APRILIA – LA CORTE DEI CONTI GIUDIZIO PESANTE SUI BILANCI 2021-2024: “CRITICITA’ CONTABILI”. IL COMUNE E’ INCAPACE DI RISCUOTERE

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128 milioni di euro i crediti da riscuotere, per la gran parte mancati incassi di Imu e Tari. I magistrati avvertono: “Il mancato avvio delle attività di recupero può rappresentare danno erariale”. Tutti gli atti inviati alla procura

Lievitati tutti i fondi di accontamento che per la Corte non sono ancora sufficienti. Circa un milione e mezzo da reperire nel bilancio comunale. Si aspetta una manovra finanziaria delle commissarie. Dove si taglierà?

14 milioni di euro di debiti fuori bilancio accertati in un quadriennio. La spada di Damocle del lodo A.ser che potrebbe pesare per 32 milioni di euro sulle casse comunali

Tutti i dettagli di una relazione nata a seguito dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose

di Riccardo Toffoli

La Corte dei Conti: “presenti nei bilanci comunali criticità contabili con riferimento agli aspetti concernenti la sana gestione finanziaria”. La sezione regionale di controllo composta dai magistrati Stefano Siragusa (presidente), Pasquale Angelosanto e Matteo Santucci, esaminano i bilanci del Comune di Aprilia dal 2021 al 2024, partendo dal 2019 secondo la Corte, l’anno in cui il Comune di Aprilia registra un maggior disavanzo di amministrazione. L’analisi arriva in un contesto già delicato: il Comune è stato sciolto nel 2025 per infiltrazioni della criminalità organizzata, dopo le precedenti dimissioni in massa del consiglio comunale a seguito dell’inchiesta “Assedio” portata avanti dall’antimafia e la nomina di una commissione straordinaria. Sono queste le premesse per le quali si è mossa la magistratura contabile che ora ha inviato tutto l’incartamento alla procura, per gli eventuali procedimenti di responsabilità erariale. Tra le più gravi criticità rilevate c’è l’incapacità del Comune di Aprilia di riscuotere i tributi. Sono 128 milioni i crediti vantati che il Comune di Aprilia inserisce nel bilancio, per la maggior parte soldi di mancati incassi di Imu e Tari. A questi mancati incassi, si aggiunge il milionario fondo crediti di dubbia esigibilità, che, come già vedevamo nello scorso numero, supera i 75 milioni di euro. È un fondo di soldi accantonati dal Comune che dovrebbe offrire il paracadute nel caso in cui questi “crediti” non dovessero essere più riscossi. Ma, fa notare la Corte, nonostante l’entità enorme del fondo, ben 75 milioni di euro, tra un contenzioso importante e alcune situazioni non inserite, ci sarebbero ancora da accantonare un altro milione e mezzo circa di euro. Proprio sulla mancata capacità del Comune di riscuotere il collegio dei magistrati avverte: “possibili profili di responsabilità erariale”. Sul fronte del contenzioso, pensa ancora il lodo A.ser. La sentenza di primo grado aveva optato per una compensazione tra crediti vantati e il debito del lodo del 2007. L’ex società privata di riscossione, la Tributi Italia, però ha presentato appello e l’udienza è stata fissata il 10 settembre prossimo. Ballano sulle casse comunali 32 milioni di euro. Non meno pesante la situazione dei progetti finanziati con il Pnrr. La magistratura contabile evidenzia come su 64 progetti attivati solo 10 sono stati completati, con ritardi e criticità evidenti per diversi interventi. La magistratura conclude la lunga disanima con una serie di correttivi che il Comune di Aprilia deve recepire, pena il blocco della capacità di spesa oppure addirittura l’attivazione della procedura di dissesto guidato. I nodi sono tanti perché non è facile attivare strategie per recuperare evasione ed elusione, in tempi stretti anche se gli stessi magistrati ammettono che la direzione avviata dalla commissione straordinaria è corretta. E ci sono almeno un milione e mezzo di euro in più da congelare. Dove si prenderanno? Cosa si taglierà? Sarà la prossima sfida delle commissarie che sicuramente dovranno presentare una manovra finanziaria correttiva. Poi c’è l’incognita dei possibili procedimenti per danno erariale che dovrà valutare la procura della Corte dei Conti. Ma ora vediamo in dettaglio le contestazioni della magistratura contabile.

I MOTIVI DEL CONTROLLO E IL PRECEDENTE DEL 2020

Il bilancio del Comune di Aprilia è sotto le lenti d’ingrandimento della magistratura contabile da anni. Il 10 settembre 2020 era già uscita una prima determina della sezione regionale di controllo, collegio dei magistrati composto da Roberto Benedetti (presidente), Alessandro Frollani, Carla Serbassi (consiglieri), Ottavio Caleo (referendario) e Marinella Colucci (refendario relatore). Le risultanze furono una determinazione di 33 pagine che spulciava i bilanci comunali dal 2015 al 2018. Nel mirino del collegio l’enorme disavanzo che il Comune si era impegnato a risanare: ben 48 milioni 673 mila 147 euro e 83 centesimi. il Consiglio comunale aveva approvato il consuntivo 2019 certificando circa 28 milioni di euro di debito aggiuntivo. L’assessore alle finanze era allora Lanfranco Principi che parlò di un “disavanzo meramente contabile” determinato da nuove norme che hanno rivoluzionato il metodo di conteggio dei fondi di accantonamento. Sul piatto dell’indagine anche allora i residui attivi, il contenzioso A.ser e soprattutto la Multiservizi. L’azienda municipalizzata era finita ad agosto del 2014 nella relazione del commissario Carlo Cottarelli ed era nella lista nera delle società più “in rosso” d’Italia con un disavanzo accumulato negli anni di 10 milioni di euro circa. Allora emerse anche lo sforamento dei tempi di pagamento che per il 2019 erano addirittura aumentati a 85 giorni di media. Il nuovo controllo della sezione della Corte dei Conti prende in esame i bilanci dal 2021 al 2024, giunte Terra e Principi, e parte proprio dal 2019, ossia da dove era rimasta la prima determinazione della magistratura contabile. Tra i motivi, ovviamente, lo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazioni mafiose e la necessità di verificare da un punto di vista contabile, quanto scritto dalla commissione d’accesso, ossia l’emersione di “forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”.

BILANCI FORMALMENTE IN EQUILIBRIO MA DIFFICOLTA’ NELLA RISCOSSIONE E ACCANTONAMENTI INSUFFICIENTI

Dal punto di vista contabile, i dati mostrano risultati di competenza positivi nel 2023 e nel 2024, segno di un apparente equilibrio. Tuttavia, gli equilibri complessivi risultano negativi, evidenziando fragilità nella sostenibilità reale dei conti. Tra le criticità riscontrate la crescita esponenziale dei residui attivi che passa dai 64 milioni circa certificati nel 2019 e sui quali già all’epoca il collegio dei magistrati evidenziava criticità, ai 128 milioni circa del 2024. Per conseguenza l’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità passa dai 31 milioni circa del 2019 ai 75 milioni circa del 2024. Dei 128 milioni di euro, quasi 72 milioni sono riconducibili ai mancati incassi dei tributi e per questi: “l’accantonamento operato è quasi integralmente riconducibile alle poste “ICI-IMU” e alla “TARI”, ordinaria e recupero, che complessivamente comprendono circa il 97% dell’accantonamento”. Nonostante l’entità degli accantonamenti, per la corte il fondo è ancora sottostimato. “L’individuazione dei crediti di dubbia e difficile esazione –tuona la magistratura contabile- non può essere rimessa alla libera discrezionalità dell’ente, ma va effettuata nello scrupoloso rispetto di quanto previsto dal principio contabile applicato e deve essere puntualmente motivata”. Tocca trovare un milione di euro per coprire i crediti “impropriamente esclusi”. Altri 230 mila circa sono da recuperare per il fondo anticipazione di liquidità. Dove si trovano un milione e mezzo di euro in un bilancio già così indebitato? È la prima sfida delle commissarie.

LA PIAGA DELLE MANCATE RISCOSSIONI: UN ELEMENTO DEI COMUNI SCIOLTI PER MAFIA
IL MONITO DELLA CORTE: “IL MANCATO AVVIO DI ATTIVITA’ DIRETTE AL RECUPERO COATTIVO POTREBBE INTEGRARE PROFILI DI RESPONSABILITA’ ERARIALE”

Il 1 maggio 2025, uscì un articolo sul Sole 24 Ore, nel quale il giornalista presentava un algoritmo in grado di predire il rischio di infiltrazioni mafiose in un Comune. L’algoritmo era stato realizzato dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Tra gli indici di allerta ci sono i dati sul bilancio: “dove c’è criminalità organizzata le casse comunali si svuotano. Da un lato l’amministrazione si paralizza o chiude un occhio, evitando di riscuotere da amici e solidali. Dall’altro i cittadini smettono di pagare se sanno che i soldi finiscono in mani sbagliate”. Non c’è alcuna indicazione in tal senso nella determinazione della Corte dei Conti, quindi nessuna delle precedenti cause può essere addebitata, ma in merito il collegio dei magistrati evidenzia la grande difficoltà del Comune di Aprilia ad incassare. È una piaga che si riconcorre da più di un decennio e che nonostante i moniti della magistratura contabile già evidenziati nel 2020, è andata peggiorando negli anni. La Corte cita un passaggio della relazione di scioglimento del Comune di Aprilia: “Analoghe criticità sono state riscontrate nella gestione delle entrate tributarie e dei canoni concessori, rispetto alla quale è stata segnalata una diffusa approssimazione che ha contribuito a creare i presupposti di una condizione finanziaria delicata, in parte attribuibile anche all’insussistenza di un meccanismo di controllo esterno che consentisse di verificare l’effettivo pagamento delle entrate comunali da parte dei contribuenti, situazione ben nota ai vertici politici e burocratici che si inserisce in un contesto caratterizzato da sacche di grave evasione”. Il totale dei residui attivi è esorbitante: 128 milioni di euro. Sono duplicati in quattro anni. “Circa la capacità di riscossione dei residui attivi, i dati contabili evidenziano, sia per le entrate tributarie sia per quelle extratributarie, risultati non soddisfacenti; tale criticità – peraltro oggetto di rilievo già con la deliberazione n. 74/2020/PRSE di questa Sezione di controllo – ha evidenti ripercussioni sulla consistenza del FCDE, accantonamento che, in sede di rendiconto 2024, dà copertura a circa l’86% dei crediti afferenti alle entrate proprie dell’Ente, valore che sale a circa l’89% considerando i soli residui afferenti alle entrate extratributarie”. “Le gravi criticità registrate dall’Ente nella capacità di riscossione delle entrate proprie –tuona la corte- hanno avuto evidenti ripercussioni sulla mole dei residui attivi conservati a rendiconto, in particolare per quelli afferenti alle entrate tributarie, che nel quadriennio sono passati da euro 48.278.185,00 (2021) ad euro 71.940.276,78 (2024), con i conseguenti, già evidenziati, effetti espansivi sulla consistenza del FCDE”. E infine mette nero su bianco: “Sul punto, per completezza, si evidenzia che il mancato avvio di attività dirette al recupero coattivo di crediti dell’Ente potrebbe integrare profili di responsabilità erariale”.

CONTENZIOSO: LA SPADA DI DAMOCLE DEI 32 MILIONI DI EURO DEL LODO ASER

La commissione straordinaria ha chiuso il contenzioso con la Regione per le utenze idriche, con un accordo per 3 milioni e mezzo di euro circa, ma la relazione sulla situazione dei contenziosi in essere al 31 dicembre 2024 fa emergere un’esposizione potenziale complessiva di circa 4 milioni di euro. La Corte però rileva come il fondo di accantonamento rischi, dovrebbe tener conto anche di altri contenziosi pendenti, tra cui gli eventuali risarcimenti per la viabilità stradale anche se coperti da assicurazione in caso di superamento dei massimali di copertura, le spese legali per i contenziosi tributari contro gli accertamenti in caso di soccombenza. Non viene quantificata una cifra precisa, ma c’è solo un’indicazione generale. Nella relazione del contenzioso pesa come un macigno il contenzioso A.ser. Un contenzioso che si trascina dal 2012 e che ha visto il Comune da una parte vedersi riconoscere crediti per quasi 80 milioni di euro (ricordiamo tutta la vicenda dei mancati versamenti dei tributi andata a finire su tutti i giornali nazionali) e dall’altra parte essere condannato al pagamento del “lodo” per circa 32 milioni di euro. Con la sentenza di primo grado del 2024, sembrava che la tegola del lodo A.ser fosse stata scampata. I giudici optarono per una compensazione tra crediti e debiti, sentenziando appunto che il Comune non avrebbe dovuto dare nulla alle società. Ma le ex società di riscossione sono andate in appello e l’udienza si terrà il prossimo 10 settembre. Vogliono i 32 milioni di euro, per i quali il Comune di Aprilia era stato condannato in via definitiva nel 2007.

50 MILIONI DI EURO DI DEBITI FUORI BILANCIO: DAL 2021 AL 2024 CRESCIUTI DI 14 MILIONI

Ammontano a 50 milioni di euro i debiti fuori bilancio certificati. Due milioni di euro in più rispetto al 2019, nonostante appunto le poste annuali programmate dal Comune per il ripiano. La Corte analizza la transazione per l’esproprio del Parco dei Mille che è costata al Comune di Aprilia circa 9 milioni di euro e ha evidenziato come nel quadriennio monitorato, 2021-2024, i debiti fuori bilancio sono cresciuti di circa 14 milioni di euro. “In considerazione del rilevante importo di debiti fuori bilancio legati al contenzioso in cui l’Ente risultava coinvolto, -scrivono i magistrati- il Collegio ne raccomanda un attento e scrupoloso monitoraggio ed eventuali specifici accantonamenti a copertura delle passività potenziali che potrebbero scaturire in caso di soccombenza”. Insomma altri soldi da accantonare.

“PEGGIORAMENTO NELLA GESTIONE DELLA LIQUIDITA’”

Emergono criticità anche nella gestione della liquidità. Nonostante i saldi di cassa siano talvolta positivi, il Comune ha fatto ricorso frequente all’anticipazione di tesoreria, segnale di tensioni finanziarie.  Particolarmente critica la gestione della cassa vincolata che passa dai poco meno di 2 milioni di euro del 2021 agli oltre 7 milioni del 2024. Ma la critica dei magistrati è proprio sui dati: “In sede istruttoria, è stato rilevato che i dati forniti dall’Organo di revisione nei questionari e nelle relazioni sui consuntivi non risultano attendibili, in quanto spesso contraddittori e a volte errati”.

PNRR AVANZAMENTO LENTO DEI LAVORI: SOLO 10 PROGETTI SU 64 SONO COMPLETATI

Sul fronte del PNRR, risultano 64 progetti attivati ma solo 10 completati, con ritardi e criticità evidenti per diversi interventi. Dei 45 progetti che interessano il settore lavori pubblici, 10 presentano criticità tra cui una possibile insufficienza dei fondi a disposizione e in genere tempi di realizzazione più lunghi del previsto che richiedono anche rimodulazione delle progettualità.

LE PARTECIPATE E LA SITUAZIONE DELLA MULTISERVIZI

Una ricognizione sulle aziende partecipate è stata presentata dal commissario prefettizio Paolo D’Attilio a dicembre 2024, successivamente ripresa dall’attuale commissione straordinaria. Per quanto riguarda la Multiservizi su cui la magistratura si era soffermata nel 2020, le cose sono notevolmente migliorate. Intanto si evidenzia come la società non sia più in passivo. Non si evidenziano particolari criticità, se non nell’invito a riconciliare le pretese economiche delle partecipate. La commissione straordinaria ha, inoltre, evidenziato, per la Multiservizi, le azioni in essere, già messe in campo dalla delibera 6 del 2017 con l’affidamento esterno dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, con approfondimenti finalizzati a meglio ponderare le scelte da intraprendere in relazione ai servizi “tecnologici” quali i “parcheggi a pagamento” e con la valutazione “delle azioni da intraprendere in relazione ai servizi “socio assistenziali”, rispetto ai quali sarà eventualmente presa in considerazione, così come da indirizzo espresso dalla Regione Lazio, l’opzione della costituzione di apposito Consorzio tra Comuni”.

Il giudizio complessivo è netto: pur in presenza di alcuni segnali di miglioramento, la gestione finanziaria del Comune di Aprilia resta fragile e caratterizzata da irregolarità che, se non corrette, potrebbero compromettere ulteriormente gli equilibri di bilancio. La palla passa ora alla gestione commissariale, chiamata a rimettere in ordine i conti e a garantire una svolta nella trasparenza e nell’efficienza amministrativa. Intanto si aspetta una manovra finanziaria correttiva per un milione e mezzo di euro che deve essere accantonato.