizione dei cittadini per la presentazione di reclami, segnalazioni o comunque per risolvere le problematiche del servizio. Una città di oltre 70mila abitanti, geograficamente funzionale anche per le città limitrofe, non può essere “scoperta” in tal senso costringendo il cittadino ad un ufficio reclami/assistenza esclusivamente telefonico e, nella maggior parte dei casi, non risolutivo delle problematiche.
Chiediamo quindi al Comune di Aprilia e agli enti preposti (EGATO, Provincia di Latina, ecc. ecc.) di avviare un piano urgente di interventi diversificati, il tutto per affrontare concretamente l’emergenza intervenendo sia sui problemi incombenti che sui disservizi cronici che vive la nostra città. Ribadiamo in ultimo che questi interventi rispondono ad esigenze contingenti nei tempi, l’obiettivo di medio-lungo termine del Partito Democratico è il ripristino della gestione pubblica del servizio idrico”, così in una nota il segretario cittadino del Partito Democratico Davide Zingaretti.
*Segretario comunale del Pd di Aprilia







