APRILIA – LA SOGEIM SUL PALAZZETTO DELLO SPORT: “IL COMUNE HA RITARDATO LA PRESA IN CARICO CON MOTIVAZIONI PRETESTUOSE”

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Dura lettera della ditta che ha costruito il palazzetto dello sport e che chiede al Comune di prendersene carico: “Non vogliono prenderlo”

“Ci è stata persino chiesta la convocazione della Commissione Provinciale di Vigilanza per i locali di pubblico spettacolo per il parere di agibilità dell’impianto sportivo. Cosa che deve fare il Comune”

di Riccardo Toffoli

La storia del palazzetto dello sport è lunga dal concludersi. Dopo le prime battaglie nei tribunali amministrativi, la Sogeim che ha costruito il palazzetto dello sport e ora vuole che il Comune se ne prenda carico, non è intenzionata a fare marcia indietro sulle sue posizioni. Nei giorni scorsi ha inviato una lunga nota stampa dove ha scritto punto per punto tutti i passaggi effettuati e ha posto l’accento sulla volontà del Comune di prendere in gestione un’opera che sicuramente sarà difficile da gestire.

AL TAR DI LATINA SI ENTRERA’ NEL MERITO

Con ordinanza del 26 febbraio scorso, il Consiglio di Stato aveva confermato la pronuncia del Tar di Latina e aveva dato ragione al Comune di Aprilia. La Sogeim srl, che ha costruito l’opera come compensazione del progetto edilizio “30 Stelle” di via Corroceto, dopo che da circa tre anni il palazzetto è bello che pronto, chiede ora al Comune di prendersi in mano la gestione. Dal canto suo, però, il Comune di Aprilia ha chiaramente risposto che non acquisirà il palazzetto a suo patrimonio se tutte le carte non saranno in regola, compreso l’esito positivo del collaudo. Soltanto che queste carte, fa notare Sogeim, non finiscono mai e quando si chiude una questione se ne apre un’altra. Sul tavolo infatti c’era il nodo dell’impianto antincendio, in particolare la pompa che è stata realizzata sotto terra mentre il Comune di Aprilia, indicando la normativa, vorrebbe in superficie. Si tratterebbe di un lavoro di massimo 30 mila euro, a fronte di un investimento del privato per 4 milioni di euro e che comunque, il Comune vuole sia fatto dal privato. Il privato, non condividendo l’impostazione e chiedendo invece che il Comune prenda in carico il palazzetto, si è rivolto alla magistratura amministrativa. Con prima ordinanza di dicembre scorso i giudici amministrativi di Latina respinsero la richiesta del privato e il 26 febbraio scorso anche il Consiglio di Stato. Ma la Sogeim non ha alcuna intenzione di retrocedere. Dopo aver fatto due nuovi passaggi con il Comune di Aprilia, accertato che l’impianto antincendio fosse a norma, di fronte all’ennesima richiesta del Comune, la convocazione della Commissione provinciale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, ha accelerato i tempi della discussione di merito al Tar di Latina e ha richiesto la fissazione dell’udienza nonché ha presentato motivi aggiunti. La parola passa di nuovo alla giustizia.

“L’IMPIANTO ANTINCENDIO E’ A NORMA”

Nel frattempo con una lunga nota stampa la Sogeim ha spiegato le sue ragioni, partendo dal progetto definitivamente approvato dalla giunta nel 2017 e nel 2018 con una serie di modifiche rispetto all’originario. Prima di tutto sulla capienza dei posti. Le modifiche sarebbero state concordate con gli uffici comunali e a seguito delle indicazioni fornite dalle commissioni che avevano recepito le istanze delle associazioni sportive. Così il palazzetto dello sport è diventato di dimensioni complessive sufficienti ad accogliere 2000 spettatori rispetto ai 1800 della convenzione originaria. Ma con una tribuna “mobile” di mille posti. Il piano di gioco occupa un’area più ampia di quanto sarebbe stato consentito dalla presenza di due tribune da 1800 spettatori, e dispone di una tribuna con una capienza di 1000 posti a sedere, con la possibilità di successivo ampliamento, in caso di necessità, a 2000 posti a sedere, mediante l’installazione di un’ulteriore tribuna temporanea con capienza di 1000 posti e con la riduzione dell’area di gioco. I lavori sono iniziati dal 2020 e sono terminati nel 2023. E secondo quanto denuncia la Sogeim, è proprio allora che sono iniziati i problemi. La nomina del collaudatore sarebbe avvenuta con venti mesi di ritardo, e il procedimento sarebbe durato eccessivamente con “nuove problematiche inesistenti”. Tra queste la Sogeim cita proprio la vicenda dell’impianto antincendio. Questione, fa notare la ditta, che sarebbe stata tirata fuori dal dirigente dell’Urbanistica Stefano Gargano, dopo che il collaudatore aveva chiuso il procedimento senza prescrizioni. Ma, sempre per Sogeim, questo non è un problema poiché i Vigili del Fuoco non hanno mai reso un parere di criticità poiché farlo superficialmente non sarebbe obbligatorio ma un semplice invito e soprattutto in questo caso ci sarebbero stati degli impedimenti tecnici. “Il 19 febbraio scorso –spiega Sogeim- si è svolto, come richiesto dal collaudatore, un incontro presso il Comando Provinciale di Latina dei Vigili del Fuoco, nel corso del quale il progettista dell’impianto antiincendio, Ing. Silvestrini, illustrava le caratteristiche tecniche dell’impianto e in particolare della pompa idraulica, perfettamente “a norma” e certificata, e pertanto veniva chiarita l’inesistenza di “criticità” o di carenze progettuali alle normative antiincendio. Peraltro, una sostituzione delle pompe installate, oltre a non essere necessaria per nessuna norma vigente, non sarebbe neppure tecnicamente possibile e comporterebbe una riprogettazione dell’impianto, con il posizionamento della riserva idrica fuori terra o l’installazione di una pompa interrata, soggetta al rischio di allagamento, trattandosi di zona posta a pochi metri da un fosso di competenza del consorzio di bonifica. In ogni caso, è opportuno chiarire che il nulla osta definitivo di sicurezza circa l’idoneità e l’agibilità dell’impianto sportivo può essere concesso dal competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco solo in sede di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che deve necessariamente essere richiesta dal gestore effettivo dell’impianto, e non dalla ditta costruttrice, e pertanto non può che seguire la presa in carico da parte del Comune e l’affidamento della gestione”.

IL BANDO PER LA GESTIONE BLOCCATO

Ma non è finita. Il 29 marzo il collaudatore scriveva alla Sogeim di ad avviare le procedure per la convocazione della Commissione Provinciale di Vigilanza per i locali di pubblico spettacolo per il parere di agibilità dell’impianto sportivo. Cosa che, secondo Sogeim, spetta al Comune una volta preso in consegna, per l’avvio dell’affidamento della gestione. La ditta denuncia ritardi anche per viabilità che avrebbe permesso di accedere al palazzetto. Un capitolo riguarda anche l’affidamento dell’opera per la gestione. Dopo l’avvio della procedura, il Comune l’ha fermata e non l’ha più ripresa. “Eì legittimo domandarsi –scrive Sogeim- per quale ragione il Comune abbia sospeso e infine rinunciato ad avviare la procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento a un soggetto esterno della concessione d’uso e/o di servizio dell’impianto sportivo da esso deliberata per ben due volte e non l’abbia mai più ripresa. In definitiva, da quanto sopra esposto, appare che gli Uffici comunali, pur avendo richiesto alla SOGEIM la realizzazione di un impianto sportivo di notevoli dimensioni e di non esiguo valore, in realtà abbiano avuto successivamente dei “ripensamenti” e non intendano assumere la presa in consegna dell’impianto per metterlo a disposizione della collettività”.