Scene apocalittiche si susseguono sulla Pontina ed il mondo politico tace

di Antonella Bonaffini
Si cercano forme di vita sugli altri pianeti, si lascia la gente morire sul pianeta terra. Giornata da dimenticare quella del 5 novembre e che ieri ha coinvolto i pendolari che, ogni santo giorno, su quella che è ormai chiamata la Strada Maledetta, sono stati costretti a spegnere i motori per ben cinque ore. Tutto inizia nel primo pomeriggio, quando un mezzo pesante riesce a perdere per quasi due chilometri una grossa quantità di letame, che inesorabilmente invade parte della carreggiata. Gli interventi sembra siano stati tempestivi ma a ripulire la strada, pare proprio non si riesca. Alle ventuno, l’asfalto è ricoperto di polvere bianca ma si riesce finalmente a transitare e per ben tre chilometri, l’incubo sembra essere finito. A Castel Romano tutto si ferma di nuovo e le scene di disperazione questa volta non fanno sconti a nessuno. Ancora una volta tutti incolonnati, ancora una volta tutti fermi. La gente urina per strada, le macchine si arrestano perché prive di carburante, il nervosismo è palpabile. Il transito continuo di pattuglie della polizia e di ambulanze fa subito intuire che qualcosa di grave deve essere accaduto. Si scoprirà che un mezzo che trasportava cavalli ha preso fuoco in piena carreggiata. Si ricomincia a transitare alle ventuno e quaranta. Un film dell’orrore vissuto in diretta, sposando la consapevolezza di non potersi in alcun modo salvare. Ma è veramente concepibile che il disagio che da anni colpisce chi è costretto a percorrere la Pontina non sia stato mai oggetto di interesse da parte dei nostri politici? Si pensa a costruire il tanto conclamato Ponte sul mare, dimentichi del fatto che da decenni c’è una strada pericolosissima, sprovvista persino di una sufficiente illuminazione, una strada che ha accolto migliaia di morti, e che vede la gente uscire da casa alle sei per farvi ritorno alle dieci e mezzo della sera. Semplicemente per andare a lavorare!!! Forse, e dico solo forse, qualcuno dovrebbe realmente interessarsi al problema. Ieri, intorno alle fiamme, c’erano centinaia di macchine, camion che transitavano nella direzione opposta, eppure, li dove l’incendio non fosse stato domato, vi assicuro che nessuno avrebbe avuto la possibilità di potersi salvare Fissare delle priorità basiche, ritengo debba essere l’obiettivo di ogni classe politica che si rispetti, ma che soprattutto, si possa definire tale, eppure, qualcosa mi dice che quella maledetta strada continuerà a partorire le sue vittime, nella convinzione che il livello di tolleranza dei pendolari possa ancora crescere e che, come sempre, nessuno verrà mai chiamato a risponderne.






