ARDEA – CESSI, CALCINACCI E INGOMBRANTI VARI A RIDOSSO DEL FAMOSO SITO ARCHEOLOGICO DI CASARINACCIO NEL CENTRO STORICO DELLA ROCCA

 

SE QUALCUNO HA UN PO’ DI AMOR PROPRIO CERTAMENTE PROVVEDERA’ E RIMUOVERE ANCHE GLI INCAPACI.

di Luigi Centore

Dopo oltre due settimane ancora non hanno ritirato gli ingombranti su via degli Scavi a ridosso del sito archeologico di Casarinaccio, area archeologica tanto vantata dall’assessore Prof., dott.ssa, archeologa Sonaia Modica assessore. Ancora una volta questa assessore alla quale lo stesso sindaco nella prima giunta ritirò la delega, e successivamente dopo mesi la richiamò alla sua “corte”, senza che il popolo ha capito del perché richiamata, considerando che continua a non brillare. I siti archeologici sono nell’abbandono più totale come è possibile vedere l’ingresso dell’antico porto rutulo su via delle Salzare pieno di rifiuti che spesso vengono da incoscienti criminali dati anche alle fiamme. Alcuni degli abitanti di via degli Scavi, dopo aver segnalato lo scempio ad alcuni consigliere di opposizione da settimane il tutto è rimasto come prima, ora si sono aggiunti anche rifiuti che la concessionaria non toglierà mai perché ritenuti “calcinacci”. Calcinacci che altro non sono dei sanitari per bagni, ove certi maligni ardiesi ritengono che sono stati depositati in loco e verranno installati all’interno delle strutture murarie romane ivi esistenti dopo una ristrutturazione. Oggi visto l’incapacità o il disinteresse di certi consiglieri di opposizione, hanno deciso di affidarsi alla stampa da sempre sensibile ai problemi archeologici ed ambientali, una stampa che spesso risolve problemi che tanti non vogliono far risolvere. Sembra che una nuova tecnica di ristrutturazione per sostituire gli archeologici vespasiani con moderni bidet, lavabi e tazze di cesso di primarie case contemporanee? L’ironia degli abitanti stanchi di attendere settimane per un prelievo di ingombranti già segnalati e per di più da una persona molto nota alla quale non hanno dato riscontro li ha fatti riunire e chiedere aiuto. L’appello della Dott.ssa Antonella e dell’avvocato suo figlio non è uno sfogo come non è uno sfogo quello del padre di colui che ha, dopo aver preso invano un appuntamento due settimane fa per far ritirare i rifiuti ed evitare che diventasse ormai una discarica a cielo aperto lo è diventato davvero. Neppure è   giustificabile il fatto che ancora il comune di Ardea e per esso il sindaco non ha ancora provveduto a regolarizzare il contratto di appalto alla concessionaria o a revocarglielo. La cosa triste è che tanto è stata pubblicizzata l’area archeologica che ha ospitato l’Ardea Jaaz, ma che una volta passata la manifestazione il sito circostante è diventato tutto come prima in uno stato di abbandono. Insomma come il vecchio detto: “Passata la festa gabbato lo Santo” E pensare che alla presentazione della faraonica opera per una futura costruenda pista pedociclabile su lungomare c’è stato chi della regione Lazio presente ha parlato di portare ad Ardea un turismo internazionale, magari proveniente dai croceristi delle super navi da crociera vanto della flotta italiana. Certo potrebbe essere un’idea, ammirare quello che in nessuna parte del mondo si ammirerebbe, ovvero rifiuti, ingombranti e cessi a ridosso dei siti archeologici più invidiati del mondo.