Dopo quest’ultimo fatto incendiario che ha turbato l’intera popolazione riportandola indietro di qualche anno, abbiamo chiesto cosa ne pensa l’avvocato Francesco Falco

 

l’avvocato Francesco Falco

di Luigi Centore

“Ennesimo incendio di matrice dolosa nel pomeriggio del 23 maggio 2020, incendio che non lascia dubbi sulle modalità di esecuzione dello stesso. Effrazione per aprire la porta del locale archivio dell’ufficio dei servizi sociali di Ardea sito nel plesso dell’autoparco comunale, e conseguente incendio delle pratica ivi custodite. Questo atto ci impone alcune riflessioni: la modalità incendiaria non è nuova nello scenario ardeatino, poiché, un certo numero di giornalisti, consiglieri comunali, assessori e sindaci, nonché imprenditori e commercianti sono state già vittime di incendi dolosi i cui autori restano ancora ignoti.

Le modalità incendiarie sembrano un marchio di fabbrica della delinquenza rutula

tanto da assurgere a significato simbolico come avvertimento criminale. Cosa c’era in quell’archivio di tanto importante da rendere necessaria una azione criminosa, quale un incendio, tale da bruciare documenti cartacei. Di norma l’archivio amministrativo rappresenta non solo la raccolta di situazioni attestanti lo stato civile di persone e le loro situazioni economiche, ma anche la memoria di iter amministrativi. Singolare è la coincidenza in tempo di Covid e di erogazioni dei buoni spesa; singolare è la coincidenza con le indagini in corso ad Ardea promossa dal comandante della polizia locale riguardante l’eventuale compra vendita dei buoni spesa. Rimane comunque sullo sfondo l’allarme criminalità che ad Ardea si potrebbe definire chirurgica, tempestiva ed efficiente. Fa comparire sullo sfondo una assenza delle istituzioni più volte invocate dai cittadini, e non ultima quella dell’amministrazione comunale in ordine ad un piano per la   sicurezza e contro l’illegalità. Ardea appare senza difesa, ma ciò che più rileva è che manca una cultura della legalità che dovrebbe permeare in modo radicale l’operato della politica. La delega dei cittadini a questa amministrazione è ormai da tempo consunta. Manca la speranza la tensione verso un rapporto democratico, trasparente e legalitario tra ente e cittadino, si è mantenuta una terra di nessuno ove la prepotenza prende il sopravvento sfregiando il senso morale della città . Una città che da anni chiede aiuto alle istituzioni con le tante denunce inviate non soltanto alla Procura della Repubblica di Velletri , ma al Prefetto ed agli alti comandi delle varie polizie nazionali”.