MONICA FASOLI, IMPRENDITRICE DI ARDEA PROMOTRICE DI UN RICORSO AL TAR LAZIO INSIEME AD SUOI CONCITTADINI PROPRIETARI DI BENI ALL’INTERNO DEL “CONSORZIO DI COLLE ROMITO” SPIEGA IL PRIMO SUCCESSO OTTENUTO

                                  Monica Fasoli

di Centore Luigi

Monica Fasoli, imprenditrice di Ardea promotrice di un ricorso al TAR Lazio insieme ad oltre venti suoi concittadini residenti o comunque proprietari di beni all’interno del “Consorzio di Colle Romito” spiega il primo successo ottenuto, ma soprattutto che il ricorso è stato preso in considerazione. Ad Ardea la storia dei consorzi è cosa vecchia, a nulla attualmente è valsa la commissione speciale sui consorzi che attualmente ancora non ha portato a cavare un ragno dal buco. La commissione che ha avuto come primo presidente la consigliera Riccobono Giovannella, successivamente sembrava essere arrivata alla risoluzione del problema, mentre con le sue dimissioni si è bloccato tutto, e ormai da mesi che le riunioni non si svolgono ed è tutto fermo non si sa se è dovuto all’incapacità della sostituta della Giovannella anch’essa del M5S o del suo vicepresidente ex lista civica, successivamente entrato a far parte del partito di Fratelli d’Italia oggi entrato per legge nel gruppo misto del consiglio comunale, un limbo dove finiscono chi non ha più un gruppo politico riconosciuto in Parlamento o che è uscito dalla lista con la quale aveva partecipato alle elezioni comunali. La Fasoli scrive:

“Da circa 5 anni lavoro su un gravoso problema che interessa circa il 10% della popolazione del Comune di Ardea, ossia gli abitanti e proprietari di immobili siti all’interno dei Consorzi sparsi nel territorio. Gran parte di questi sono a ridosso del mare e con sbarre e tornelli chiudono ciò che è pubblico,  ma cosa più importante, non permettono uno sviluppo turistico, qualsiasi imprenditore si guarda bene nell’investire su un territorio già degradato, in più con un richiamo turistico circoscritto dalla popolazione consortile.

Per anni, i cittadini si sono battuti su ogni cosa riguardante le gestioni, spendendo di loro tasca per cause interminabili, con sentenze accolte e mai rese esecutive  . Il motivo che oggi, dopo aver raccolto testimonianze e documentazione mi ha spinto nel portare il Comune al Tar è stato proprio questo, che tutti hanno sempre agito contro i consorzi ma che in conclusione è stato sempre il Comune ad essere complice delle auto-gestioni consortili. Basti pensare che nel 1998 l’allora Sindaco Farneti con la  sua giunta delibero’ la presa in carico delle opere di urbanizzazione dei consorzi ( doc allegato) sottolineando che era doveroso poiché non era giusto che i cittadini che avevano appunto le abitazioni all’interno dei consorzi dovevano pagare due, tre volte i vari tributi.

Ma torniamo a Colle Romito, oggetto appunto del ricorso. Il comprensorio di Colle Romito è stato lottizzato tra il 1960 ed il 1963 con delibera Comunale di Pomezia, proprietà Bonanni per 114 ettari su 126,6, i restanti ettari li vendette ad una società di costruzioni che nel 1994 acquistò e successivamente, costruì un intero quartiere. Lo stesso quindi firmò un atto d’obbligo con il Comune di Ardea che di impegnava alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria ( art.4 legge 29 settembre 1964- ossia parcheggi,  aree verdi, pubblica illuminazione,  rete idrica, rete fognaria), opere che, sempre da atto d’obbligo il Comune entro 10 anni doveva prendere in carico. Da tutto questo quindi si evince che la zona ad espansione,  non appartiene alla lottizzazione del consorzio di Colle Romito ma che le 130 abitazioni sono comunque legate al pagamento della quota annuale. Ciò che ha messo in risalto l’inerzia amministrativa e complice delle gestioni privatiste del Consorzio e costruttore è stata la mancata presa in carico da parte del Comune delle opere e il pagamento quindi di queste da parte dei soci tutti nonostante la delibera del ’98 di Farneti, ma ancor di più la pretesa di pagamento su zona non consortile.

Nel 2019 il Comune però prende in carico, sempre della zona di espansione,  i parchi pubblici finalizzato alla realizzazione dei pozzi per la rete idrica, quindi mi appresto a scrivere al dirigente dell’area tecnica , l’ing Calcagni,  che dal momento in cui i parchi oggetto di pagamento della quota consortile essendo passata di proprietà Comunale non doveva più gravare sulle spese dei cittadini ( parchi pubblici), ma dopo uno scambio di pec era chiara la volontà di non prendere in considerazione la richiesta. Nel mentre nasce ” la commissione speciale consorzi ”  anche in questo caso metto in evidenza il caso senza riscontro  infine più volte è stato presentato il caso ” Consorzi” nella Commissione trasparenza e garanzia senza addirittura avere reperibilità alla documentazione,  cosa non credibile considerato che, noi da semplici cittadini abbiamo reperito documentazione per 50 anni di storia fino ad arrivare a produrre un ricorso al Tar.

In conclusione questa protesta capitanata da me in collaborazione con la presidente dell’associazione “Per Lupetta” ed altre 23 famiglie, è nata per una chiara VOLONTÀ POLITICA di non risolvere costosi sistemi consortili legati ad appalti ed appaltucci che i cittadini pagano di tasca propria.

Si leggono spesso commenti sui social per le gestioni amministrative Comunali di ” prima” e “dopo”, paragonando chi ha fatto cosa e chi non ha fatto, ma se tiriamo le somme degli ultimi 50 anni, Ardea ha avuto un evoluzione edilizia e demografica impressionante senza minimamente mettersi al passo, speculando in edilizia privata e mai considerando una crescita economica, sia prima che dopo. Questo ricorso che poteva essere evitato se preso in esame dagli amministratori comunali, tutti, opposizione e maggioranza,  avrebbe fermato un sistema marcio che è costato non pochi problemi a tantissimi cittadini,  appunto,  al 10% della popolazione e per ciò che mi riguarda,  credo fermamente che, per fare buona politica si debba prendere in considerazione realmente il problema e portarlo a termine. Ardea ha bisogno di crescita e per poter crescere ha bisogno di qualcuno che abbia una visione più ampia del proprio orticello.IL 16 Febbraio al TAR si discuterà in prima udienza questa clamorosa rivolta ad un sistema che produce risparmi non indifferenti al Comune che, prima per i numerosi debiti, oggi per un dissesto finanziario,  non prende in carico le opere di urbanizzazione come per legge.

Ringrazio per il grande lavoro fatto insieme, gli avvocati Luca Marchese e Daniele Autieri,  che con grande impegno hanno lavorato per tutti noi”.