McDonald’s festeggia 40 anni di presenza in Italia. Avenale era uno dei primi ad essere assunto nel ristorante di piazza di Spagna
“Ketchup nelle vene” edito da Mondadori sarà presentato nella libreria della Galleria Sordi di Roma



di Riccardo Toffoli
40 anni fa apriva il primo McDonald’s in Italia. Era il 20 marzo 1986. Piazza di Spagna divenne il centro da cui in 40 anni McDonald’s conquistò letteralmente la penisola, arrivando oggi alla bellezza di circa 800 ristoranti. I numeri raccontano una crescita imponente. Secondo un’analisi condotta da Althesys, in quattro decenni l’azienda ha generato oltre 29 miliardi di euro di valore condiviso: circa 10 miliardi destinati al gettito fiscale, 11 miliardi in retribuzioni lungo la filiera e 13 miliardi in acquisti da fornitori italiani. Oggi McDonald’s Italia dà lavoro a più di 40.000 persone direttamente, che salgono a 53.000 considerando l’intero indotto. Solo nel 2025, il valore prodotto ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro: ogni euro di fatturato ne attiva altri tre, sostenendo Stato, lavoratori e imprese. Numeri che non sono soltanto statistiche, ma storie concrete di occupazione e sviluppo. Alla base di questa espansione c’è un modello vincente: il franchising. Una formula che fonde la solidità di un marchio globale con l’energia e la visione degli imprenditori locali, creando opportunità diffuse e radicate nei territori.
LE CELEBRAZIONI PER IL QUARANTENNALE
Le celebrazioni per il quarantennale sono tornate là dove tutto ebbe inizio: nello storico ristorante di Piazza di Spagna. Accanto all’amministratrice delegata Giorgia Favaro, erano presenti il senatore Giorgio Salvitti, consigliere del ministro Francesco Lollobrigida, Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale, e Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I. Un parterre istituzionale che testimonia il legame profondo tra l’azienda e il territorio.
LA TESTIMONIANZA DI AMEDEO AVENALE
Di questi 40 anni di espansione e sviluppo, Amedeo Avenale, nostro concittadino, è forse colui che rappresenta al meglio la sfida di questo successo. McDonald’s ha portato in Italia il sogno tutto americano, della scalata manageriale che Amedeo Avenale rappresenta al meglio ed è per questo stato scelto come rappresentante e testimonial di tutto il sistema dei licenziatari italiani. Assunto nel 1986 come semplice crew, ossia addetto agli hamburger e alle pulizie, nel ristorante di piazza di Spagna, oggi è diventato licenziatario, il top manageriale McDonald’s in Italia. Avenale ha voluto raccontare questa sua storia, la storia del suo successo nel mondo dell’imprenditoria, nel libro “Ketchup nelle vene” – la mia avventura nel mondo di McDonald’s, edito da Mondadori che sarà presentato presso la libreria Mondadori della Galleria Sordi di Roma, lunedì 11 maggio alle ore 18.30.
“HAI IL KETCHUP NELLE VENE?”
Era la frase che i manager di McDonald’s gli chiesero allora, quando, ancora liceale, decise di fare domanda per lavorare nel costruendo Mc di Piazza di Spagna. “Era un modo per capire se avessi il Dna, cioè quei valori e le skills per andare avanti in McDonald’s”- ha detto Amedeo Avenale in diverse interviste uscite sui tg nazionali per la ricorrenza di questi 40 anni di attività. Per 20 anni Amedeo ha cotto hamburger, è stato tenace, ci ha creduto, e alla fine, il suo grande impegno è stato premiato. “Sono innamorato del mio lavoro” ha detto, ma lo si legge ogni volta che ci parli, quando gli occhi si illuminano di entusiasmo, lo stesso di 40 anni fa.
LA SCALATA
Fu Jacques Bahbouth ad avere l’intuizione di aprire in Italia i primi punti McDonald’s. Iniziò come licenziatario, forte dell’aiuto di un altro grande nome della ristorazione: Francesco Bazzucchi allora direttore del Cafè de Paris. Avenale era studente, era figlio di una famiglia di ristoratori, ma incuriosito da quei lavori faraonici che vedeva ogni giorno a piazza di Spagna, lo spinsero a fare domanda. L’incontro con Bahbout fu per Amedeo Avenale illuminante e gli aprì le porte alla scalata in McDonald’s. Dopo soli 3 anni diventa “store manager”. Nel 1990 gli viene riconosciuto il record mondiale con la bellezza di mille347 transazioni effettuate in un’ora. Una cosa veramente eccezionale per quei tempi. Grazie al successo nella gestione, aggiunge al ristorante di Piazza di Spagna anche quello di Piazza Luigi Sturzo, dove rimane fino al 1995. In quell’anno diventa supervisore di tutti i ristoranti di Roma.
IL 1996: LA SVOLTA
Dopo 10 anni, con un successo veramente inaspettato, la Mc Donald’s Company decide di subentrare direttamente nella rete ristorativa italiana. Mc Donald’s Compagny acquista i punti ristoro gestiti da Bahbout e nel 1996 compra il marchio Burghy del gruppo Cremonini. In questo anno delicato per il gruppo, Amedeo Avenale viene promosso General Manager della regione Toscana, occupandosi della conversione del gruppo Burghy. Nel 1999 è Operation Coordinator Area Centro Nord Italia con la responsabilità di 155 ristoranti McDonald’s, di cui 100 circa licenziatari e 50 circa in gestione diretta. Nonostante la grande mole di lavoro e di impegno, Avenale ha saputo portare gli studi laureandosi in Giurisprudenza e conseguendo un Master in Economia e Management.
Il 2001: L’APPRODO AD APRILIA
Avenale conosceva Aprilia. Aveva una casa a Torvajanica per il periodo di relax. Ne intuì subito le potenzialità. Iniziava così la storia di McDonald’s nella nostra città. Correva l’anno 2001. Furono fin da subito un grande successo i primi due McDonald’s aperti in città: il punto ristoro di via Pontina a Campoverde, ora chiuso dopo l’investimento in via Mascagni e il punto ristoro nel centro commerciale Aprilia 2 che ancora mantiene la sua forza all’interno del gruppo. Avevale, viste le grandi capacità manageriali, viene notato dalla politica locale. Sono gli anni in cui a lui viene assegnato il compito di risanare le casse della Multiservizi che erano in profondo rosso. Per Avenale è stata solo una parentesi, ma, anche in questo caso molto illuminante. Durante il suo operato direttivo nella municipalizzata ha cercato con un occhio veramente avanguardistico, di impiantare nel pubblico una mentalità manageriale. Attualmente è licenziatario di 10 punti vendita con circa 550 dipendenti.
Il 2020: IL GOLDEN ARCH AWARD
Nel 2020 gli viene riconosciuto il Golden Arch Award. Si tratta del più alto riconoscimento per un licenziatario McDonald’s che viene assegnato ogni anno a non più di 40 franchisee in tutto il mondo. Nel grande impero della ristorazione che ormai ha costruito McDonald’s in tutto il mondo, il Golden Arch Award è l’ultima tappa, quella più ambita, che premia la passione costante, una particolare attenzione nella scelta della qualità e nel soddisfare l’esigenza dei clienti, ma anche le capacità di gestione dei ristoranti e dei dipendenti. Oggi Avenale non solo rappresenta degnamente 40 anni di storia McDonald’s in Italia, ma il sogno di tanti giovani che partono, come lui dice sempre, con la “valigia di cartone” e, con tenacia, impegno, preparazione e resilienza, realizzano i propri sogni di vita. “Amedeo Avenale –è scritto in “ketchup nelle vene”- ci dimostra che la fortuna di chi si inserisce in un’impresa non risiede solo nel talento, ma soprattutto nella volontà di apprendere e di non fermarsi mai di fronte alle difficoltà. Il percorso professionale dell’autore si intreccia con l’evoluzione del marchio, mostrando come alla base di grandi traguardi ci siano sempre uomini e donne che agiscono con l’obiettivo di dare il meglio in ogni piccola azione quotidiana. Guidato dalla dedizione e dalla passione per il proprio lavoro, Avenale non ha mai perso di vista un principio universale: perché il viaggio sia gratificante, la strada giusta non è quella più facile, ma quella che permette di crescere affrontando nuove sfide e scegliendo sentieri inesplorati”. E soprattutto Amedeo Avenale lo possiamo considerare, con orgoglio, un nostro illustre concittadino.







