Don Antonio Muraro ha oggi 87 anni. Guida la parrocchia di San Raffaele interna all’istituto. Per 43 anni è stato ad Aprilia dove si è occupato della formazione dei giovani e delle attività sportive
Grande e calorosa accoglienza per l’ex sacerdote che l’anno scorso aveva deciso di festeggiare qui ad Aprilia i 60 anni del sacerdozio

di
di Riccardo Toffoli
Don Antonio Muraro, storico sacerdote di Vittorio Veneto e parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di Aprilia, è tornato a far visita alla città. Sabato 15 novembre ha presieduto la funzione religiosa delle 18, presentato dall’attuale parroco Don Franco Marando, tra tanti suoi ex parrocchiani che lo hanno voluto rivedere e salutare. Don Antonio Muraro, era sceso ad Aprilia ad ottobre dell’anno scorso per festeggiare insieme alla comunità apriliana i suoi 60 anni di sacerdozio, 43 anni dei quali passati ad Aprilia. Quest’anno è voluto tornare da San Raffaele, suo istituto di formazione e dove regge come parroco e amministratore la chiesa interna. Don Antonio Muraro ha 87 anni e se li porta benissimo. “Sono contento di rivedere la comunità di Aprilia –ha detto Don Antonio- trovo questa parrocchia ben tenuta, segno che abbiamo seminato bene”. I sacerdoti di Vittorio Veneto hanno fatto una grande impresa ad Aprilia e non avevano solo un obiettivo pastorale. Insieme c’erano attività culturali e sociali. Lo facevano, diciamo, tra “compaesani” in una città per la gran parte abitata da famiglie di fondazione, del nord, specie del Veneto. Don Antonio Muraro fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1964 a Col San Martino di Farra di Soligo dall’allora Vescovo Albino Luciani, poi papa Giovanni Paolo I, il “papa del sorriso” dichiarato Beato da Papa Francesco. “Ero appena stato ordinato. –ci raccontava Don Antonio in una lunga intervista l’anno scorso- Quel 22 agosto del 1964, con appena in mano il patentino per le confessioni, mi inviarono ad Aprilia perché dovevo dare una mano alla comunità dei sacerdoti di Vittorio Veneto durante la visita di Papa Paolo VI. Sono arrivato il 22 agosto ad Aprilia con il treno. Avevo il cappello tradizionale, l’abito nero e una valigia in mano. Sono arrivato alla stazione e faceva tanto caldo. Sentivo le cicale che cantavano, le strade polverose. Mi è sembrata l’Africa. Fresco di nomina, mi hanno messo a confessare. Ho confessato per tutta la giornata della visita del Papa”. Don Antonio Muraro è stato ad Aprilia per 43 anni. Si occupò della formazione dei giovani e dello sport. Grazie alla gestione dell’oratorio, Don Antonio ha saputo crescere generazioni di giovani apriliani che non avevano punti di riferimento e che si sarebbero riversati sulle strade. Poi ha aperto il Centro Sportivo Primavera che ha coltivato fino a che è rimasto parroco di San Michele. Don Antonio faceva parte di un team di sacerdoti di Vittorio Veneto, ognuno dei quali guidava un settore e lo portava avanti come impegno di vita, missione di vita. Don Luigi Fossati per la pastorale, il Centro Don Milani e il giornale Comunità Parrocchiale, Don Bruno Maran per la pastorale e il coro delle fanciulle, Don Aldo Bellio per le ricerche sociologiche, Don Angelo Zanardo per il centro d’addestramento, don Bruno Meneghini per la Messa Beat e tanti tanti altri. Come scrisse Don Luigi, in un volume pubblicato postumo, sono “petali” di un “quadrifoglio” dall’immenso valore. Oggi, chi lo ha vissuto, lo apprezza ancora di più perché fanno parte di un patrimonio culturale, sociale e identitario di un’Aprilia bella, pulita, ai suoi massimi splendori. Don Antonio lasciò la parrocchia di San Michele nel 2007 con destinazione Vittorio Veneto. Lui lasciò in eredità ad Aprilia il “petalo” del Centro Primavera su un terreno che l’allora parroco Don Fernando Dalla Libera comprò, sottraendolo all’ennesima discarica di rifiuti. Il Vescovo di Vittorio Veneto pensò che fosse troppo avanti con l’età e lo destinò al pensionato, ma quando gli giunse davanti riesaminò la questione e disse: “Sei pronto per un altro incarico?”. E gli diede la guida della parrocchia di San Giovanni al Tempio a Sacile che ha retto per altri 14 anni. L’anno scorso don Antonio Muraro è tornato definitivamente all’istituto di San Raffaele ma con l’incarico di parroco e amministratore della chiesa di San Raffaele, interna all’istituto e molto frequentata dai fedeli. Grazie alla vocazione laica di Maria Fogazzaro, figlia del grande scrittore italiano autore dell’intramontabile classico “piccolo mondo antico”, prese vita il progetto di San Raffaele di Vittorio Veneto a cui lasciò tutti i suoi beni. La casa che facilitava le vocazioni religiose dei giovani poveri e questa chiesetta. Oggi tra le sorelle laiche e i sacerdoti, l’istituto di San Raffaele conta circa 15 persone ma i fedeli che ogni giorno si recano a Messa nella chiesetta sono molti di più. “Vi aspetto a Vittorio Veneto” –ha detto don Antonio. E non sono pochi coloro che rispondono positivamente al suo invito.






