OLTRE DUEMILA FAMIGLIE APRILIANE RIDOTTE IN STATO DI POVERTA’

ASSESSORE FRANCESCA BARBALISCIA

Non hanno neanche i soldi per fare la spesa

Le misure messe in campo dal servizio sociale. L’assessore: “un lavoro ottimo fatto dagli uffici e da tanti volontari ci permette oggi di far fronte a tutte le emergenze”

 di Riccardo Toffoli

Sono circa 2mila 100 le domande delle famiglie apriliane che hanno chiesto aiuto al Comune per ottenere i buoni spesa. Un “esercito” di nuovi poveri che è purtroppo destinato ad aumentare nei prossimi giorni a causa del prolungarsi delle misure restrittive dovute all’attuale emergenza sanitaria. Sono circa 900 mila gli euro che sono “piovuti” nel Comune di Aprilia per sostenere le famiglie apriliane. 600 mila euro circa direttamente dal governo, altri 300 mila circa dalla Regione Lazio. Il Comune di Aprilia ha subito avviato le procedure per definire i criteri di chi ha titolo a ricevere questo contributo. “Si tratta di un aiuto importantissimo alle famiglie –ci dice l’assessore ai servizi sociali Francesca Barbalisca che in queste giornate molto convulse sta in assessorato h24 a piazza Bersaglieri- per non lasciare nessuno da solo”. L’assessorato ai servizi sociali per questa emergenza ha attualmente occupato oltre al primo piano, anche diversi uffici del secondo piano. Una necessità dovuta alle tantissime pratiche da seguire e all’aumento del personale in servizio presso i servizi sociali del Comune. “Tutti stanno lavorando tantissimo –spiega l’assessore Barnaliscia- ogni domanda viene valutata dagli assistenti sociali, si fanno le chiamate e con un sistema molto capillare si capisce il reale bisogno. Vorrei sottolineare che questo strumento è stato creato per reagire all’attuale situazione emergenziale e quindi, è un più che non sarà ripetibile. Pertanto bisogna arrivare prioritariamente a chi non ha nulla, a chi non è aiutato dal reddito di cittadinanza o da altre forme di sussidio sociale ma che per questa crisi si è trovato veramente in forte difficoltà. Penso in particolare ai precari, a coloro, quindi, che hanno perso il lavoro per via del coronavirus e che non sono coperti da cassa integrazione perché non ne hanno diritto o da altre sovvenzioni pubbliche, ma che ora si trovano senza nulla per mangiare”.

IL BUONO: COME FUNZIONA

Si prevede un bonus da spendere per la spesa e le medicine. Per accedervi, bisogna compilare una domanda scaricabile dal sito internet del Comune. L’importo varia in base al nucleo familiare. Per nuclei composti da 1 o 2 persone, è previsto un contributo fino a 200 euro; per nuclei composti da 3 o 4 persone, il contributo potrà arrivare fino a 400 euro; per nuclei familiari di 5 o più persone, la somma erogata potrà arrivare a 500 euro. Ulteriori 50 euro saranno assegnati ai nuclei familiari con minori dai 0 ai 36 mesi di età. Il contributo viene erogato in una card, una sorta di prepagata, che può essere utilizzata negli alimentari convenzionati e nelle farmacie. Attualmente gli accreditati sono: i punti Conad, i punti Eurospin, Esselunga. “Abbiamo optato per una card per vari motivi –ci spiega sempre l’assessore Barbaliscia- innanzitutto a differenza dei buoni, la card non può essere contraffatta o falsificata. Inoltre la card permette di spendere quanto effettivamente comprato, senza dover lasciare un eventuale restante del buono. Ognuno quindi, si reca nel proprio punto vendita accreditato vicino e spende quanto gli serve per sé e la sua famiglia”.

TANTI I “FURBETTI”
Ma quanti ci provano? “Gli uffici stanno facendo un grande lavoro di verifica su ogni domanda pervenuta –ci dice l’assessore- attraverso delle interviste e dei documenti integrativi richiesti. In base a quanto sta avvenendo in questi giorni, posso dare alcuni dati che sono significativi. Su queste 2mila 100 domande pervenute, diverse sono famiglie non italiane ma ci sono anche tantissime famiglie che finora non erano note agli uffici. Si tratta di una grande fetta di nuova povertà, dovuta appunto, alla situazione emergenziale. Ci sono anche famiglie non apriliane che, però, in questa situazione si sono ritrovate ad Aprilia a passare la quarantena. Diverse domande sono state respinte. Molti ci hanno provato e questo mi dispiace perché le risorse sono già limitate e provarci significa togliere a chi ha veramente bisogno. In altri casi abbiamo avuto domande doppie oppure presentate da componenti appartenenti allo stesso nucleo familiare. In questo caso sicuramente in buona fede. In ogni caso, è ancora possibile presentare domande fino all’esaurimento delle risorse disponibili”.

I SENZATETTO: NON C’E’ EMERGENZA

Il dormitorio di viale Europa è stato chiuso a causa dell’emergenza sanitaria. Ma la situazione è sotto controllo. “Voglio evidenziare che nel dormitorio la maggior parte degli assistiti non erano residenti ad Aprilia –spiega Barbaliscia- solo due erano cittadini apriliani che sono stati ospitati dalle rispettive famiglie di appartenenza. Ad Aprilia non ci sono stati casi di senza fissa dimora”.

 

PROSEGUE L’ASSISTENZA DOMICILIARE: A BREVE ASSISTENZA INTERATTIVA

“Tutto il lavoro ordinario prosegue sempre nel rispetto delle restrizioni di sicurezza –ci spiega l’assessore- i centri diurni sono stati chiusi. Parlo sia del centro diurno per ragazzi abili di via Giustiniano sia ad esempio il centro Alzheimer di via delle Margherite. Abbiamo chiesto alle famiglie se volevano che si potesse attivare una forma di assistenza domiciliare, ma la risposta è stata negativa per la maggior parte dei casi. Questo perché si ha paura dei contatti. Noi comunque, stiamo lavorando per un’assistenza interattiva di modo da non lasciare le famiglie da sole e comunque aiutare dove possibile con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione”.

 

IL PACCO ALIMENTARE

Inoltre è possibile accedere al pacco alimentare messo a disposizione dalla Protezione Civile. “Siamo stati i primi a provvedere alla consegna del pacco alimentare tramite i fondi del distretto sanitario –riprende l’assessore Barbaliscia- per intervenire subito nelle situazioni emergenziali. Questo strumento è ancora operativo e vorrei ringraziare tutti i volontari che stanno facendo il possibile e che hanno permesso con il loro lavoro di non ritrovarci situazioni difficili da gestire. Ringrazio tutte le associazioni di Protezione Civile operanti sul territorio, la Croce Rossa e tantissime realtà cittadine che veramente stanno facendo un ottimo lavoro”.

 

IL POTENZIAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI

Il Comune ha potenziato i Servizi Sociali grazie a nuove risorse messe a disposizione dal Distretto Socio-Sanitario LT1: 4 nuove assistenti sociali hanno preso servizio dal 6 aprile scorso attraverso il Fondo Povertà. Ad esse si aggiunge un programmatore sociale, entrato in servizio presso l’Ufficio di Piano lo scorso 9 aprile, mentre una nuova risorsa è stata destinata al Segretariato Sociale. Implementato anche il Pronto Intervento Sociale, per far fronte alle esigenze dell’emergenza Covid-19. Alle risorse a disposizione del Distretto si aggiunge poi una nuova assistente sociale entrata in ruolo. Per la prima volta il Comune potrà così contare su 2 assistenti sociali di ruolo.

 

NECESSARI ASSOLUTAMENTE NUOVI FONDI PER LA FASE 2
Ma quando l’emergenza sarà finita che succederà? “Vorrei ribadire un concetto –conclude l’assessore Barbaliscia- questi fondi sono assolutamente necessari per gestire l’attuale fase emergenziale ma di certo non potranno essere solo questi. Quando usciremo da questa crisi, è necessario che le persone ritrovino una collocazione nel mondo del lavoro e non sarà assolutamente facile. Per questo, mi auguro e lancio un appello importantissimo, perché ci siano altri fondi da destinare a queste famiglie che consentano loro di riprendersi e tornare attivi nella società e nel mondo del lavoro”.