
C’erano la Fontana di Trevi, il fascino di Anita Ekberg e le donne che hanno reso immortale l’immaginario della Dolce Vita. Oggi, a distanza di oltre sessant’anni, le silhouette morbide sembrano tornare protagoniste, spinte anche dai social e da un nuovo ideale di femminilità. Ma si tratta davvero di una conquista o dell’ennesimo stereotipo destinato a cambiare? Lo abbiamo chiesto ad Assia Penta, scrittrice che nei suoi romanzi Una curvy in una jungla, Tre donne, Attimi di follia e Amarsi dopo il caos ha fatto della rinascita femminile, dell’accettazione di sé e del superamento dei pregiudizi il cuore della sua narrazione.
Nei suoi libri il mondo femminile è sempre al centro. Quanto il tema del corpo e dell’accettazione di sé attraversa la sua produzione letteraria? – «È uno dei temi che mi stanno più a cuore. In Una curvy in una jungla ho raccontato il body shaming e quanto il giudizio degli altri possa ferire una donna. In Tre donne e Attimi di follia ho voluto dare voce a protagoniste che cercano di liberarsi da paure, relazioni tossiche e condizionamenti. In Amarsi dopo il caos, invece, il messaggio è ancora più forte: la rinascita parte sempre dall’amore per sé stessi.»
Guardando alle immagini della Dolce Vita, con Anita Ekberg e le grandi dive del cinema, sembra che oggi stia tornando quel modello di femminilità. È d’accordo? «Dal punto di vista estetico sì, perché le curve sono tornate a essere apprezzate. Ma non dobbiamo dimenticare che allora, come oggi, esisteva un ideale di bellezza a cui conformarsi. Cambia la moda, non sempre cambia la mentalità.»
Quindi il rischio è che si sostituisca uno stereotipo con un altro? – «Esattamente. Prima veniva esaltata la donna dalle forme morbide, poi quella estremamente magra, oggi si torna alle curve. Ma una donna non dovrebbe mai sentirsi adeguata o inadeguata in base alla moda del momento.»
Che ruolo hanno i social in questa trasformazione? – «Enorme. Oggi ogni immagine viene amplificata e spesso alterata. Si rischia di inseguire modelli irrealistici dimenticando che la vera bellezza nasce dall’autenticità.»
Qual è il messaggio che vuole lasciare alle sue lettrici?- «Vorrei che imparassero a guardarsi con più dolcezza. Le mode passano, l’autostima resta. Nessun canone estetico dovrebbe essere più importante della serenità con cui una donna vive sé stessa.»
La riflessione- Da sempre Assia Penta racconta donne che imparano a liberarsi dai giudizi e a ritrovare la propria forza. E anche il ritorno delle curve, che richiama le icone della Dolce Vita, diventa l’occasione per una riflessione più ampia: la vera evoluzione non sarà il ritorno di un canone estetico, ma il giorno in cui ogni donna potrà sentirsi libera di essere sé stessa, senza dover rincorrere l’approvazione della società.







