Tumore al seno nelle giovani e violenza digitale: Roma al centro della VI edizione di “Women for Women Against Violence”

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Roma torna protagonista di una serata televisiva all’insegna dell’impegno civile e della sensibilizzazione. Il 21 marzo, in seconda serata su Rai Uno, andrà in onda la sesta edizione di “Women for Women Against Violence – Camomilla Award”, dallo Studio 5 del Centro di Produzione “Fabrizio Frizzi”.

A condurre saranno Arianna Ciampoli ed Elenoire Casalegno, che guideranno il pubblico in un racconto che intreccia due delle principali emergenze femminili: la violenza di genere e il tumore al seno, unite in un messaggio di vita e rinascita. La regia è affidata a Antonio Centomani.

Uno dei momenti più intensi della serata sarà dedicato al tema del tumore al seno in età giovanile, attraverso la testimonianza della giornalista Elisabetta Faraoni, che racconterà la propria esperienza con un carcinoma duttale infiltrante diagnosticato a soli trent’anni.

«A trent’anni pensi di essere invincibile… e poi un giorno metti una mano sul petto e senti qualcosa che non c’era prima», è l’incipit di un racconto che attraversa paura, cambiamenti e consapevolezza. Un piccolo nodulo che cambia tutto: il timore di non guarire, di non poter diventare madre, di non riconoscersi più nel proprio corpo.

Nel suo monologo emerge un messaggio chiaro: il tumore non ha età e può colpire in qualsiasi fase della vita. Da qui l’appello alle donne, soprattutto alle più giovani: ascoltarsi, controllarsi e non rimandare. La prevenzione, sottolinea, è il primo atto d’amore verso se stesse. Un richiamo che trova riscontro nei dati: in Italia si registrano ogni anno oltre 11mila nuove diagnosi di tumore al seno tra le donne sotto i 40 anni, con un’incidenza in crescita.

A sottolineare il valore pubblico della testimonianza sarà il direttore di Askanews Gianni Todini, che consegnerà a Faraoni il Camomilla Award, simbolo della manifestazione e riconoscimento dell’importanza dell’informazione nella diffusione della cultura della prevenzione.Spazio anche a una nuova e sempre più diffusa forma di violenza: quella digitale. La giornalista Manuela Morenoracconterà la propria esperienza dopo aver scoperto che il suo volto era stato manipolato e utilizzato per creare contenuti pornografici tramite intelligenza artificiale. Una violenza invisibile ma profondamente lesiva dell’identità e della dignità personale.Il suo impegno sarà premiato nel corso della serata con il Camomilla Award, consegnato da Paola Ferazzoli, promotrice a Roma del flash mob “Non con la mia faccia”, che ha coinvolto numerose giornaliste e rappresentanti istituzionali.

Il racconto si allargherà poi ad altre forme di violenza e rinascita. La pianista Giuseppina Torre porterà la sua esperienza dopo una relazione segnata da controllo e aggressioni; Ilaria Capponi affronterà il tema del body shaming e della pressione estetica come forma di violenza psicologica; mentre Antonietta Tuccillo richiamerà l’attenzione sulle difficoltà economiche legate alla malattia, con un appello al Presidente della Repubblica.

Nel corso della serata saranno inoltre premiati Massimo Giletti, Bianca Nappi e Salvatore Carotenuto, a testimonianza di un impegno condiviso tra informazione, istituzioni e mondo dello spettacolo. Il Camomilla Award, simbolo della kermesse, è realizzato dal maestro orafo Michele Affidato.Ideato e scritto da Donatella Gimigliano, presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, l’evento è realizzato con il supporto di Fondazione MedOr, SIAE e Acaia Medical Center.

La serata sarà arricchita da momenti artistici: l’apertura con Joia B e il brano “Un tempo per volare”, accompagnata dai ballerini della Fini Dance di New York, la direzione creativa di Antonio Fini e gli interventi musicali dei Gemelli di Guidonia, della violinista Elsa Martignoni e della cantante Angela Loy Williams, insieme alla Women for Women Orchestra coordinata da Musitalia di Mariella Restuccia.