“SALI SUL PULMINO E ANDIAMO”

Il libro raccoglie 74 testimonianze su Don Angelo Zanardo

Presentato ufficialmente in aula consiliare venerdì 9 dicembre

di Bruno Jorillo

“Sali sul pulmino e andiamo” è il titolo dell’ultimo lavoro su Aprilia, in particolare sull’operato di un sacerdote di Vittorio Veneto Don Angelo Zanardo, fondamentale per la crescita sociale e culturale della città. La vecchia generazione degli apriliani lo conosce benissimo, un po’ meno la nuova. Ma Don Angelo fa parte ormai della vita della città. A lui è stato dedicato un parco in via Bulgaria e diverse iniziative sul territorio. Sacerdote dell’istituto San Raffaele di Vittorio Veneto che diede tanti giovani preti alla città di Aprilia, era originario di Mareno di Piave in provincia di Treviso. Venne ad Aprilia nel 1965, prestando la sua opera sacerdotale nella chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa madre della città. Don Angelo Zanardo è ricordato principalmente come direttore del centro di addestramento professionale di Aprilia per ben 22 anni.  Il Centro, inizialmente operante nella sede del Don Milani in via Trieste, si affermò definitivamente con don Angelo come la prima e più importante scuola di avviamento al lavoro in fabbrica del territorio, imprescindibile per i giovani di Aprilia. Il centro era per tutti completamente gratuito. Giovani che a 20 anni o poco più diventavano specialisti in tornitura, fresatura, saldatura, rettifica e aggiustaggio. La scuola, attraverso il biennio, gettava solide basi per le specializzazioni che venivano poi conseguite in fabbrica. I ragazzi del centro di addestramento, o meglio conosciuti come i “ragazzi di Don Angelo” avevano poca disposizione allo studio, molti non completavano neppure il percorso delle medie. Alcuni di loro vivevano la vita da bar e da strada. A loro Don Angelo ha dato un futuro e non solo lavorativo. Grazie a Don Angelo hanno avuto un punto di riferimento nella loro vita. Il centro di addestramento era strutturato come una fabbrica. I ragazzi frequentavano un biennio per attività di formazione e di laboratorio. Don Angelo Zanardo si occupava di tutto. Aiutava anche di sua tasca chi aveva difficoltà e, finito il biennio, trovava a tutti un posto di lavoro grazie ad una stretta collaborazione con i dirigenti delle aziende del territorio. Tra le aziende e Don Angelo c’era un patto consolidato ma non scritto: le aziende fornivano i macchinari per le esercitazioni di laboratorio e in cambio Don Angelo formava figure professionali in grado di mandare avanti le loro produzioni. Così i ragazzi venivano tolti dalla strada e formati mentre le aziende trovavano a disposizione personale pronto e qualificato. Il successo del centro fu tale che nel 1970 si sentì la necessità di una sede più grande. Don Angelo trovò orecchio attento e sensibile nell’allora Sindaco Emilio Vescovi che concesse un terreno di proprietà comunale nella zona industriale di Aprilia. La nuova sede del centro d’addestramento venne così realizzata nel 1975 in via dell’Industria e fu l’ultima. Oggi il centro non esiste più e la sede di via dell’Industria è ridotta ad un rudere. Per chi l’ha vissuta, è una ferita al cuore che rimane aperta. Nei 22 anni di guida del centro, Don Angelo formò circa 3mila 200 giovani, apriliani e non, come risulta dai registri scolastici. Quest’opera ebbe un effetto positivo per tutta la città. Molti dei “ragazzi di don Angelo” hanno continuato l’impegno sociale. Sono diventati presidenti di associazione, volontari, consiglieri comunali, assessori e sindaci. Sono diventati cioè classe dirigente della città.

IL LIBRO

Sono proprio i “ragazzi di Don Angelo” a raccontare la loro storia. Il libro “Sali sul pulmino e andiamo” raccoglie 74 testimonianze, per la maggior parte degli “ex ragazzi” del centro di addestramento che attraverso la forma delle interviste, hanno voluto raccontare la loro esperienza: come Don Angelo abbia influito positivamente nella loro vita e come grazie a lui hanno ottenuto un posto di lavoro e hanno messo su famiglia. Sono racconti veramente commoventi. Il titolo “Sali sul pulmino e andiamo” è una frase tipica di Don Angelo. La diceva quando con il pulmino, andava in giro per la città o persino ad Anzio a recuperare quei ragazzi che avevano marinato la scuola per andare al bar o al mare. Lui li trovava, li chiamava e li riportava con il pulmino a scuola. Ma è anche una metafora di come l’incontro con Don Angelo abbia veramente segnato per loro un nuovo percorso di vita. Il volume è corposo: 272 pagine; 204 immagini; 74 testimonianze; 390mila caratteri di scrittura. Ma si legge bene, la commozione la fa da padrona, ma ci sono aneddoti e racconti anche divertenti. A progettarlo un gruppo di persone Gianni Iaci, Giovanni Lombardo e Rosario Grasso che con l’aiuto di Riccardo Toffoli hanno condotto gli incontri e le interviste. Questo gruppo di persone oggi ha fondato l’associazione Don Angelo Zanardo. Un lavoro durato quasi due anni e che è riuscito grazie all’aiuto di tantissime persone che sono tutte citate nel volume. Le interviste poi sono state trascritte da Fabrizio Bellanca che è anche il redattore dell’intero volume che merita veramente di essere letto per avere un tassello in più della storia della città ma soprattutto per essere orgogliosi di quello che abbiamo in eredità.

LA PRESENTAZIONE

Il libro è stato presentato in aula consiliare. Evento inserito nella rassegna letteraria “Mille e un autore” proposta dall’assessorato alla cultura guidato da Gianluca Fanucci. Lo stesso assessore ha fatto gli onori di casa e presentato la serata. Nonostante il maltempo l’aula consiliare era gremita di pubblico. A moderare gli interventi Riccardo Toffoli. Nel tavolo dei relatori il sindaco Antonio Terra che ha parlato dell’importanza di queste figure per la crescita sociale della città, il parroco di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti Don Franco Marando che ha ricordato l’impegno di tutti i sacerdoti di Vittorio Veneto ad Aprilia. A parlare del libro sono intervenuti Sergio Pisani, una presenza storica della città, apriliano doc e profondamente amante della cultura. È stato veramente un piacere ritrovarlo ad Aprilia e riabbracciarlo. Quindi la professoressa Rosaria Ciacciarelli, ex professoressa di liceo, figlia del primo medico condotto della città e che Aprilia l’ha veramente vista crescere. Tra ricordi, testimonianze, un video sulla storia di Don Angelo con le voci fuori campo di alcune ragazze dell’Ic Matteotti di Aprilia, ha amplificato le emozioni il coro Laeta Corda diretto dal Maestro Cristian German Alderete. Il coro presieduto da Roberto Negri ha proposto un programma di canti adatto alla storia di Don Angelo Zanardo e ha affascinato tutti.