Scuole al freddo, Ardea Domani: serve un cambio di passo, inaccettabile ricorso alla DAD per più di un mese

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LUCA VITA

“Il ricorso alla DAD per le classi medie di via Verona è veramente inaccettabile, dopo quel che hanno passato ragazze e ragazzi negli ultimi anni”. Non usano mezzi termini i due consiglieri comunali di Ardea Domani, Luca Vita e Niko Martinelli, per commentare una delle decisioni che si sono rese necessarie, a causa dei ritardi nella riparazione dei guasti agli impianti di riscaldamento delle scuole di Ardea.

“Un guasto è ovviamente un evento imprevisto, anche se rimane sconcertante non solo il numero dei guasti che si sono registrati quest’anno ma anche che tali guasti si siano verificati praticamente appena gli impianti sono entrati in funzione, un mese fa, con il primo freddo. E nonostante i collaudi effettuati qualche settimana prima” proseguono i consiglieri.

Proprio due giorni fa, con un’ordinanza, il Sindaco ha disposto la chiusura del plesso di Pratica di Mare fino a lunedì prossimo, per la rottura di tre condizionatori. Nelle scorse settimane, problemi simili avevano riguardato anche gli altri plessi dell’Istituto Comprensivo Ardea 3 e anche ad Ardea 1. La situazione più critica rimane quella del plesso di via Verona, dove – nonostante le rassicurazioni degli uffici – il guasto non è ancora stato risolto.

“È evidente che la situazione delle scuole, non certo nuova a problemi di questo tipo, chieda oggi un cambio di passo deciso – continuano Vita e Martinelli – noi crediamo che spetti alla politica non solo il compito di anticipare i problemi provvedendo ad una pianificazione efficace delle manutenzioni ordinarie o straordinarie. Ma anche (e soprattutto) l’avvio un dialogo costante con le dirigenze scolastiche, volto a comprendere le criticità e a trovare insieme le risposte più adeguate, anche di fronte ad emergenze come quelle che stiamo registrando. Mentre oggi, ancora troppo spesso, assistiamo solo al tentativo – da parte del Comune – di scaricare sulle scuole ogni responsabilità. A pagare il conto sono ovviamente studenti e famiglie, come sempre da cinquant’anni a questa parte”.