A Dio piacendo

di Antonella Bonaffini

“Quando mi sono svegliato senza gambe, non ho guardato la metà che era andata persa ma ho voluto concentrarmi su quanto era rimasto. Nella vita, per rimettersi in piedi, non servono le gambe”. Questo modo di argomentare, spiazzo’ tutti perché Alex Zanardi dimostrò subito di essere un diverso vero, di meritare questa esistenza più di altri, dimostrò che esiste una logica capace di portare il nostro piccolo essere in avanti, di varcare i rigidi confini che spesso ci tengono prigionieri, di andare oltre. Ho sempre creduto che questo nostro esistere, fosse una partita senza tempo, forse persino senza scampo, nel caso di Zanardi con due fischi maledettamente ingiusti. Alex Zanardi era la speranza concreta per chi, come lui, aveva delle limitazioni ma anche, un Uomo da prendere ad esempio per sconfiggere quelle forme di malessere dilaganti, che a volte si impadroniscono della nostra vita senza una reale motivazione. Alex era colui che ci aveva insegnato che tutto è possibile, che vivere non significa occupare impunemente uno spazio in questa terra ma che questa esistenza, va meritata, poi presa a morsi, e poi ancora vissuta come se non ci dovesse essere un domani. Ma da lassù, qualcuno aveva forse deciso che le prove non dovevano finire e che Zanardi, dovesse avere ancora qualcosa da insegnarci. Una persona già messa alla prova non va a schiantarsi contro un camion senza un motivo. Alex andava semplicemente ricondotto. Per molti è veritiera convinzione Dio faccia nascere persone speciali, che per un tempo danno lustro a questa vita. Il loro, è però un percorso limitato che in un spazio relativamente breve, abbraccerà un epilogo. Ed adesso per questo campione, non ci resta che pregare ed augurarci che se riuscirà a risvegliarsi, Alex Zanardi potrà ancora rivedere il sole, tuffarsi sotto la pioggia, vivere bruciando tutti i suoi traguardi. Ma se così non fosse, ci convinceremo che qualcuno, in quel giorno forse benedetto, sorridendogli, gli abbia semplicemente chiesto di volare!