AMMINISTRAZIONE DEL SINDACO MARIO SAVARESE ANCORA INSENSIBILE VERSO I BAMBINI “H”

 

 NELLE FOTO: Barbara Tamanti  e la Fine dell’occupazione della sala consiliare da parte dei genitori dei bambini H

Pubblico una lettera di una giovane madre al sindaco Mario Savarese che capeggia una amministrazione di consiglieri del M5S, come del resto è anche lui. La giovane donna, di Ardea   chiede al sindaco di chiedere scusa a sua figlia e a tutti quelli che stanno nelle stesse condizioni, per tutto quello che la figlia (come tutti) con problemi di disabilità non ha. Per dovere di cronaca va ricordato che questa amministrazione, è nata sotto l’insegna dell’ insensibilità verso i più deboli, facendo si che le mamme di ogni colore politico   con bambini disabili, si riunissero e capeggiassero una spontanea occupazione della sala consiliare durata due settimane. Ma chi è Barbara Tamanti? Una donna di fede di sinistra e per il suo attivismo è considerata la pasionaria. La prima presidente della “Consilta per la disabilità” Una donna che per il problema dei bambini ha chiamato a raccolta madri di ogni estrazione politica che per i loro bambini hanno lottato unite per raggiungere lo scopo di far avere ai bambini i propri diritti, una cosa eccezionale mai avvenuta prima di allora e che per il bene dei bambini ancora oggi regge e viaggiano unite. Peccato che alcune mamme del M5S non aderirono facendone una questione politica e disertarono una manifestazione di giustizia e legalità in favore dei più deboli ed indifesi quali sono i bambini e chi ha problemi di disabilità.) Occupazione che le ha portare a dormire in terra nei sacchi a pelo con i loro bambini. Solo dopo le due settimane di protesta sempre protette da consiglieri comunali di svariati partiti e liste civiche per evitare che il novello “Erode” potesse dar disposizioni alle forze dell’ordine di far sgomberare l’aula con la forza. Per quindici giorni Ardea e le sue mamme “H” tennero le prime pagine dei giornali e delle televisioni locali e nazionali. E  stranamente, vista la loro caparbietà uscirono i soldi per le assistenti di sostegno per risolvere il problema di questi bambini e delle loro mamme. Purtroppo in questi tre anni, spesso i genitori di questi bambini e giovanotti, hanno dovuto far risentire la loro voce contro l’insensibilità di un sindaco e della sua amministrazione incapace di tutelare come legge prevede i più bisognosi, i più deboli, i più indifesi.

“Il sindaco di Ardea chieda scusa a mia figlia.
Per tutto quello che non ha e che potrebbe o dovrebbe avere.
Per un appuntamento saltato senza preavviso per fare un documento di identità
Per l’assoluta assenza di sostegno viste la sua condizione di disabilità
Per le ore di assistenza domiciliari mai ottenute
Per tutti i progetti mai partiti.
Per un progetto sport dedicato ai ragazzi come lei mai attivato
Per un centro diurno che non esiste nonostante le insistenze di mamme come me
Per tutte le volte che non si è preoccupato della sua esistenza
Per una sanità sommaria
Per non esser riuscito a favorire una rete solidale tra le realtà del terzo settore esistenti ad Ardea.
Per ogni giorno faticoso che ha vissuto per andare in altri comuni a cercare quello che poteva essere qui.
Per ogni trasporto che manca
Il sindaco chieda scusa per la sua disattenzione verso le condizioni in cui è costretta a vivere
Per quante volte non ha sbattuto i pugni alla Asl o alla regione a difesa di questi ragazzi suoi cittadini, per render loro una esistenza serena .
Per quanti centri, soggiorni, progetti dedicati che qui mai visti.
Per non aver rispettato la convenzione ONU
Per quanto umanamente non si è mai sforzato di comprendere la fatica di vivere qui .
Chieda scusa per quanto, (peccato per lui) , ignora la realtà della disabilità, fatta di forza e dignità
Il sindaco chieda scusa a mia figlia .
E a tutti gli altri”.