Gli alunni per andare in bagno dovranno fare i turni. L’ingresso a scuola sarà promiscuo: dipendenti comunali, cittadini che si recheranno agli uffici, alunni e personale scolastico
GLI UFFICI COMUNALI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E DEI SERVIZI SOCIALI ALL’EX CENTRO COMMERCIALE IL TULIPANO
L’arch. Pennini sullo stabile di via Marco Aurelio: “Criticità strutturali tali da imporre lo sgombero e il trasferimento temporaneo delle attività”

di Riccardo Toffoli
La scuola media “Gramsci” passa dallo storico stabile, finora in affitto, di via Marco Aurelio, al “Palazzo di Vetro” di piazza Bersaglieri, dove ci sono gli uffici del Comune di Aprilia. Gli uffici comunali, in particolare il settore dei servizi sociali e della pubblica istruzione, invece, si trasferiranno alla sede de Il Tulipano di via Ugo La Malfa, di fronte alla chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, dove prima c’era il centro commerciale. Acquistato dal Comune in base al grandioso progetto “Pinqua” del 2021, era stato pensato per il coworking, in aiuto alle mamme lavoratrici. Con delibera 58 del 29 giugno scorso, la commissione straordinaria con i poteri di giunta, ha trovato anche i soldi: un milione e 100 mila euro di un mutuo contratto nel 2014 per realizzare uno stralcio di rete fognante a Casalazzara, ma mai utilizzato. Soldi che continueremo a pagare fino al 2035 e che ora saranno destinati a finanziare i lavori di riqualificazione e di adeguamento dell’ex Tulipano e gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio delle strutture scolastiche.
LA GRAMSCI A PALAZZO “COLORATO” – EX PALAZZO DI VETRO – In base alla relazione tecnica firmata dall’architetto Roberta Pennini, l’attuale stabile di via Marco Aurelio che da decenni è utilizzato come scuola presenterebbe delle “criticità strutturali” che “impongono lo sgombero e il trasferimento temporaneo delle attività”. I locali dei primi tre piani del palazzo comunale di piazza Bersaglieri saranno destinati alle 18 classi (sei per ogni piano) della scuola media Gramsci, oltre 350 alunni. La stessa Pennini nella relazione tecnica ammette: “L’utilizzo scolastico della struttura è da considerarsi una soluzione temporanea”. Verranno fatti dei lavori interni per la sicurezza, in particolare per la prevenzione incendi e verrà reso indipendente il server con una connessione wi-fi. Permangono però una serie di criticità. Prima di tutto i bagni. Attualmente ci sono 4 bagni per piano più uno per i disabili. E non c’è intenzione di aumentarli. “Tale numero –scrive l’architetto Pennini- è sottodimensionato rispetto al flusso generato dalle 6 classi previste per ciascun livello, a cui si aggiunge il personale docente e i collaboratori scolastici. Trattandosi di una soluzione provvisoria d’emergenza, la situazione richiederà una gestione contingentata e turnata degli accessi”. Insomma i ragazzi andranno a turni al bagno. Altra criticità riguarda i flussi. L’ingresso al palazzo è unico, sia per gli uffici comunali sia per gli alunni e il personale scolastico e rimarrà “ad uso promiscuo”. I ragazzi dovranno esclusivamente utilizzare le scale, mentre il personale comunale e le persone che si recheranno negli uffici potranno usare gli ascensori.
GLI UFFICI COMUNALI AL TULIPANO – Gli uffici dei servizi sociali e della pubblica istruzione, cultura e sport si trasferiranno così da settembre a Il Tulipano. Per questo trasferimento i locali saranno adeguatamente risistemati. Prima di tutto verrà predisposta una migliore illuminazione degli uffici, l’installazione di un allarme e di impianti di climatizzazione nonché sarà attivata la rete internet. L’edificio sarà inoltre munito di estintori e di segnaletica per le vie di fuga. Gli uffici del terzo piano, che sarà anch’esso occupato dalle classi della Gramsci, passeranno: l’ecologia insieme ai lavori pubblici al quinto piano e il Suap al piano terra in adiacenza all’ufficio tributi. Costo totale dell’intervento circa 150 mila euro.
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Abbiamo contattato la proprietà dello stabile di via Marco Aurelio per capire la loro versione dei fatti
LA PROPRIETA’ DELLO STABILE DI VIA MARCO AURELIO: “NOI? DISPONIBILI A VENDERE O A METTERE A NORMA LA STRUTTURA MA NESSUNO CI HA CHIAMATO”
Incontro con gli uffici lavori pubblici del Comune il 22 maggio scorso. La proprietà si era anche resa disponibile ad adeguare a proprie spese l’impianto elettrico nonostante negli anni il Comune, nonostante fosse riportato nel contratto, non ha mai provveduto a fare manutenzione
di Riccardo Toffoli
La proprietà dello stabile di via Marco Aurelio che ha ospitato per decenni la scuola media Gramsci ha appreso del trasloco degli alunni “leggendo i giornali”. Il 22 maggio si era tenuto un incontro con gli uffici lavori pubblici del Comune durante il quale la proprietà, nonostante il Comune non avesse mai provveduto alla manutenzione dello stabile previsto tra l’altro nel contratto di affitto, si era dichiarata comunque disponibile a mettere a norma l’impianto elettrico e la centrale termica. Non solo. Si era resa disponibile a vendere lo stabile o ad una locazione rivista con la presa in carico degli interventi necessari, ma nessuno dal Comune ha mai dato seguito a quelle proposte. È quanto evidenzia la parte privata, che abbiamo contattato per capire la loro versione dei fatti, in una lunga nota che pubblichiamo integralmente per i nostri lettori.
“L’immobile su cui insiste il plesso scolastico Gramsci –scrive la proprietà- fu costruito dai fratelli Giuseppe e Giulio Damizi nel 1960 su richiesta del Comune, con le finalità di mettere a disposizione della comunità di Aprilia, un complesso scolastico. Sin da quella data l’immobile è stato locato dalla famiglia Damizi al Comune con diversi contratti che si sono susseguiti nel tempo che prevedevano oneri di ordinaria e straordinaria manutenzione a completo carico del Comune. Comune che si è ben guardato dal provvedere ai previsti adeguamenti normativi e a mantenere l’immobile a livelli di efficienza richiesti per la delicata funzione di plesso scolastico, causando nel tempo un progressivo ma inesorabile degrado dell’immobile.
A febbraio del 2018, la proprietà stipulava un nuovo contratto con il Comune, secondo i parametri definiti dall’Agenzia del territorio, subendo tra l’altro, immediatamente il blocco dell’Istat, come previsto dalla normativa vigente e quindi il non adeguamento al costo della vita.Stante la situazione, dovuta all’imperizia del Comune in merito alle omesse manutenzioni e al limitato possibile diverso utilizzo dell’immobile, viste le motivazioni per le quali era stato costruito, la proprietà sin dal 2020 (prima manifestazione di interesse trasmessa dalla proprietà al Comune via PEC in data 3 novembre 2020 ore 12:05) ha reiteratamente proposto al Comune la possibilità di acquistare l’immobile ad un prezzo in linea con quanto definito dall’agenzia del territorio, che rappresenterebbe meno del 25% dell’importo pianificato per la costruzione della nuova scuola Gramsci. In tale manifestazione la proprietà si è resa anche disponibile ad un eventuale formula “rent to buy” con la possibilità di provvedere direttamente a tutti gli adeguamenti necessari per trasformare l’immobile alle esigenze manifestate. La proprietà si è resa anche disponibile a realizzare la nuova scuola con un progetto di finanza. Si fa presente che il contratto di locazione vigente, comprende il terreno (attualmente e pericolosamente incolto) adiacente al serbatoio della caldaia che poteva essere utilizzato anche per un eventuale spazio palestra con l’installazione di un pallone tensostatico.
A fronte della disponibilità della proprietà, il Comune non si è neanche pronunciato formalmente. In merito alla disponibilità di adempiere alle richieste di adeguamento del Comune e per discutere di eventuali sviluppi, in data 17 aprile 2026 ore 14:36 via PEC la proprietà richiedeva un incontro, che si verificava in data 22 maggio 2026 al cospetto del dirigente Terribili e della responsabile Pennini. In tale sede la proprietà ribadiva ogni disponibilità alla vendita dell’immobile o ad una locazione rivista con la realizzazione delle opere resesi nel frattempo necessarie, nonché a occuparsi delle immediate esigenze di adeguamento dell’impianto elettrico e della centrale termica. A tale incontro il Comune non ha mai dato seguito. La proprietà è venuta a conoscenza dell’intenzione del Comune leggendo i quotidiani.La conclusione di questa vicenda non può che focalizzarsi sulle ingenti spese previste per l’adeguamento di immobili, non certo nati per accogliere un plesso scolastico, e un complesso trambusto di spostamenti di uffici e di ragazzi, senza risolvere problemi atavici (vedi mancanza di palestra), e soprattutto, con la certezza che la soluzione proposta sia assolutamente provvisoria e inadeguata.
Rimaniamo stupiti e amareggiati perché dopo decine di anni di rapporto e, manifestato più volte la disponibilità a soluzioni alternative, siamo venuti a sapere le intenzioni dell’amministrazione solo dalla stampa. Sarebbe un peccato far perdere la propria identità ad un istituto che negli anni ha conquistato, prestigiosi traguardi anche recentemente, sia a livello nazionale che internazionale”.
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Agire e Fratelli d’Italia contrastano la scelta: “Non si risolve il problema”
UN CORO DI NO DALLA POLITICA AI SINDACATI SULL SPOSTAMENTO DELLA GRAMSCI AL PALAZZO COMUNALE DI PIAZZA BERSAGLIERI
La Cisl Fp chiede un tavolo di confronto per lo spostamento degli uffici comunali all’ex Tulipano
di Riccardo Toffoli
E’ un coro di no al trasferimento della scuola Gramsci al palazzo comunale di piazza Bersaglieri. Tutto il mondo della politica si è espresso negativamente sulla proposta e persino i sindacati. Ad aggiungersi, il nuovo piano parcheggi che prevede strisce blu per piazza Bersaglieri, non più ora solo in uso al Comune ma anche alla scuola.
AGIRE: “NO A UNA SCUOLA PARCHEGGIATA TRA GLI UFFICI COMUNALI”
“È noto –scrive in una nota stampa la lista civica Agire- che la sede della Gramsci trascina da anni difficoltà e cricità mai risolte, e che la tutela di studenti, docenti e personale viene prima di ogni altra considerazione. Se l’edificio non garantisce più gli standard di sicurezza necessari, è giusto e doveroso intervenire: su questo non c’è alcuna discussione. È altrettanto evidente che la dismissione della sede attuale porterebbe un risparmio concreto, a partire dai costi dell’affitto. Ma proprio perché parliamo di anni di problemi mai affrontati, la risposta non può essere l’ennesima soluzione improvvisata. Il problema è il “come”. Spostare centinaia di ragazzi dentro un palazzo nato e concepito per ospitare uffici comunali può avere senso solo come soluzione realmente temporanea, inserita in una programmazione chiara che indichi fin da subito dove andranno gli studenti nel prossimo futuro. Un palazzo comunale, per quanto a norma per la funzione che oggi svolge, non nasce per essere una scuola. E qui c’è un aspetto che non può essere ignorato: la Gramsci è un istituto a indirizzo musicale, che ha bisogno di aule dedicate, spazi per lo studio e la pratica strumentale, ambienti adeguati a sviluppare al meglio la propria offerta formativa, ambienti idonei a garantire la piena inclusione degli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali. Sistemarla tra gli uffici del Palazzo Colorato significherebbe privarla proprio di ciò che la rende quella scuola. A questo si aggiunge l’inevitabile impatto sulla viabilità della zona: parliamo di un quadrante urbano già fortemente congestionato, dalla la compresenza della ASL, degli uffici comunali stessi e di un altro istituto scolastico. Riversare qui, negli stessi orari di punta il flusso di centinaia di ragazzi e delle famiglie che li accompagnano rischierebbe di mandare in lt il traffico cittadino, creando disagi insostenibili e seri problemi di sicurezza stradale. C’è infine la questione dell’ex Tulipano. L’ex Tulipano era stato acquistato con un intento preciso: diventare un centro polifunzionale al servizio della collettività. Destinarlo a sede di uffici comunali significa cancellarne la finalità sociale per cui era stato pensato. E c’è di più: gli uffici finirebbero dislocati in più punti della città, con un evidente disagio per i cittadini, costretti a inseguire le pratiche burocratiche da una parte all’altra di Aprilia. Una frammentazione che complica la vita alle persone invece di semplificarla”.
FRATELLI D’ITALIA: “SCELTE PRESE SENZA CONFRONTO”
“A quanto pare – tuona Fratelli d’Italia – tutto nasce da un problema dell’impianto elettrico della vecchia scuola Gramsci. Le scelte sembrano dimostrare in modo chiaro che non ci sia la volontà politica di cercare una soluzione mettendo mano all’impianto, ma per una soluzione rapida e ipoteticamente temporanea, si preferisce spendere soldi pubblici per affrontare due traslochi – quello degli uffici scolastici della Gramsci presso il palazzo comunale e quello dagli uffici comunali da piazza dei Bersaglieri presso l’ex Tulipano di piazza Mostardas – per l’adeguamento degli spazi di due edifici concepiti per altro scopo e continuando nel frattempo a versare il canone di affitto alla proprietà della scuola Gramsci. La soluzione a questo problema atavico per la nostra città, rischia di creare problemi di sicurezza per i ragazzi e i lavori: Palazzo colorato resterà di fatto un edificio ibrido, perché se i primi tre piani ospiteranno la scuola Gramsci a indirizzo musicale, quarto e quinto continueranno ad essere la sede distaccata del Comune di Aprilia. Come potranno convivere queste due realtà? Come potranno ragazzi e insegnanti lavorare serenamente in una struttura dove il via vai è costante e dove potrebbero in alcune specifiche situazioni generarsi problemi di ordine pubblico? Come potranno i dipendenti comunali lavorare con la giusta concentrazione, durante le numerose ore dedicate alla pratica musicale? Non bisogna poi dimenticare l’assurdità di concentrare in un unico quadrante le sedi principali di due diversi istituti comprensivi – Gramsci e Pascoli – a pochi metri da uffici comunali aperti al pubblico, dal poliambulatorio Asl di via Giustiniano e da un supermercato. Si è ragionato prima sull’impatto per una viabilità già congestionata negli orari di punta? Infine, anche alla luce delle difficoltà riscontrate negli anni e i fallimentari tentativi di realizzare in altre zone della città la nuova scuola Gramsci, chi di dovere ha mai ritenuto opportuno aprire un tavolo di confronto con la proprietà e avviare uno studio di fattibilità, per valutare la possibilità di acquistare quella struttura e avviare un serio intervento di ristrutturazione o demolizione e ricostruzione? Riteniamo infatti che un intervento simile potrebbe costare molto meno rispetto a quanto in passato era stato stanziato per realizzare la scuola Gramsci in un’area diversa e dal momento che il Comune di Aprilia ancora oggi paga l’affitto per un lotto di terreno adiacente e che da anni è inutilizzato, ci sarebbero tutte le condizioni per costruire il plesso dotandolo di uno spazio adeguato alla pratica sportiva. Soluzioni diverse e meno assurde ce ne sarebbero, pare mancare la volontà di sondarle. Quello che è inaccettabile e che non può essere più tollerato, è che tutto ciò venga fatto nel silenzio, senza confronto alcuno e sulla pelle di giovani studenti e dei lavoratori, categorie che vanno tutelate in ogni modo e non sballottate da una parte all’altra della città per un capriccio temporaneo o non risolutivo”.
LA CISL FUNZIONE PUBBLICA: “SUBITO UN TAVOLO DI CONFRONTO”
La Cisl funzione pubblica ha inviato una lettera di accesso agli atti con richiesta di chiarimenti in merito alla proposta di trasferimento degli uffici comunali all’ex Tulipano. La missiva, indirizzata alle commissarie e al responsabile della sicurezza, denuncia l’assenza di un confronto con i sindacati ed evidenzia una serie di criticità per gli stessi dipendenti comunali. Prima fra tutte quelle logistiche. La nuova collocazione infatti sarebbe: “situata in una zona fortemente isolata, distante dal centro abitato e carente di collegamenti di mezzi pubblici”. La Cisl ha richiesto una serie di atti tra cui la relazione tecnica e l’attivazione di un tavolo di confronto. “In attesa di un tempestivo riscontro e della convocazione del tavolo, si fa presente che, -si legge nella missiva- in assenza di risposte adeguate a tutela della sicurezza e della dignità del personale, la CISL fp si riserva di attivare tutte le tutele sindacali e di legge consentite, non escludendo lo stato di agitazione dei lavoratori”.







