RIFONDAZIONE COMUNISTA DI APRILIA SANITÀ, NO LISTE DI ATTESA È UN DIRITTO

 

PARTITO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI APRILIA VENERDI 2 E SABATO 3 AGOSTO, DALLE ORE 16.00 ALLE ORE 19.30, LARGO MARCONI.

LA SALUTE È UN DIRITTO. LISTE DI ATTESA? SCOPRI COME EVITARLE.                      PERCHE ASPETTARE ANCORA?

Parlano Antonio Tatti, segretario di Rifondazione Comunista e Fabio Federici

Il Servizio Sanitario Nazionale, sempre più aggredito da tagli e privatizzazioni, non riesce più a garantire un’assistenza di qualità e l’accesso alle cure secondo i principi della globalità, universalità ed uguaglianza sanciti dalla legge 833/78 della Riforma Sanitaria. Dobbiamo prendere atto che uno dei beni più preziosi, in termini di welfare, si sta sgretolando da anni e i governi succedutosi finora hanno e continuano ad attuare politiche in favore di una disuguaglianza sociale. Ultimo affondo è il taglio di due miliardi di aumento previsti per il Fondo Sanitario Nazionale nel 2020 e stabilito dal Patto per la Salute. Ci hanno illuso che i tagli fossero giustificati dalla crisi economica ma ci rendiamo conto che abbiamo imboccato una corsa al definanziamento che è inarrestabile e ingiustificabile. Ciò porta inevitabilmente al collasso e allo smantellamento di un sistema che pare reggersi sulla fragile resistenza degli operatori e delle operatrici, perlopiù precari/e i quali, per una procedura di stabilizzazione, aspettano mediamente 15 anni, o ancor peggio, sono assunti nel girone schiavistico delle cooperative in subappalto.

Un palese campanello d’allarme del disagio si osserva nei Pronto Soccorso e i Dipartimenti di Emergenza che soccombono in condizioni pietose alla drastica riduzione dei posti letto (3 ogni mille abitanti con un taglio di 70 mila posti letto e 175 ospedali chiusi). Per non parlare delle liste di attesa di visite specialistiche e accertamenti diagnostici che si allungano di mesi o addirittura vengono bloccate a date indefinite. Si registra in media un’attesa di 90 giorni per una visita specialistica a fronte di una offerta privata di 7 giorni. Il risultato è che molti Italiani “consumano meno sanità”, ovvero rinunciano a curarsi, il 6,5% della popolazione secondo dati Istat. In verità sono i più poveri a dovervi rinunciare mentre i più ricchi si rivolgono al privato o alla libera professione in intramoenia.

La sanità è ai primi posti per il rischio di corruzione e le liste di attesa ne sono uno snodo importante perché rappresentano uno degli strumenti attraverso cui si verifica il dirottamento verso il privato. Del resto, finché si autorizza la maggioranza dei medici del SSN a lavorare metà del proprio tempo in intramoenia, si continua a discriminare socialmente il malato: i benestanti possono avere diagnosi e terapie molto prima di chi benestante non è,

e ciò risponde ad una precisa visione del mondo di chi vuole che esista solo il privato perché ritiene che sia stupido sobbarcarsi il costo della sanità, perché i poveri sono un peso economico per il sistema produttivo capitalista.

Ma “La salute è un tuo diritto” ed esiste una alternativa gratuita.

Grazie ad una legge del 1998 è possibile utilizzare l’intramoenia in tempi rapidi e in determinate situazioni di priorità, pagando solo il ticket o nulla se si è esenti, proprio come una prestazione ordinaria.

Per approfondire questa faccenda e contro lo scandalo delle incivili liste di attesa il Partito di Rifondazione Comunista di Aprilia sarà in piazza con banchetti,  iniziative e distribuzione di materiale informativo i giorni di venerdì 2 e sabato 3 agosto, dalle ore 16.00 alle ore 19.30, presso Largo Marconi.

(Pagina e foto a cura di Ginafranco Compagno)