I COMUNI DI ANZIO E NETTUNO RICORRONO AL TAR PER CHIEDERE L’ANNULLAMENTO DEL RINVIO DELLA DISCUSSIONE SULLA PROPOSTA DI AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE DI ACQUALATINA

792
Il Sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio Il Sindaco di Nettuno Nicola Burrini

Le delibere di giunta approvate ai primi di dicembre. Affidato l’incarico all’avvocato Petitto

Secondo i sindaci Burrini e Lo Fazio la decisione fu illegittima perché sarebbe servita la maggioranza qualificata dei due terzi essendo un’assemblea straordinaria

 

Il Sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio
Il Sindaco di Nettuno Nicola Burrini

di Riccardo Toffoli

I Comuni di Anzio e Nettuno presentano ricorso al Tar contro il verbale dell’assemblea dei soci che aveva rinviato la discussione sulla proposta di aumento del capitale sociale di Acqualatina di circa 30 milioni di euro. Lo avevano annunciato e lo hanno fatto. Lo hanno potuto fare insieme, perché secondo la normativa, l’impugnazione delle delibere può essere proposta dai soci quando possiedono tante azioni aventi diritto di voto che rappresentino, anche congiuntamente come nel loro caso, il 5% del capitale sociale. Il motivo dell’impugnazione è scritto nero su bianco in delibera di giunta: “dalla lettura del predetto verbale assembleare sono emerse notevoli criticità che rendono necessaria un’azione prioritariamente diretta a tutelare gli interessi e le ragioni dell’Ente attraverso l’impugnativa del predetto atto societario”. “L’aumento di Capitale, bocciato con decisioni formali dei consigli comunali di oltre il 70 percento delle Amministrazioni comunali, -avevano già detto i sindaci di Anzio e Nettuno Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini al termine dell’assemblea dei soci del 31 ottobre scorso- non è stato ritirato dall’ordine del giorno ma, con una decisione illegittima del cda e del Presidente Marzoli, è stato rinviato alla prossima riunione. La Marzoli, con una presa di posizione senza precedenti, ha stabilito che la riunione convocata come straordinaria fosse ordinaria e, senza avere i numeri necessari, ha rinviato la discussione su una proposta già, di fatto, bocciata. Contestualmente è stata ignorata, e al momento neanche discussa nella prossima riunione, la proposta dei Sindaci su un maggiore impegno economico da parte del socio privato. Uno scollamento completo tra l’attuale Consiglio di Amministrazione, una presidenza che non rappresenta i Comuni e la maggioranza dei Sindaci che non si riconoscono in questa gestione. Faremo ricorso in tribunale sulla delibera e chiederemo, come Sindaci, le dimissioni del consiglio di nomina pubblica”. L’assemblea straordinaria dei soci di Acqualatina del 31 ottobre scorso avrebbe dovuto decidere sulla richiesta del management di Acqualatina, di aumentare il capitale della società con una iniezione di finanziamento pari a 30 milioni di euro da dividersi a metà tra il socio privato e il socio pubblico per salvare Acqualatina dal ventilato default. Secondo i sindaci di Anzio e Nettuno sarebbe stata necessaria, in quell’occasione, una maggioranza qualificata dei due terzi essendo l’assemblea del tutto straordinaria. La delibera di giunta del Comune di Nettuno è del 4 dicembre scorso mentre il Comune di Anzio l’ha approvata il 9 dicembre. Entrambi i Comuni danno mandato all’avvocato Antonio Giuseppe Pititto di tutelare gli interessi dell’ente. La proposta di aumentare il capitale sociale è ancora in standby. Anche le commissarie straordinarie di Aprilia hanno preso posizione contraria, con una delibera vincolante.