I BALCANI DEL CENTROSINISTRA APRILIANO

Tante divisioni in uno scacchiere da tanti “contenitori”, tante “menti” e poche “truppe”

Il Pd nel corso degli anni ha perso sempre più pezzi passando agli avversari classe politica dirigente. L’incognita? Una nuova classe dirigente locale del M5S

di Riccardo Toffoli

È dal 2001, ossia dal governo di Gianni Cosmi sindaco, che il centrosinistra non governa ad Aprilia. Una serie di giunte precedenti tra socialisti, comunisti e democrazia cristiana ha comunque visto i partiti della prima Repubblica protagonisti della vita politica cittadina. Gianni Cosmi, tra l’altro primo segretario eletto del Partito Democratico di Aprilia, fu l’ultimo sindaco del centrosinistra apriliano. Venne sfiduciato. Pagò lo scotto politico di A.ser, la mista pubblico-privata a cui venne affidata la riscossione dei tributi del Comune. Una piccola parentesi di governo, però, è avvenuta successivamente sotto la giunta di Calogero Santangelo. Santangelo, eletto nel 2005 con le liste del centrodestra, ha optato per i “vecchi” schemi da Prima Repubblica. Ha relegato i partiti del centrodestra all’opposizione e ha portato Margherita e Ds al timone della città, e poi il Partito Democratico da poco fondato. Diede l’incarico di vicesindaco a Vincenzo Giovannini, oggi in Italia Viva e nella maggioranza Terra, all’epoca braccio destro di Gianni Cosmi. Fu un’esperienza politicamente fallimentare anche questa. Santangelo venne sfiduciato nel 2009. Contro Gianni Cosmi, contro la politica dell’A.ser, prima si schierò Luigi Meddi, ex sindaco socialista, migrato nel campo del centrodestra nel 2002. Con tutto il centrodestra che l’appoggiava, Luigi Meddi divenne sindaco nel 2002. Scomparso prematuramente nel 2004, lasciò un’eredità politica difficile con un’Udc molto forte e a lui non proprio allineata, gran parte di derivazione “popolare”. Fu proprio l’Udc a strappare nelle dinamiche politiche dello scacchiere provinciale, la candidatura a sindaco che venne affidata appunto a Calogero Santangelo. In quella tornata elettorale, il centrosinistra fece il suo più alto risultato con Mario Stradaioli candidato sindaco in un periodo non proprio florido per il centrosinistra. Antonio Terra fu sicuramente determinante nell’elezione di Calogero Santangelo con la lista Forum. I rapporti già tesi con Meddi tra Udc, Fi e An poi Pdl, si ruppero definitivamente. Terra scivolò in un tridente socialista fortemente oppositivo insieme a Domenico D’Alessio, Bruno Di Marcantonio a cui si aggiungeva Mario Berna e, non sempre, Marco Moroni. Il dopo Santangelo vede la vittoria inaspettata di Domenico D’Alessio sindaco, di estrazione socialista, in una maggioranza civica che aveva messo all’opposizione per la prima volta i partiti nazionali. La candidata sindaco Ilaria Bencivenni del centrodestra, sempre forte in città, perse clamorosamente al ballottaggio. Oggi sono dinamiche possiamo dire, molto frequenti, ma nel 2009 erano estremamente rare. D’Alessio vinse con tre no: no ad Acqualatina, no alla turbogas, no ad A.ser. Nonostante la maggioranza civica, D’Alessio nel ballottaggio aveva incassato il sostegno esterno del Pd impegnandosi a riunire il centrosinistra lacerato da tante divisioni. Purtroppo questa unione che doveva passare per un rinnovamento del progetto politico, non è mai avvenuta. Anche e soprattutto per la prematura scomparsa del sindaco D’Alessio nel 2012. La città ne fu sconvolta. D’Alessio era un sindaco molto amato. Il suo successore Antonio Terra, ex socialista anche lui ma meno sensibile al centrosinistra, continuò la stagione civica. Governa così dal 2012 destreggiandosi tra liste civiche vicine al centrodestra e liste civiche vicine al centrosinistra. Solo nelle scorse amministrative del 2018, Antonio Terra ha concesso l’endorsement a Nicola Zingaretti nella conferma al secondo mandato di governatore della Regione Lazio. Si è così assicurato una buona fetta di candidati provenienti dalle fila del Pd e l’appoggio al ballottaggio del centrosinistra che Giorgio Giusfredi con molta fatica aveva cercato di far risorgere dalle ceneri. Il ballottaggio di Terra che vinse per una manciata di voti contro Domenico Vulcano, candidato sindaco di un grande carrozzone del centrodestra, provocò altri scossoni nel centrosinistra martoriato. Il Pd, un grandissimo contenitore di menti e dirigenti politici, ha perso negli anni pezzi importanti. La rottura con Aprilia Democratica (che ora si ritrova a governare insieme ai suoi storici avversari interni) ha generato il nucleo fondante della Lista Terra, forse rassicurato dall’appoggio di Terra a Zingaretti. Ora questo gruppo che ruota intorno a Omar Ruberti e Monica Laurenzi, ha fondato Piazza Civica. La rottura con l’area Civati ha portato alla nascita di Possibile e poi di Europa Verde. L’appoggio esplicito del Pd a Terra nel ballottaggio ha sfaldato la coalizione di Giorgio Giusfredi e ha generato Movap. L’ennesimo strappo è avvenuto nell’ultimo congresso cittadino, quando i “dissidenti” hanno deciso di fondare Democratici per Aprilia. Poi c’è l’asse Longobardi-Giovannini che per anni ha gestito il Partito Democratico di Aprilia grazie all’accordo con gli ex Ds. Giovannini, vicesindaco di Santangelo, ha poi deciso di seguire Renzi e ha aderito insieme a tutto il suo gruppo ad Italia Viva. Poco dopo ha aderito alla maggioranza Terra formando gruppo con Mariana Iulian unico consigliere rimasto della lista Terra Sindaco in Consiglio comunale. Ma non è che la casa degli ex socialisti (i più stretti di D’Alessio) sia messa meglio. L’ex vicesindaco del primo Terra, Franco Gabriele ha appoggiato Giusfredi nel 2018, Michela Biolcati è andata nella lista Terra salvo poi essere “silurata” come assessore all’ambiente. Gianfranco Caracciolo è entrato in Aprilia Domani (lista di maggioranza), è diventato assessore al commercio per poi rassegnare le dimissioni per motivi personali. Ha continuato a fare politica in Democratici per Aprilia. Il gruppo degli ex socialisti ora vuole ritrovarsi di nuovo in una casa comune. Certo che i nodi sono molto intricati e anche questa spiegazione risulta molto riduttiva e semplicistica. Giusfredi e Zingaretti hanno fondato Azione in città, il partito di Calenda ma hanno mantenuto FuturAprilia il cui segretario Pierino Ferrulli è di derivazione “verde”. FuturAprilia, Movap, Democratici, Rifondazione, Verdi fanno parte del tavolo del centrosinistra. Non vi partecipano il Pd e Azione. E poi c’è Carmen Porcelli, l’ex candidata sindaco per il centrosinistra nel primo Terra. Lei ha fatto un’opposizione importante e ha ottenuto un ottimo risultato alle elezioni del 2018 con le sue liste. Purtroppo per i calcoli matematici imposti dalla normativa, nonostante il buon risultato, non è riuscita ad entrare in Consiglio comunale. Va ricordato per onore di cronaca e per rispetto, che l’alternativa a sinistra c’è sempre stata. Era un qualcosa di forte e importante come con la candidatura a sindaco di Antonio Chiusolo (alternativa di sinistra a Meddi e Cosmi) e che vedeva nel “verde” Paolo Di Cesare e nella “rossa” Alessandra Venditti la sua più alta espressione. Infine a latere di questi “Balcani” c’è l’incognita del Movimento 5 Stelle che ad Aprilia non si è mai costituito localmente e che, quindi, alle amministrative non si è mai presentato nonostante abbia raggiunto nelle politiche il 40% dell’elettorato apriliano. I meetup sono diversi ma attualmente appaiono poco attivi. Sicuramente la svolta nazionale imposta da Giuseppe Conte avrà effetti anche su Aprilia. Nell’ultima intervista rilasciata a Bruno Vespa davanti alle telecamere di Porta a Porta, il Ministro Luigi Di Maio ha detto che il prossimo obiettivo sarà quello di far crescere una classe politica locale del M5S. Se venisse dato seguito a quest’intento, probabilmente anche ad Aprilia ci sarà una classe dirigente del M5S che per la prima volta entrerà nell’agone politico e che, a questo punto, potrebbe essere l’unica novità nel grande minestrone del centrosinistra apriliano con l’effetto o di scompigliare ancora di più il quadro o di dargli un’unità nuova.

COSA VUOLE LA GENTE?

Si parla tanto del fenomeno dell’astensionismo. In queste amministrative pare sia stato il vero vincitore. Ne ha parlato anche il segretario locale del Pd Alessandro Cosmi durante la nostra intervista. Ma perché? Cosa vuole la gente? È difficile interpretare il pensiero diffuso. Non riesce la politica, figurarsi un giornale. Ma due ragionamenti vale la pena di metterli in campo. Primo fra tutti: le “promesse elettorali”. Le forze politiche dovrebbero essere maggiormente responsabili quando si presentano agli elettori, evitare di promettere Marie per Roma. Tutti vogliamo che vengano abbassate le tasse, a tutti i pensionati piacerebbe avere una pensione più corposa, a tutti i dipendenti un aumento di stipendio. Tutti vorrebbero strade belle e curate, tutti i residenti nelle periferie vorrebbero avere fogne, luce e gas. Le promesse elettorali devono poi però essere mantenute. Essere credibili significa non illudere l’elettorato e non provocare quindi disillusioni successive che di solito portano sfiducia nella politica in genere e quindi astensionismo. Secondo ragionamento. Abbiamo appena ricostruito una parte del centrosinistra apriliano. Ed è una ricostruzione molto semplificata. Ora quanti avranno la pazienza di capire il perché di tutto questo? Quanti si saranno persi nell’ennesimo passaggio di casacca o in qualche scissione? Per riportare la gente a votare serve semplificazione. Significa stare in partiti o liste e per carità avere anche idee diverse ma macro-obiettivi comuni. Ora basta vedere in Consiglio comunale. Tante sigle, siglette, liste, listarelle per ritrovarsi poi uno o due interventi soli nella discussione di un bilancio. Evidentemente allora sui grandi temi c’è più sintonia che divisioni e i personalismi in politica non si capiscono. Se non si capiscono i quadri, non si trovano motivi per andare a votare “tanto sono tutti uguali”.