Scarpe d’autore, firmate Marco Zanetti, create con tessuti riciclati

 Questo il fashion trend del momento in cui la società Alva Global Consulting di Alexia Pacella lancia assieme all’artista il rycled e il rispetto dell’ambiente 

 

 

l’imprenditrice Alexia Pacella di Al.Va global Consulting
il modellista Marco Zanetti

La società Al.Va global Consulting di Alexia Pacella sta lavorando gomito a gomito con Marco Zanetti, un artigiano d’élite di Parabiago del mondo del calzaturificio e degli accessori per far partire un nuovo trend del riciclo dei tessuti attraverso  creazioni fatte con materiali in disuso , un sodalizio vincente e anche di salvaguardia dell’ambiente.

Tu sei un vero e proprio artigiano io direi un Self made Men in Italy a livello di calzaturificio?                                                                                                     Assolutamente sì

La tua è una scarpa d’autore? E perché la definiresti tale?                            L’artigianato pure perché nasce da una cultura calzolaio dal 1942 quando iniziò mio padre ed io sin da piccolo al suo fianco ho imparato tutti i segreti del mestiere. Dall’inizio alla fine, cioè creare un prodotto manuale che parte dalla costruzione, dal taglio della pelle dalla cucitura. Quindi sostanzialmente come dipingere un quadro. E’ una cosa che sostanzialmente non esiste più ritengo che sia il futuro sotto certi aspetti perché chi ha questo patrimonio non deve lasciarlo scappare, chiaramente è di nicchia, perché non è come una volta che l’artigiano vendeva le scarpe a due lire. Però l’artigiano quello vero è giusto che si faccia pagare. Per cui il nostro progetto è quello. Anche perché c’è tanto lavoro dietro.

Quali sono le componenti per definirla una vera Artigian class? L’artista, il modellista che compone questo che io chiamo oggetto del desiderio che può essere una scarpa come una borsa o un abito deve essere in grado al 100% di realizzarlo manualmente, dall’inizio alla fine. ed il valore aggiunto è proprio questo. Perché molti artigiani di oggi o imprenditori non sono in grado, ovvero costruire una scarpa. La devono prendere in mano in 20 persone per poterla realizzare. Mentre il sottoscritto la costruisce personalmente, proprio io con le mie mani. Non ho bisogno di aiuti.

Qual’è l’aneddoto che hai ricevuto da parte di un uomo o di una donna, una richiesta particolare?

Mi chiedono cose che non ha nessuno. Per esempio per una donna, una decolletè arancione tacco 100. Io devo creare questo oggetto con quei dettagli che in commercio non si trovano che potrebbero essere un disegno, un foro , le iniziali. Invece l’uomo richiede un materiale, un colore più classico, tanti per esempio mi danno il tessuto dell’abito del nonno di persone a loro care e di farne poi una creazione.

Laddove la tua esperienza ritiene che la richiesta sia un po’  kitsch come ti comporti?

Io do un consiglio perché non deve cadere né scadere il mio prodotto. Deve essere sempre di qualità e non deve essere ridicolo. Per cui se una persona mi richiede una cosa che non si adatta al mio stile io non faccio proprio. Quindi chiederò alla persona di ovviare e di optare per un altro stile e per il 100% dei casi mi danno sempre retta, seguono il mio stile.

Con quali materiali costruisci i tuoi gioielli da passeggio, se così possiamo definirli?

Guarda dai materiali più pregiati a quelli più umili. Non a caso quelli riciclati, ossia tessuti, un jeans vecchio, un qualsiasi cosa che faccia parte della storia della persona e della sua famiglia. E che posso apporre sulla borsa sull’abito o sulla scarpa che vado a creare.

Cosa ti differenzia dalla massa, relativa al mercato odierno? 

La personalizzazione, è questo il valore aggiunto, riterrei che l’appeal e il trucco sta proprio in questo sul modo di essere della persona che vuole rappresentarsi attraverso una scarpa, una borsa e laddove posso do dei consigli anche su come abbinare le mie creazioni con gli abiti che andranno ad indossare. Lo stile non sta nel fatto di vestire Prada, Gucci o maison importanti ma sta anche nel saperlo indossare, nel saperlo calzare e in questo c’è tanto del mio apporto e del mio lavoro. Il mio occhio guarda oltre e di questo ne sono fiero. Ma non lo dico per presunzione ma perché so quello che faccio e come lo faccio!

Devo anche istruire su come indossare un mio prodotto, degli altri sinceramente non me ne frega nulla. Io se posso permettermi mi definirei un coach  dell’ abbigliamento. Perché se tu indossi un mio prodotto e poi non lo sai vestire, non lo sai portare e lo abbini in maniera sbagliata cadi nel ridicolo, e io non voglio che i miei gioielli vengano indossati in maniera sbagliata. L’arte è anche in questo punto, anzi soprattutto in questo!

La società Al.Va global Consulting di Alexia Pacella sta lavorando con te per far partire questo nuovo trend del riciclo dei tessuti attraverso le tue creazioni fatte con materiali in disuso , un sodalizio vincente e anche di salvaguardia dell’ambiente. Ci puoi dire la tua a riguardo?

Rispetto a questo io ti dico che è il futuro. Recycled o il riciclato, ma il nasce nel 2020, nell’anno del covid per capirci. Io ho il mio concetto di riciclato, noi esseri umani in questo momento abbiamo bisogno di riciclarci per il momento storico un po’ duro, un po’ tosto che stiamo vivendo e quindi è il caso di rimetterci in gioco di rinnovarci non essere quindi etichettati alla massa e di differenziarci dall’impostazione che ci vogliono dare.

Quindi il matrimonio di marketing, trend e l’innovazione del riciclo con Al.va global Consulting   di Alexia Pacella è sicuramente di grande supporto alla nostra idea che ci porterà a fare cose innovative e di sicuro successo.