Il Ministro della Cultura risponde a Claudio Fazzone sulla “campagna romana” e sul “giallo” delle misure di salvaguardia fatte decadere il 2 febbraio
Il Comune di Aprilia avrebbe preso l’impegno con la Soprintendenza di presentare una nuova perimetrazione sulla base delle osservazioni presentate. Ma gli elaborati sono arrivati solo 12 giorni dopo la decadenza delle misure di salvaguardia

di Riccardo Toffoli
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli sulla decadenza delle misure di salvaguardia della “campagna romana” di Aprilia: “Il Comune si era reso disponibile a proporre una nuova perimetrazione capace di rivedere i confini alla luce delle osservazioni presentate. Tali elaborati sono, tuttavia, pervenuti alla Soprintendenza, per le vie brevi, solo in data 14 febbraio 2025, quando le norme di salvaguardia risultavano decadute”. Giunge ora la risposta del Ministro della Cultura Alessandro Giuli all’interrogazione del senatore Fi Claudio Fazzone, in merito alla decadenza delle misure di salvaguardia della “campagna romana”, quando era in fase di conferenza dei servizi regionale il progetto di discarica a Sant’Apollonia, sito inserito nel piano delle tutele. La storia è nota. Nel dicembre 2023 l’amministrazione comunale aveva deliberato di avviare il procedimento per dichiarare “campagna romana” il territorio nord di Aprilia per circa 2.200 ettari. La Sovrintendenza si è dichiarata ben disposta a recepire il progetto e ha rimandato per la pubblicazione al Comune di Aprilia il progetto che, nel frattempo, veniva esteso a ben 4.000 ettari. In questi era compreso anche il sito di Sant’Apollonia dove era stato presentato il progetto di discarica. A causa delle numerose osservazioni pervenute, la Soprintendenza non è riuscita a completare l’iter nei tempi previsti dalla legge. La Regione Lazio ha, infatti, subito detto che la nuova proposta di deposito di rifiuti, in fase di conferenza dei servizi, a Sant’Apollonia, sito inserito nella “campagna romana”, aveva importanza “strategica” per il ciclo dei rifiuti della Regione. Anche il commissario prefettizio Paolo D’Attilio presentò delle osservazioni per escludere i nuclei abitati, le aree industriali e il parcheggio di Campoleone. Insomma situazioni complesse che la Soprintendenza ha detto di valutare con attenzione ma che hanno tardato l’approvazione definitiva. Il 2 febbraio sono cadute le misure di salvaguardia, senza l’approvazione di un provvedimento definitivo e in due mesi la Regione Lazio ha approvato il progetto di discarica a Sant’Apollonia. Il provvedimento definitivo del Ministero della Cultura di approvazione della “campagna romana” apriliana è arrivato solo il 31 luglio scorso. In merito Claudio Fazzone aveva presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura. Giuli ha risposto molto dettagliatamente e ha fatto emergere un dato che aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda. Dopo la presentazione delle osservazioni, la Soprintendenza avrebbe contattato il Comune, in particolare l’ufficio urbanistica. Il Comune avrebbe preso l’impegno di presentare i nuovi elaborati sulla base delle osservazioni presentate. Ma questi elaborati sono arrivati sul tavolo della Soprintendenza solo il 14 febbraio, a misure di salvaguardia decadute.
“IL VINCOLO NON CONGELA UNO STATO DI FATTO MA GOVERNA LE MODIFICHE”
“Il vincolo denominato “campagna romana” –ha detto Giuli- interessa una porzione di ben 4.000 ettari, investendo un’ampia area del territorio apriliano, nella quale è compresa anche l’area interessata dal progetto del deposito di rifiuti della società Frales. La proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico non è da intendersi quale strumento atto a congelare uno stato di fatto, quanto invece come strumento utile a governare le modifiche (fisiologiche e necessarie) del territorio in accordo con i caratteri di interesse paesaggistico riconosciuti. Giova inoltre ricordare che il vincolo paesaggistico ha la sua ragione d’essere in quanto collegato ai caratteri paesaggistici del territorio. Non possono rilevare questioni ambientali (intendendo con questo termine ciò che è legato al clima, all’ecologia, all’inquinamento, eccetera), se non per le ragioni eventuali in cui questi ultimi possano influire sulla qualità del paesaggio. Nel caso specifico il tema del deposito dei rifiuti andava valutato per la sua capacità o meno di inserirsi nel paesaggio, non certo in maniera ideologica o apodittica per il sentimento di detrimento ambientale che induce”.
“IL COMUNE HA PRESENTATO I NUOVI ELABORATI SOLO IL 14 FEBBRAIO (A MISURE DI SALVAGUARDIA DECADUTE)”
“Il delegato della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina –continua Giuli- nel corso delle sedute della conferenza dei servizi ha inteso constatare fatti oggettivi, che di seguito si richiamano: 1) non erano, in quel momento, pervenute le integrazioni richieste prima della seduta e, pertanto, non era possibile valutare compiutamente la compatibilità dell’intervento; 2) stante l’efficacia delle misure di salvaguardia, il progetto non poteva essere considerato conforme alla normativa vigente, in quel momento. Non sono state, pertanto, espresse opinioni o giudizi di merito sull’intervento. Nella seconda riunione della seconda seduta di conferenza di servizi, tenutasi l’11 marzo 2025, il delegato della Soprintendenza si è limitato a constatare che erano decadute le norme di salvaguardia e che, pertanto, l’area non era più sottoposta al regime di vincolo. Nell’ambito della stessa riunione, la Soprintendenza ha affermato quanto segue: “Si è proceduto a riscontrare le osservazioni che chiedevano la revisione del perimetro del vincolo essendo un’area molto vasta e tale revisione comporta molto tempo. Il MiC ha intenzione di avviare nuovamente la procedura per l’imposizione del vincolo e all’uopo sta coinvolgendo l’area pianificazione paesaggistica regionale e il Comune di Aprilia al fine di addivenire ad un regime vincolistico che non abbia vizi di sorta e problematiche gestionali”. L’affermazione riportata è frutto di una serie di interlocuzioni per le vie brevi con il settore urbanistica del Comune di Aprilia che, sebbene avesse concordato con la Soprintendenza il perimetro del vincolo inizialmente pubblicato, ha successivamente espresso perplessità su una serie di aree interessate da piani di recupero dei nuclei ex abusivi intercluse all’interno del perimetro, per le quali l’approvazione del vincolo avrebbe potuto creare problemi nell’attuazione di opere di riqualificazione. Pertanto, a completamento delle osservazioni inviate dal Comune, nei termini, l’ufficio comunale si era reso disponibile a proporre una nuova perimetrazione capace di rivedere i confini, che risultasse più coerente con le previsioni pianificatorie già definite. Tali elaborati sono, tuttavia, pervenuti alla Soprintendenza, per le vie brevi, solo in data 14 febbraio 2025, quando le norme di salvaguardia risultavano decadute”.
“LA SOPRINTENDENZA HA EMESSO IL PROPRIO PARERE NEGATIVO”
“In concomitanza della terza e ultima seduta di conferenza di servizi, -spiega il Ministro- la Soprintendenza ha emesso il proprio parere negativo, motivandone le ragioni con l’incompatibilità del progetto rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti nell’area e alla base della proposta di dichiarazione, esplicitando, al contempo, come previsto dalla legge n. 241 del 1990, le possibili condizioni per il superamento del dissenso”.
Il Ministro Giuli ha quindi, parlato anche della bonifica dell’ex discarica di Sant’Apollonia per la quale erano stati stanziati 14 milioni di euro di fondi Pnrr. La situazione del rischio della perdita dei finanziamenti era emersa in diverse altre occasioni. Il Ministro si limita a riferire che la Regione aveva chiesto il subentro al Comune di Aprila per l’attuazione dell’intervento e che il Ministero aveva risposto indicando quale fosse la procedura da attuare.






