
di RITA CHESSA
di Sara Ciampi è una poetessa e scrittrice italiana che ha costruito il proprio percorso letterario attraverso la poesia, la narrativa e, più recentemente, il disegno. La sua attività artistica si sviluppa intorno ai sentimenti, alle grandi domande sul significato dell’esistenza, in una produzione che intreccia dimensione autobiografica e osservazione della realtà sociale.
Figlia di Livia Capozzi e Franco Ciampi, ha composto la sua prima lirica all’età di cinque anni, manifestando precocemente un interesse per la scrittura. A quattordici anni ha iniziato la propria attività letteraria nella poesia e nella prosa, dando avvio a un percorso che nel tempo si è tradotto in numerose pubblicazioni.
Dopo aver conseguito la maturità linguistica, ha intrapreso gli studi universitari, che ha dovuto interrompere a causa di problemi di salute, tra cui una tubercolosi polmonare. Ha quindi proseguito la propria formazione da autodidatta. Nel corso degli anni ha ricevuto due lauree honoris causa: una in Lettere presso la Universidad Internacional Moctezuma e una in Filosofia presso la International Academy of Culture and Political Science.
La sua produzione comprende numerose raccolte poetiche pubblicate a partire dal 2006. Tra i primi titoli figurano I giorni dei cristalli (2006), Gocce di tristezza e Il crepuscolo oltre la luce (2009), seguiti da opere come Canti di mestizia (2010), Le onde del destino (2011), Lacrime (2012) e I moti dell’anima (2013). Negli anni successivi ha continuato a esplorare temi legati all’interiorità, ai ricordi, al tempo e alla condizione umana con libri quali Rimembranze e chimere (2014), Effimera esistenza (2015), Umanità allo specchio (2016) e Nei profondi abissi dell’anima (2018).
Il suo catalogo comprende anche opere in prosa che spaziano tra generi differenti. Nel 2019 ha pubblicato Viaggio nel paranormale e Un’esistenza tra luci ed ombre; nel 2021 sono usciti Il desiderio di Lorenzo e I battiti del tempo, mentre nel 2022 ha pubblicato L’uomo arrivato dal futuro e Dolente umanità. Il percorso prosegue con La crociera del mistero e La culla dei sentimenti (2023), Pandemia mortale, Un nido di emozioni e Vissi d’arte (2024), fino a La donna che visse tre volte e I palpiti del cuore (2025).
Accanto ai libri individuali, Ciampi ha preso parte a diverse antologie, tra cui Il Parnaso (2013), Perle d’Inchiostro e Sentire (2014), oltre a Prospettive (2015). Alcune sue opere poetiche risultano tradotte in diverse lingue; la sua biografia riporta una diffusione internazionale che comprende 23 lingue.
Nel 2019 le è stato conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel 2023 è stata inoltre nominata ambasciatrice di Genova nel mondo dal sindaco Marco Bucci, un riconoscimento che si affianca alla sua attività letteraria.
Negli ultimi anni il suo percorso si è arricchito di una nuova dimensione espressiva: quella del disegno. Nel 2024 ha pubblicato Vissi d’arte, volume che segna l’esplorazione di un linguaggio visivo accanto alla parola scritta. Una scelta che amplia il campo della sua ricerca e apre nuove possibilità di espressione.
La poetica di Sara Ciampi si confronta con il dolore esistenziale senza limitarlo a una dimensione esclusivamente privata. L’esperienza della malattia e delle cure, presente nel suo orizzonte biografico, si intreccia con l’attenzione alla realtà sociale e con una riflessione sul senso dell’essere e dell’esistere. La scrittura diventa così uno spazio nel quale emozioni individuali e interrogativi collettivi possono incontrarsi.
Nel 2025 il percorso artistico di Sara Ciampi si è intrecciato anche con il cinema attraverso il film del regista Christian Olcese “La ragazza delle gardenie”, cortometraggio con Marta Gastini tra i protagonisti e un cammeo di Steve Dalla Casa. Un cortometraggio che nasce dall’incontro tra Sara Ciampi e il regista, che ha scelto di rielaborare liberamente la sua biografia, sviluppando insieme allo sceneggiatore Giovanni Robbiano una nuova storia per il cinema.
Nell’intervista che segue, Sara Ciampi racconta il proprio rapporto con la letteratura, le radici della sua vocazione, il significato della poesia nel presente e l’evoluzione della sua ricerca artistica. Un dialogo che parte dalla sua storia personale e dal suo articolato percorso editoriale per approfondire il ruolo della scrittura, il rapporto tra vita e creazione e la possibilità di dare forma, attraverso l’arte, alle esperienze più profonde dell’essere umano.
Ha iniziato a comporre la sua prima lirica a soli cinque anni e ha avviato una fervida attività a quattordici. Come ricorda quel primo, precoce impulso verso la parola scritta?
“Ho imparato prestissimo a leggere e a scrivere già a 4 anni. Dentro di me ho sempre avvertito questa grande passione per la letteratura, sia in poesia che in prosa.”
La critica l’ha spesso definita come una delle esponenti di spicco del neoromanticismo e, in alcuni casi, come il “Leopardi del Terzo Millennio”. Come convive con questo paragone così importante e cosa significa per lei essere “neoromantica” oggi?
“E’ vero, alcuni critici letterari anche importanti mi hanno definita così, un po’ per i miei problemi di salute, ma soprattutto per la mia poetica pessimista che si avverte nella maggior parte delle mie liriche. Il paragone con Leopardi mi onora, anche se sono convinta che occorre, nella vita, cercare di migliorarsi sempre. Quello che è certo è che io non voglio copiare assolutamente nessuno e questa vena leopardiana è puramente istintiva e per me essere neoromantica è una definizione vera, che riflette il mio stile letterario anche se, confesso, mi sento una mosca bianca in questa attuale società tanto avanguardista”.
Nelle sue opere emerge costantemente un forte dolore esistenziale che dialoga con la realtà sociopolitica. In che modo la poesia riesce a trasformare la sofferenza in uno strumento di comprensione del mondo?
“Secondo me attraverso la sofferenza personale si può comprendere quella universale e la poesia mi aiuta molto a toccare tutti gli aspetti della quotidianità”.
La sua biografia racconta di una formazione intrapresa dopo che gravi problemi di salute (tra cui la tubercolosi polmonare) l’hanno costretta a interrompere gli studi universitari. Quanto ha influito l’esperienza della malattia sulla sua sensibilità artistica e sul bisogno di scrivere?
“L’esperienza della malattia ha influenzato molto il mio modo di scrivere e sicuramente ha comportato una forte sensibilità artistica di mettere nero su bianco i miei pensieri e le mie emozioni. D’altronde la vita di uno scrittore, secondo me, è sempre collegata alla sua produzione letteraria.”
Ha successivamente ricevuto due prestigiose lauree honoris causa in Lettere e Filosofia. Che valore hanno avuto per lei questi riconoscimenti accademici arrivati come coronamento del suo percorso autonomo?
“Queste lauree honoris causa sono state veramente importanti per me, perché hanno riconosciuto la mia preparazione sia in letteratura che in filosofia, che ho completato da autodidatta per i miei problemi di salute”.
Accanto alla letteratura, lei coltiva da sempre una grande passione per la scienza. Come riescono a coesistere la razionalità scientifica e l’irrazionalità poetica nella sua visione del mondo?
“La mia grande passione per la scienza eredita da mia madre che insegnava. io penso che sia la scienza che la letteratura possono entrambe possono convivere, una coesiste con l’altra se si vuole conoscere a fondo l’umanità”.
È stata nominata Ambasciatrice di Genova nel Mondo. Qual è il suo rapporto con la città ligure e in che modo l’atmosfera, i paesaggi o la storia di Genova si riflettono nei suoi testi?
“Questa nomina è arrivata nel 2023. Le devo confessare che con me, la mia città le devo è stata matrigna. Genova compare in alcune mie composizioni, io sono tanto attaccata alla mia città natale con i suoi pregi e i suoi difetti.”
Oltre a essere una poetessa intimista, la sua figura è legata a un forte spirito patriottico e a una scrittura tradizionalista. Qual è il ruolo della tradizione e dell’identità nazionale nella cultura contemporanea, spesso frammentata e globale?
“Io sono molto patriottica e tradizionalista come persona e ritengo che entrambe le cose siano valori fondamentale. Mi rendo conto di andare controcorrente nella società attuale dove si è perso questo spirito nazionalista in grado di unire tutti gli italiani anche nella nostra attuale società”.
Nel 2019 le è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. Cosa ha provato nel vedere il suo impegno culturale e sociale riconosciuto ufficialmente dalle massime istituzioni dello Stato?
“Per me è stato un onore immenso ricevere tale onorificenza, ritengo un coronamento della mia attività letteraria la realizzazione di uno dei miei tanti sogni.”
Dalla sua prima raccolta importante del 2006, I giorni dei cristalli, fino alle opere più recenti come Vissi d’arte, come sente che si sia evoluta la sua voce poetica?
“Ogni poeta e scrittore nel corso della sua esistenza ha una evoluzione umana, però nel mio caso devo confessare, in tutte le mie composizioni sono passata dal personale per giungere all’universale, sin dall’inizio”.
In molti dei suoi libri – pensiamo a titoli come Gocce di tristezza, Canti di mestizia o Lacrime – la malinconia è il fulcro emotivo. Ritiene che la società odierna abbia paura della tristezza e che la poesia possa riabilitare questo sentimento come valore?
“E’ difficile definire la società odierna piena di contraddizioni ma sicuramente la poesia può rivelarsi un’ottima compagna contro la tristezza”.
Quali sono i progetti letterari o artistici a cui si sta dedicando in questo periodo e quali nuovi obiettivi e sfide espressive sente il bisogno di affrontare?
“Recentemente oltre ad alcuni libri di poesie che pubblico spesso, mi sto dedicando – autobiografia per i miei 50 anni che ho compiti lo scorso gennaio che spero venga pubblicata entro la 2026. Inoltre, accanto alla mia passione per la letteratura e la scienza mi piace anche disegnare. Ho già stampato anni fa un catalogo di disegni, tra cui Vissi d’arte, e continuo con questa attività artistica sempre in maniera tradizionale e verista. Tra qualche tempo uscirà un secondo catalogo di disegni.”
Ci parli del suo rapporto con il film di Christian Olcese.
“Quando Christian Olcese mi parlò di realizzare quel film fu per me il coronamento di un altro grande sogno. In passato mia madre, sotto uno pseudonimo, scrisse e pubblicò un lungo romanzo sulla Ragazza delle Gardenie. Poi la trama ricordava troppo, anche se in modo diverso, la signora delle Camelie, allora decidemmo di cambiare trama. Inizialmente volevamo realizzare un lungometraggio, ma poi abbiamo realizzato cortometraggio bellissimo con la mia e la sua collaborazione con quella di Giovanni Robbiano. Questo film ha riscontrato successo di critica e pubblico e spero che venga trasmesso presto anche in tv, ci terrei tantissimo perché merita di essere conosciuto sempre di più, in Italia e all’estero.”
Il film di Olcese verrà proiettato il 25 ottobre ad Alessandria, presso il cinema Alessandrino.







