ECOX- LA COGNA – LOAS. ARDEA, LA TERRA DI MEZZO

 

di Luigi Centore

Dopo l’incendio dei rifiuti avvenuto nello stabilimento della Soc. Loas di Aprilia,   Raffaella Neocliti (nella foto) consigliere comunale in Ardea nel gruppo Fratelli d’Italia. Raffaella, sensibile ai problemi ambientali, lancia un grido di allarme e solleva legittime domande. Certo resta strano che ancora nel tardo pomeriggio di oggi, nessuna comunicazione da parte del sindaco del comune di Ardea Mario Savarese del M5S, che da l’impressione di essere poco attento a certi problemi. Del resto Ardea ha subito diversi incendi di rifiuti, in zona Salzare sia al confine con Aprilia nei 706 ettari demaniali di proprietà comunale, sia a ridosso della strada Litoranea inquinando con i fumi tossici anche parte del lungomare, in quest’ultima zona l’incendio malgrado l’impegno dei vigili del fuoco si protrasse per ben quindici ore il giorno di Pasqua. Per cui la consigliera Raffaella Neocliti scrive:                            “Ci preoccupa e non poco, la superficialità mostrata dall’amministrazione rutula nella tutela della salute e dell’ambiente. Ardea gode di una posizione geografica invidiabile, con i Castelli Romani alle spalle e ben 8 km di costa. Va ricordato però che i confini rappresentano delle delimitazioni politiche, e che le terre, il sottosuolo, le falde acquifere, il cielo, non hanno confini.Ci troviamo cosi vittime, passive, di quanto accade nei territori limitrofi.Abbiamo negli anni patito inermi a quanto avvenuto, fra l’incendio di Roncigliano, quello della Ecox di Pomezia ed ultimo della Loas di Aprilia.Il più delle volte, siamo stati altrettanto vittime di una politica assente, che continua a latitare.E’ recente, del 2019, l’impegno di tanti cittadini e della minoranza di governo rutula, nell’impedire la riapertura della discarica di Albano, sita nella località di Roncigliano praticamente Ardea. I disagi di una discarica avrebbero interessato non tanto Albano quanto la località ardeatina di Montagnano, località presente sulla nostra cartina ma dimenticata dall’uomo e da Dio.Attraverso manifestazioni, richieste scritte e atti amministrativi si è chiesto all’amministrazione di prendere posizione affinchè anche Ardea potesse opporsi alla riapertura della citata discarica, attraverso un ricorso al Tar. Ricorso mai presentato dalla nostra amministrazione.  Ci chiediamo perchè chi amministra non dia informazioni ai cittadini e soprattutto sembra non interessarsi a quanto accade. Di pochi mesi fa la notizia dell’inizio della caratterizzazione e bonifica del sito ex discarica La Cogna di Aprilia. Una bonifica finalmente autorizzata dalla conferenza dei servizi alla Paguro srl proprietaria del sito, dopo che il Comune di Aprilia ha preferito per anni dormire , incurante di verificare l’esistenza di inquinamento di suolo, sottosuolo ed acque sotterranee. Acque che scorrendo a valle giungono nelle falde di Ardea.Siamo ancora in attesa di avere i primi dati delle analisi eseguite a seguito della   caratterizzazione dei rifiuti pericolosi interrati. Rifiuti che hanno compromesso le falde acquifere di Ardea per anni, le stesse acque con le quali si irrigano i campi agricoli.Ci duole constatare che anche su questo, l’amministrazione rutula non prende posizione. Sarebbe nostro interesse spingere e pubblicare gli esiti, intervenendo con qualsiasi strumento a tutela del nostro territorio e della salute pubblica.Alle acque inquinate, agli odori nauseabondi, oggi uniamo la tossicità dell’aria che stiamo respirando a causa dell’incendio della Loas. Una colonna di fumo nero e denso, ancora persistente dopo 2 giorni. Si percepisce l’odore acre della plastica bruciata, rendendo difficile il solo respirare già impedito dalle mascherine che siamo obbligati ad utilizzare. Ma noi, cittadini della terra di mezzo, non possiamo avere dati, notizie, indicazioni. Il buon senso ci indica di chiudere le finestre delle nostre abitazioni, di lavare accuratamente gli esterni delle case, di tutelare i nostri animali mettendoli al riparo, e tutte quelle azioni che coscienziosamente siamo abituati a fare. Ma avremmo di lunga preferito un intervento di chi ha il dovere di tutelare la salute pubblica.Non possiamo restare sempre disarmati dinanzi ad episodi che per la salute e l’ambiente hanno la valenza di una catastrofe. Qualcuno dovrà pur pagare i danni e i disagi che i cittadini di Ardea sopportano, ma fintanto che la nostra amministazione resterà muta, resteremo una terra di mezzo, di passaggio, dove tutto scorre, tutto arriva , nulla si sa, nulla ci viene detto. Raffaella Neocliti”.