ARDEA CERCASI DEMOCRAZIA:

 

                                                                     Stando a quanto afferma la consigliera Anna Maria Tarantino (nella foto ndr), il Mo vi mento che gridava “ONESTA’ TRASPARENZA E LEGALITA’” APPLICA METODI CIAUCIASCHIANI INSIEME ALL’ALLEATO DEL PD CHI SA SE L’AUSTERITY PER IL COVID 19 GLI GIOCA A FAVORE?

Ecco quanto sostenuto nell’assise consiliare il 19 luglio U.S.:

 La presidenza del Consiglio Comunale non permette ai Consiglieri di lavorare con metodo: sfrutta un articolo del regolamento per inviare a tranche i documenti propedeutici alla discussione in aula, impedendo loro di avere o chiedere pareri legali in tempo utile perché farlo in un fine settimana è impossibile. Ecco la dimostrazione dell’efficienza: dalla data di convocazione inviata il 9 luglio, gli atti vengono spediti a singhiozzo il 14, il 15 e perfino il 18 perché il mero errore materiale è di casa per la Presidenza del consiglio. Proposte che arrivano, successive alla convocazione, mi sa di raffazzonature alla bell’e meglio, eppure dovrebbe essere l’esatto contrario: preparo gli atti e poi convoco. Qui da noi si fa l’esatto contrario.

 La delibera all’approvazione del Consiglio Comunale è scandalosa nell’oggetto, nei soggetti e nel contenuto. Non mi si presenti di nuovo la scusa del Covid, che tante volte è stata usata e abusata. La commissione di studio sui Consorzi doveva servire a trovare soluzioni e programmi da attuare. Invece si sono fatte, come al solito, le cose a metà, con l’impressione che questo è un provvedimento più personale che generale, sempre alla maniera piddina-grillina. Perché è stato fatto proprio solo con questo consorzio? Perché la commissione sui consorzi invece di fare un’azione partecipata ha fatto una sorta di tribunale speciale dove ha raccolto i documenti, e che documenti aggiungerei, e ha tratto conclusioni individuali più che partecipate?

 Credo che questa delibera sia metodologicamente sbagliata e ha profonde lacune che potrebbero causare, a mio parere, ricorsi da parte delle amministrazioni dei supercondomini che hanno finora gestito quelle aree. Deve essere chiaro che: Non siamo contrari all’apertura di varchi e accessi al mare, anzi il ns. precipuo patrimonio è caratterizzato proprio dal mare , dal litorale e dagli arenili fruibili a tutti Più accessi e più aperture di varchi al mare è corretto ma ci vuole un criterio che non può essere quello della delibera che avete deciso di portare in discussione, senza un piano strategico, né di previsione,né tantomeno di programmazione e peggio ancora non si sa neanche quali saranno le conseguenze o migliorie al nostro patrimonio che potrebbero essere dannosissime. Nella delibera si parla di zone accessi vietati alle auto (come se una zona con lo ZTL fosse considerata un abuso dai romani), di difficoltà sul demanio marittimo di attività commerciali alla ricezione della merce o dei servizi, di lamentele da parte di cittadini per la difficoltà di raggiungere il demanio a piedi, di diritti negati alla totalità della cittadinanza (ma non si considera o si tralascia di affrontare il problema della proprietà privata). Nella delibera si attesta che in una commissione si sarebbe dato “indirizzo politico” all’applicazione della facoltà dell’Ente di acquisire al patrimonio comunale le strade di questo consorzio, secondo l’art.7 della ormai famosa convenzione Ex SIM. Nulla è più falso di quanto affermato. Chiedo di ascoltare bene quanto è stato dichiarato in quella seduta. Più brevemente: è stato chiesto più volte cosa si stesse facendo per l’acquisizione delle opere e in special modo del consorzio Lupetta, che aveva manifestato direttamente la volontà di cedere le reti al patrimonio comunale. Poi è stato chiesto più volte di indire una commissione congiunta con Ambiente, Urbanistica e LLPP e nulla è stato fatto. E’ stato chiesto più volte se nel DUP erano state considerate/stanziate somme per l’acquisizione di queste opere. E alla fine i dirigenti dell’area tecnica e contabile esprimono parere favorevole. Forse occorreva il parere anche da parte dell’ufficio legale e contenziosi.

 In un mio intervento nella Commissione Consorzi ho dato parere favorevole all’indicazione del Consorzio Lupetta, come dichiarato prima di me dai Commissari Cugini e Montesi. Ma deve essere chiaro che in questo momento l’amministrazione comunale sta approvando un documento che espone l’ente e chi lo approva a valanghe di ricorsi. Prima di infilarci in questo ginepraio, senza un inizio né un percorso delineato, chiedo invece a che punto sono tutte le acquisizioni di quelle aree del Comune ma che sono ancora intestate alle vecchie società proprio come la SIM a cui sono state date i permessi a lottizzare. Approvavo l’intenzione dell’ente per Lupetta, non per una guerra indiscriminata come in questo caso, ma perché la manifestazione di volontà da parte dei soggetti coinvolti era unanime, ed anche questo è stato detto nella famosa commissione eppure non se ne parla….. Sono profondamente delusa del comportamento che per l’ennesima volta vede la maggioranza piddina-grillina comportarsi come il Pierino della situazione.Questa maggioranza piddina grillina agisce della serie “oggi mi sveglio dopo un anno e mezzo e mi ricordo di una commissione che applica quel particolare articolo della convenzione ignorando tutte le puntate successive”. Lupetta voleva consegnare le reti, sono arrivate diffide da parte di associazioni che rappresentano una parte e non la totalità dei cittadini eppure non si è fatto nulla. Addirittura la presidente di un’associazione ascoltata in quella famosa commissione, ha diffidato il comune e i consiglieri e ha dichiarato che la convenzione di Lupetta è illegittima mentre quella della Sbarra lo è. Ho forti dubbi che si possa agire in virtù di un articolo del 1956. Io a gettare il Comune in nuove diatribe legali, in ennesime cause per danni erariali, non ci sto. Ne avete perse troppe: siete la maggioranza delle cause perse.

– La fretta con cui questa amministrazione si accinge a chiudere grossolanamente un’ operazione di tale portata e delicatezza sembra avere uno sfondo più politico elettorale. Se fosse partito tutto da un atto di indirizzo per sapere qual è la situazione sul territorio avrei anche potuto capirlo. Se ci fosse stata una perizia dello stato delle opere delle varie situazioni che abbiamo sul territorio di questi super condomini avrei potuto capirlo. Se ci fosse stata un’analisi di consistenza per capire lo stato di queste opere allora sì che ci sarebbe stato un percorso serio da intraprendere. Il gruppo che rappresento a questo tribunale senza appello non ci sta ed ecco perché votiamo contro. Prima i Cinquestelle facevano i percorsi partecipati, di cui oggi non rimane traccia, forse perché è entrato nella maggioranza un soggetto che si chiama PD. Il modo di proporre e presentare una simile proposta, e anche il contenuto della delibera, mi fa capire che si tratta di una scelta punitiva a svantaggio unicamente di un’area ritenuta da molti una zona tranquilla. Non oso immaginare, se dovesse proseguire questa scellerata decisione il disagio, la rabbia e l’esasperazione, che potrebbe causare pericolose discriminazioni di quartiere. Non si può ignorare che tutto questo è frutto di un forzatura e una presa di posizione senza né capo né coda. Cosa deve fare l’amministrazione? Cosa devono fare i consorzi pseudo-stradali? Cosa devono fare i super condomini che all’epoca della loro costituzione si sono definiti consorzi? Azzardo qualche suggerimento: affinché si possa avere successo è necessario organizzare, prevedere, programmare e soprattutto capire il risultato che si vuole raggiungere senza interventi random o capricci di questo o quel consigliere che portano solo disastri e danni. Con questo atto si rischia di creare un’ulteriore zona degradata come quella che insiste fuori da queste isole felici che, ribadisco, non sono vietate ai cittadini. Per questo motivo il mio gruppo abbandonerà l’aula e non voterà questa sconsiderata, precipitosa e approssimativa delibera che porterà solo ulteriore confusione a quella preesistente, con l’aggravante dell’inutilità di questa commissione e la consapevole certezza del riunirsi ogni volta e parlare delle stesse cose come il gioco dell’oca: si ritorna alla casella iniziale.