4 MILA ETTARI DEL TERRITORIO NORD-OVEST DI APRILIA DIVENTANO “CAMPAGNA ROMANA”

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Pubblicato il provvedimento definitivo del Ministero della Cultura. Accolte diverse osservazioni ma l’impianto cambia poco

 

di Riccardo Toffoli

La “campagna romana” di Aprilia è ora una realtà. Con decreto del Ministero della Cultura, la Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Lazio appone il vincolo definitivo su una vastissima area del Nord-Ovest di Aprilia. Il decreto è il n.167 del 31 luglio scorso e conclude l’iter avviato a dicembre 2023, quando il Consiglio Comunale di Aprilia decise di avviare il riconoscimento della “campagna romana” sul suo territorio, continuando non solo quindi idealmente, ma anche materialmente, il tracciato riconosciuto e vincolato dal Comune di Ardea. Si chiude così un grande lavoro iniziato nel 2018. Ci sono voluti sette anni, ma ora anche Aprilia può vantare un territorio di “valore”.

LE MOTIVAZIONI E I “NUOVI” NUMERI

“La zona –si legge nel provvedimento del Ministero- si contraddistingue per la rilevante qualità paesaggistica riconducibile ai tratti tipici del paesaggio agrario della Campagna Romana, con vaste zone caratterizzate dall’ampiezza degli scorci panoramici, oltre che da presenze archeologiche diffuse”. Nonostante siano state recepite diverse osservazioni, le modifiche non hanno intaccato granché la mole di territorio sottoposto a vincolo che si estende per quasi 4 mila ettari. “Il paesaggio –si legge- è contraddistinto da un susseguirsi di lievi ondulazioni collinari di origine vulcanica (tufi e pozzolana), la cui morfologia, un tempo più aspra, è stata addolcita dalle millenarie attività agricole, alternate a zone boscate soprattutto lungo i declivi dei numerosi fossi, in cui si conservano tuttora apprezzabili estensioni di macchia, relitto degli ampi boschi medievali”. A questo si aggiunge l’interesse archeologico. “La straordinaria rilevanza archeologica dell’area, -continua il provvedimento- già di per sé intuibile per la relativa lontananza dall’Urbe che, in quanto metropoli antica di un milione di abitanti ebbe bisogno di un hinterland agricolo densamente coltivato di circa 30 chilometri di raggio, è stata evidenziata negli studi di topografia antica sull’Ager Romanus”.

LE OSSERVAZIONI  – Com’è noto, dopo l’approvazione in Consiglio comunale, il Ministero della Cultura ha avviato la prima fase del riconoscimento, ampliando l’area individuata da Aprilia da sottoporre a vincolo. L’avviso pubblico usciva il 6 agosto 2024. La proposta iniziale di vincolo passava da 2 mila 200 ettari a circa 4 mila. Gli interessati avevano 90 giorni di tempo per produrre le osservazioni. Ne sono state presentate 17, complesse. Anche il Commissario Prefettizio Paolo D’Attilio presentò, con delibera 15, tre osservazioni nelle quali si chiedeva l’esclusione dal vincolo: per i nuclei abitati ricadenti (Colli del Sole, Tre Colli, Camilleri e Vallelata Sud), per le zone industriali ricadenti e per il parcheggio della stazione di Campoleone. La Regione Lazio ha subito detto che la nuova proposta di deposito di rifiuti, in fase di conferenza dei servizi, a Sant’Apollonia, sito inserito nella “campagna romana”, aveva importanza “strategica” per il ciclo dei rifiuti della Regione. Insomma situazioni complesse che la Soprintendenza ha detto di valutare con attenzione ma che hanno tardato l’approvazione definitiva. Il 2 febbraio sono cadute le misure di salvaguardia e in due mesi la Regione Lazio ha approvato il progetto di discarica a Sant’Apollonia. La risposta del Ministero della Cultura, in una missiva successiva, è stata piccata: “lo spirito di collaborazione tra enti avrebbe consigliato una diversa conduzione, ancor prima che un diverso esito del procedimento stesso, non essendo venuta meno l’intenzione da parte di quest’ufficio di conseguire gli obiettivi di tutela assicurati dalla proposta di notevole interesse pubblico”.

IL PROVVEDIMENTO DEFINITIVO – Con provvedimento del 31 luglio scorso, il Ministero ha chiuso il cerchio, approvando definitivamente la “campagna romana” apriliana. A seguito delle osservazioni, però, il territorio vincolato ha subito alcune modifiche rispetto alla proposta originaria. Andiamo a vedere cosa e come è stato modificato.

I NUCLEI ABITATI E LE ZONE INDUSTRIALI  – Per le porzioni poste a ridosso dei nuclei di Colli del Sole, Tre Colli e Sassi Rossi, localizzate all’interno dei perimetri dei piani di recupero comunali già approvati, la classificazione del paesaggio viene modificata da “Paesaggio agrario di rilevante valore” a “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”, in accordo con la verifica dello stato dei luoghi e accogliendo le osservazioni pervenute. “Non può accogliersi- si legge nel provvedimento- la richiesta di stralciare i nuclei dal perimetro di vincolo in quanto gli stessi sono totalmente interni e non marginali allo stesso”.  Vengono invece esclusi, proprio perché marginali rispetto al perimetro, i nuclei Camilleri e Vallelata Sud, che fanno parte della variante speciale per il recupero dei nuclei abusivi, nonché le zone industriali “Ibi Sud” ed “ex Olivetti”.

L’AREA DELLA DISCARICA – In corrispondenza dell’area di Sant’Apollonia la porzione di territorio, contenuta all’interno dei fossi di Moletta e del Diavolo, rubricata dal PTPR approvato in “Paesaggio agrario di rilevante valore”, viene riclassificata in “Paesaggio Agrario di Valore”, in accordo con la reale consistenza dello stato dei luoghi emersa a seguito di ulteriori sopralluoghi e approfondimenti sull’area, e accogliendo quanto evidenziato nelle osservazioni pervenute. “A seguito di ulteriori sopralluoghi mirati nell’area indicata dalla Regione Lazio –si evidenzia nel provvedimento- si è constatato che l’ambito sud-ovest ai margini del perimetro di vincolo presenta porzioni interessate da modifiche antropiche (ex discariche e cave) che ne hanno snaturato il carattere agrario tipico della Campagna Romana. Pur mantenendo, percettivamente, un carattere prettamente naturale, le aree non appaiono coerenti con la classificazione di Paesaggio agrario di rilevante valore attualmente indicata sul PTPR. Si è pertanto proceduto a modificare il paesaggio in Paesaggio agrario di valore”.

L’AREA DELLA “FONTE SAN VINCENZO” Viene incluso il sito in cui sono presenti i pozzi e le strutture.

ALTRE ESCLUSIONI Sono state escluse: la cava in esercizio e terreni contigui in località Stradaioli; il parcheggio della stazione di Campoleone; a sud-ovest cava, discarica abusiva e impianto fotovoltaico.