Obesità e farmaci incretinici: al Congresso Nazionale SISDCA di Catanzaro il lavoro multidisciplinare di Villa Dante sull’effetto nocebo
Una giornata su due fronti per il Gruppo INI. Venerdì 6 novembre, mentre la Casa di Cura Villa Dante di Guidonia ospitava il convegno ECM sul microbiota, con la presentazione del libro “Obesità a 360 gradi” e della monografia “Dalla Disbiosi alla Steatosi Metabolica”, il Servizio di Endocrinologia e Metabolismo di Villa Dante (Istituto Neurotraumatologico Italiano – Gruppo INI) era presente anche a Catanzaro, al XIX Congresso Nazionale SISDCA – Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare, in corso fino a oggi presso l’Università “Magna Graecia” sul tema “Integrare sapere e cura nei disturbi dell’alimentazione”.
Il lavoro, dal titolo “A Multidisciplinary Approach to Obesity Beyond Pharmacodynamics: Cognitive De-escalation of the Nocebo Effect and Media-Induced Anxiety in Incretin-Mimetic Therapy”, è stato accettato ed esposto come e-poster al congresso.
Il tema. I farmaci incretino-mimetici come semaglutide e tirzepatide hanno cambiato la terapia dell’obesità, con risultati che si avvicinano a quelli della chirurgia bariatrica. Nella pratica clinica, però, molti pazienti interrompono il trattamento molto prima di quanto avvenga negli studi registrativi: nel mondo reale tra il 25% e il 40% sospende la terapia entro 12 mesi, contro meno del 10% negli studi clinici controllati. Il lavoro individua nell’effetto nocebo – sintomi generati da aspettative negative – uno dei motori nascosti di questo divario, amplificato dall'”infodemia” mediatica e dalle informazioni non verificate reperite online prima ancora della prima somministrazione.
La proposta. Il gruppo di Villa Dante propone un modello di de-escalation cognitiva in quattro passaggi, gestito da un team multidisciplinare prima dell’avvio della terapia: individuazione dei pazienti più predisposti all’effetto nocebo e con scarsa alfabetizzazione sanitaria digitale; un colloquio preliminare con psicologo e nutrizionista per affrontare timori e disinformazione; una corretta ricontestualizzazione dei sintomi lievi attesi; un consenso informato che comunichi sempre i rischi rilevanti, mettendo nel giusto contesto i disturbi minori. Il messaggio conclusivo è che la comunicazione con il paziente va “prescritta” con la stessa precisione con cui si prescrive la dose del farmaco.
Gli autori. Il lavoro è firmato da Glauco Messina (endocrinologo, Responsabile del Servizio di Endocrinologia e Metabolismo di Villa Dante), Pamela Spagnoli e Caterina Saccone (nutrizioniste), Davide Gargiulo e Daniela Pacifici (psicologi) e Jessica Veronica Faroni (neurologa e Manager sanitario).
A presidiare il poster durante la sessione è stato il dott. Davide Gargiulo, che ha illustrato il lavoro e risposto alle numerose domande dei colleghi e degli organizzatori che hanno passato in rassegna i contributi, a conferma dell’interesse suscitato dal tema.
“Il divario tra i risultati degli studi clinici e quelli della pratica quotidiana non dipende dalla molecola, ma da come gestiamo il contesto in cui il paziente inizia la cura. Per questo a Villa Dante lavoriamo in équipe: endocrinologo, psicologo e nutrizionista accompagnano il paziente fin dalla prima dose” – Davide Gargiulo, Psicologo, Servizio di Endocrinologia e Metabolismo, Villa Dante.
La partecipazione al Congresso SISDCA si inserisce nel percorso di ricerca del Servizio sull’aderenza alle terapie dell’obesità e sul ruolo dell’alfabetizzazione sanitaria digitale, già presentato quest’anno in altre sedi congressuali nazionali.







