Si è spento dopo una lunga malattia Giorgio Nardinocchi, corrispondente da Aprilia de Il Messaggero e Direttore per 22 anni di LibEtà della Spi Cgil
L’ex caporedattore Coppola: “Stimato e ottimo professionista”. Il fratello Roberto: “Ha ereditato il talento della scrittura dalla nonna”

di Riccardo Toffoli
Ciao Giorgio, amato e stimato scrittore delle pagine di vita quotidiana di Aprilia. Se n’è andato con una discrezione esemplare, segno distintivo di tutta la sua vita, familiare e professionale. Giorgio Nardinocchi aveva compiuto i 74 anni. Dopo una lunga malattia, era stato ricoverato presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dove si è spento il 29 ottobre scorso, lasciando tutti increduli, in una città che per 30 anni lo ha letto quotidianamente descrivere la cronaca della città di Aprilia dalle pagine locali de Il Messaggero. E’ entrato nelle case degli apriliani negli anni ’80, con discrezione, un aspetto tipico del suo carattere che univa alla riservatezza e alla grande passione per il suo lavoro. “Era prima di tutto una persona perbene che intanto, oggi, non è scontato – ci ricorda l’ex caporedattore de Il Messaggero delle pagine di Latina Gaetano Coppola- era un ottimo e stimato professionista, la voce di Aprilia sulle colonne de Il Messaggero per 30 anni. Ha iniziato a collaborare con Il Messaggero prima che diventassi caporedattore. Successivamente, i rapporti sono diventati più stretti. Ci siamo sentiti per 30 anni, quotidianamente. Era nata una profonda stima che, con il tempo, si è trasformata in fiducia reciproca. Ha continuato a scrivere per alcuni anni dopo che andassi in pensione nel 2013. Aprilia perde una delle sue voci più storiche e importanti”.
LA FAMIGLIA: DA FIUME A MACOMER
Giorgio era l’ultimo di quattro fratelli, due dei quali sono prematuramente scomparsi. La famiglia viveva a Fiume, quando per le note vicende storiche, negli anni successivi alla guerra, è stata costretta a scappare e a rifugiarsi a casa del cugino della madre in Sardegna. “A Macomer, in provincia di Nuoro, avevamo un cugino di mamma che aveva un lanificio –ci ricorda il fratello Roberto- che ci ha ospitato. Questo cugino aveva anche un ristorante a Sabaudia, dove conserviamo dei ricordi preziosi. Questo cugino, Pietro Curatolo, divenne poi sindaco di Sabaudia dal ’56 al ’59. Ma in quegli anni, andavamo anche a Taranto dove un avo di nonna paterna era stato primo sindaco del Regno d’Italia”. Da Macomer, il padre indirizzò una lettera alla Simmenthal per cercare occupazione. Fu allora che il destino della famiglia Nardinocchi si legò alla città di Aprilia.
AD APRILIA
“Papà aveva saputo che la Simmenthal stava aumentando la produzione e stava assumendo. La fabbrica era a Monza e, così, ha scritto per essere occupato lì. Era non solo un mondo per tornare in Continente ma anche per riavvicinarsi al nord. La Simmenthal rispose, però, che aveva bisogno di personale nello stabilimento di Aprilia e così ci trasferimmo qui”. Era il 1950. Roberto aveva pochi anni, fece la prima elementare ad Aprilia alla Marconi. Giorgio nacque ad Aprilia, ultimo dei fratelli, il 1 marzo 1951. La famiglia Nardinocchi si può ben definire apriliana doc ed è stata un orgoglio per la città, per l’onestà, la professione, gli studi.
LA PASSIONE DELLO SCRITTORE
I più anziani ricordano bene la mamma di Giorgio. “Era una donna bellissima, insegnante, ha insegnato dopo la pensione anche alla Simmethal che offriva il doposcuola ai figli dei lavoratori e delle lavoratrici. Nonostante la morte del marito, ha fatto studiare i figli e li ha fatti crescere nei valori”. La ricordano in città tutti con affetto. Roberto ha studiato architettura ed è stato l’architetto “contemporaneo” della città: ha progettato piazza Roma, considerata da artisti del calibro di Luca Zevi o Luigi Gheno, come una delle più belle piazze italiane, ma anche sue sono ad esempio la scuola Arcobaleno, la biblioteca comunale, il monumento della campana civica, l’edificio della Banca Popolare. Giorgio, invece, si è laureato in sociologia a Trento. All’epoca la facoltà era una grande novità e a Roma neppure esisteva un corso specifico. “La passione per la scrittura – ci ricorda il fratello Roberto – era una eredità di famiglia. Giorgio scriveva molto bene. Dicevamo in famiglia che scrivesse come nonna. Lei scriveva benissimo. Io ad esempio non ero bravo come lui e infatti, ho preso una via più tecnica”.
DAL MESSAGGERO A LIBERETA’
Agli inizi degli anni ’80 ha iniziato a scrivere per Il Messaggero Latina e da allora è rimasto fino ad una decina di anni fa. Per 30 anni ha raccontato la città, dando voce ai personaggi, alla politica, alla cronaca, alzando il livello culturale della professione giornalistica apriliana. Fece parte di quella generazione dei giornalisti apriliani che seppero dare una svolta culturale alla professione, raccontando le vicende quotidiane con imparzialità, verifica delle fonti e credibilità. Insieme a lui ricordiamo il caro Gianfranco Compagno. Dalla fine degli anni ’90 e fino al 2019, per ben 22 anni, ha diretto LiberEtà, la rivista dello Spi Cgil. “Per lui la rivista era un vero vanto –ricorda Gaetano Coppola – lui seppe trasformare questo giornale da un semplice bollettino sindacale a un vero e proprio giornale. Ricordo che mi fece vedere com’era prima e come lo aveva realizzato, con grande soddisfazione. Ne era veramente orgoglioso”. La redazione della rivista ne ricorda la “grande capacità professionale e umana”. E ancora: “È stato tra gli artefici della sua trasformazione da bollettino sindacale a vero e proprio rotocalco per le famiglie”. Nel 2019 lasciò la direzione all’attuale direttore Giuseppe Mennella, per godersi la meritata pensione, ma ugualmente continuava ad inviare articoli, segno di una passione, quella per la scrittura, che non può mai spegnersi. Per anni Giorgio è stato anche direttore editoriale della casa editrice Ediesse, di proprietà della confederazione.
AD APRILIA: PRIMO UFFICIO STAMPA DEL COMUNE
Giorgio amava la sua città come tanti apriliani illustri e che hanno portato alto il nome di Aprilia per i loro studi e il loro impegno lavorativo e sociale. Di Giorgio non si può non ricordare l’impegno de “Il Corrispondente”, il giornale di Aprilia che fondò insieme ad altri storici giornalisti e letterati apriliani, per fornire una informazione libera ed indipendente dal potere economico e politico. Poi l’iniziativa tramontò per mancanza di fondi. Ma Giorgio Nardinocchi fu anche il primo ad abbozzare un modello di ufficio stampa nel Comune di Aprilia. Era Sindaco Luigi Meddi, nella prima giunta degli anni ’90. Nessuno fino ad allora mai pensò all’importanza di comunicare le attività dell’amministrazione comunale ai cittadini. Fu una vera e propria rivoluzione comunicativa per il Comune di Aprilia e anche su questo versante fu all’avanguardia. Giorgio lascia una moglie, Concetta, professoressa di lettere e una figlia, Lavinia che era il suo vanto. “Ne parlava sempre entusiasta per i suoi progressi lavorativi e per i suoi successi scolastici” – ci ricorda Gaetano Coppola. Lavinia è ricercatrice presso un’azienda farmaceutica. La redazione de Il Giornale del Lazio si stringe al dolore della famiglia per la perdita del caro Giorgio, voce indipendente della città di Aprilia e punto di riferimento indiscutibile in città per i valori di un giornalismo libero, sempre verificato e mai politicizzato.





