Rifiuti, Rida dopo la sentenza del Tar: “Il Lazio ha pagato e paga ancora le gravi disparità, ora ricorso al Consiglio di Stato”

155

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Rida Ambiente contro la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato di non avviare un’istruttoria per presunto abuso di posizione dominante nei confronti di Ecologia Viterbo. La controversia riguardava, in particolare, le condizioni per il conferimento dei rifiuti nella discarica viterbese, dalle tariffe alle volumetrie assegnate. Nel pronunciamento, i giudici hanno condiviso le valutazioni dell’Antitrust, richiamando al tempo stesso le criticità strutturali del ciclo dei rifiuti nel Lazio e il grave deficit impiantistico della regione.

Rida Ambiente prende atto della decisione, ma considera la partita tutt’altro che chiusa e annuncia il ricorso al Consiglio di Stato. Al centro della posizione della società restano la gestione delle volumetrie disponibili e la richiesta che siano garantite trasparenza, imparzialità e parità di trattamento tra tutti gli operatori.

“Prendiamo atto della sentenza del TAR e, come sempre, ne rispettiamo le determinazioni – dichiara Rida Ambiente – ma non riteniamo affatto che questa vicenda possa considerarsi conclusa. La pronuncia, infatti, mette nero su bianco una realtà che da tempo denunciamo: il Lazio continua a scontare un grave deficit di impianti e di capacità di trattamento e smaltimento. In questo quadro, la gestione delle volumetrie disponibili non può essere affidata a logiche discrezionali, né può tradursi in disparità di trattamento tra operatori. Servono regole chiare, trasparenti, verificabili e uguali per tutti. È proprio su questi principi che Rida intende continuare la propria battaglia, rivolgendosi al Consiglio di Stato per far valere le proprie ragioni e chiedere che venga pienamente tutelato il principio di parità tra gli operatori. Non accetteremo che le carenze strutturali del sistema ricadano selettivamente su alcuni soggetti, mentre ad altri vengano garantite condizioni differenti. Il tema non riguarda soltanto gli interessi di una singola azienda. Riguarda il funzionamento stesso del sistema dei rifiuti nel Lazio, la sua trasparenza e la sua capacità di garantire condizioni di concorrenza eque e rispettose delle regole. Non possiamo, inoltre, ignorare che negli anni il settore sia stato interessato da numerose vicende che hanno richiesto l’intervento della magistratura penale per accertare presunte gestioni non conformi, con procedimenti che in alcuni casi hanno coinvolto anche esponenti dei livelli amministrativi e politici. Proprio per questo riteniamo ancora più necessario che chi ha responsabilità istituzionali garantisca, senza ambiguità, imparzialità, trasparenza e parità di trattamento. Rida non arretra. Continueremo a difendere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti e ci rivolgeremo al Consiglio di Stato affinché siano chiariti gli aspetti ancora controversi e, soprattutto, affinché venga affermato un principio semplice ma irrinunciabile: nel sistema dei rifiuti le regole devono valere allo stesso modo per tutti, con la convinzione che sia necessario riportare il sistema su un terreno di piena trasparenza, legalità e parità di trattamento”.