UN CUORE DA PRESERVARE


di Antonella Bonaffini

Parla la dottoressa Maria Smeralda Oliva, responsabile Messinese dell’unità cardiologia        di Villa Salus

In questa fase di emergenza sanitaria dove ogni certezza, ormai da mesi, sembra indossare caduche vesti, un pensiero va anche a coloro i quali, sono stati i soggetti più colpiti, gli anziani, persone morte a causa del virus o di patologie pregresse che dinanzi ad esso, non hanno più trovato arma di difesa. Oggi, abbiamo voluto parlare dei soggetti cardiopatici con la dottoressa Maria Smeralda Oliva, responsabile del Servizio di Cardiologia della Casa Di Cura  Villa Salus di Messina:

–  Dottoressa, che implicazioni può avere il Coronavirus per un paziente affetto da patologie cardiologiche?
In queste settimane di grande emergenza nazionale, abbiamo imparato che il Coronavirus può causare danni anche al cuore ed ad altri distretti dell’apparato cardiovascolare. Molti pazienti, si sono presentati al pronto soccorso affetti da palpitazioni, tachicardia, senso di oppressione toracica ed in alcuni casi, perdita di coscienza. Questi sintomi sono dovuti ad aritmie, problemi coronarici (infarto miocardico) scompenso cardiaco, cioè l’incapacità del cuore di pompare il sangue, ed infine infiammazione del miocardio (miocarditi e pericarditi).

–  Col profilarsi della stagione estiva, cosa consiglierebbe ad un soggetto cardiopatico, per seguitare a vivere in condizioni di sicurezza?
Col profilarsi della stagione estiva il paziente cardiopatico deve evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, deve fare piccoli pasti, possibilmente leggeri, evitare alcolici e bere molta acqua. Uno dei problemi più frequenti, soprattutto nei soggetti molto anziani, è purtroppo la disidratazione, che comporta squilibri elettrolitici con alterazione frequente del ritmo cardiaco. In estate inoltre, a causa degli effetti del caldo sulla ridistribuzione ematica, della vaso dilatazione e della appunto disidratazione, nasce la necessità di dover ridurre il dosaggio della terapia antiipertensiva, od addirittura di sospenderla. Quando insorge ipotensione, cioè valori di sistolica sotto i 100 mmHg, i pazienti possono avvertire astenia, forti vertigini fino ad arrivare alla perdita di coscienza.

–  Dottoressa, come spiega la propagazione del virus in Italia in maniera cosi diversificata?
Io ho la fortuna di vivere ed esercitare a Messina, dove i dati di contagio sono nettamente inferiori. Attualmente a Messina  ci sono 299 casi, solo 44 pazienti sono stati ricoverati e pochissimi, fortunatamente, sono in terapia intensiva. I numeri differenti tra nord e sud potrebbero forse ricondursi al fatto che, essendosi  propagato inizialmente al nord, al sud si sia avuto il  tempo per potersi meglio organizzare. Una rigorosa osservanza delle regole sono certa potrà portarci a ridurre considerevolmente i contagi. Occorre ci sia il massimo impegno, e che ci sia da parte di tutti.

E noi ribadiamo quanto appena è stato detto. Lo spirito di responsabilità dovrà essere unanime e non dovrà conoscere alcun confine e questo, per preservare i soggetti più esposti, come i bambini e gli anziani. Il virus è un fenomeno che ancora oggi non si conosce, e dal quale, possiamo solo difenderci,  o forse semplicemente tentare di poterlo fare.