Intervista all’ex sindaco Antonio Terra che ha presentato ricorso contro il provvedimento di incandidabilità

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Antonio terra

“HO GOVERNATO AD APRILIA PER TANTI ANNI E HO AGITO SEMPRE NELL’INTERESSE DELLA CITTA’”

“Sono fiducioso nell’operato della magistratura che saprà far luce sulla verità dei fatti”

di Riccardo Toffoli

“Al netto dei tanti Mi Manda Picone, ritengo di aver sempre agito nell’interesse della mia città e della comunità che mi ha dato fiducia”. Così commenta l’ex sindaco Antonio Terra. Anche lui presenta ricorso in appello contro la decisione del tribunale di Latina di applicargli il provvedimento di incandidabilità per un turno elettorale. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Perché ha deciso di proporre appello?
“Perché ritengo che tutta la vicenda non abbia motivazione. Non viene esposto un percorso logico e argomentativo in virtù del quale mi è stata inflitta questa sanzione che considero pesante. C’è il tentativo, questo sì, di accollarmi azioni e atteggiamenti altrui, che tra l’altro non fanno parte della mia persona né della condotta che ho avuto come Sindaco. Ma è un tentativo che non ha alcun fondamento. Né tanto meno c’è stata continuità amministrativa, come più volte si legge nelle relazioni, tra la mia amministrazione e quella successiva a guida Principi. Tutti sanno com’è andata, tutti sanno che ero consigliere di minoranza e abbiamo fatto un’opposizione molto dura al governo Principi. Principi è uscito dalla maggioranza nel 2022 e nel 2023 si è candidato sindaco di una compagine politica a cui ci siamo opposti in campagna elettorale e successivamente in amministrazione”.

Però la maggior parte degli addebiti fanno riferimento al periodo in cui Principi era suo vicesindaco…..

“Ognuno risponde per il proprio operato e per quello che ha detto e riferito. Sulle eventuali vicende amministrative, dobbiamo ancora capire dove abbiamo sbagliato. Non mi risulta che i nostri dirigenti, ad esempio, a suo tempo, abbiano mai affidato lavori a società iscritte nella black-list delle Prefetture”.

Lei è però indagato per la vicenda del trasporto pubblico locale?

“Sì. Ma vorrei ricordare che sono ancora indagato. A circa sette anni dai fatti contestati, attualmente sono solo indagato, non è partito alcun processo. Questa è la mia posizione all’interno dell’indagine e nonostante ci siano capi d’imputazione ben più nutriti ai danni di altri, ho avuto lo stesso loro provvedimento di incandidabilità mentre c’è chi continua a ricoprire gli stessi incarichi anche nella gestione commissariale del Comune e per l’ex assessore Caporaso è stata accertata l’insussistenza di elementi per il provvedimento d’incandidabilità, e di questo ne sono assolutamente contento. Per questi motivi ho presentato ricorso. Nel merito vorrei precisare alcune cose. Tra l’altro è sotto gli occhi di tutti che quella gara e quell’appalto non sono stati mai messi in discussione e ad oggi la ditta aggiudicatrice continua a gestire il servizio in base a proroghe. Al netto dei Mi Manda Picone, questa è la situazione. Era necessario bandire una nuova gara poiché, come anche scritto in vari articoli della stampa di allora, il servizio di trasporto pubblico locale aveva goduto di inspiegabili proroghe per ben 20 anni”.

Una corposa valutazione riguarda la mancata costituzione di parte civile del Comune. Che dice a riguardo?

“E’ una vicenda assurda. Il Comune si è costituito parte civile in quel provvedimento e lo abbiamo dimostrato in tutte le sedi con la produzione della delibera. Le condanne sono state inflitte anche per il risarcimento al Comune di Aprilia di 25 mila euro proprio grazie alla nostra costituzione in giudizio. Quindi nonostante qualcuno si sia speso in modo contrario, il Comune si è regolarmente costituito”.

Tra le situazioni, emerge quella delle zone F1. Si ritiene estraneo?

“Come amministrazione approvammo una delibera di indirizzo politico al fine di richiedere al Dirigente del settore di effettuare una ricognizione delle aree non edificate in tali zone ed effettuare così una doverosa ricognizione delle condizioni. La delibera contestata dai commissari, è un’altra: è stata posta ai voti nell’amministrazione Principi. E io ho votato palesemente contro perché la delibera proposta dall’amministrazione Principi modificava l’impostazione della mia precedente e delegava la giunta a determinare le scelte. Votai contro proprio perché ritenevamo illegittimità tale facoltà e la contestammo duramente in Consiglio comunale”.

Quindi si reputa completamente estraneo ai fatti contestati?

“Ho governato Aprilia per tanti anni e credo di aver sempre agito negli interessi della città. Non ritengo giusto un provvedimento così pesante e sono fiducioso nell’operato della magistratura che saprà far luce sulla verità”.