POLIAMBULATORIO DI APRILIA, NOVITÀ IN CARDIOLOGIA

165

 

 

Ne abbiamo parlato con il professor Francesco Versaci, direttore dell’UOC – UTIC, Emodinamica e Cardiologia dell’ospedale di Latina

POLIAMBULATORIO DI APRILIA, NOVITÀ IN CARDIOLOGIA

Da dicembre scorso è presente un medico cardiologo dell’unità di terapia intensiva cardiologica. Pazienti cardiopatici monitorati in telemedicina direttamente da casa propria. Sempre più efficiente la rete infarto net, un’eccellenza pontina (NUE 112)

di Nicola Gilardi e Gianfranco Compagno

Novità per la Cardiologia del Poliambulatorio di Aprilia. Dopo le tante difficoltà, per pazienti e lavoratori, qualcosa sembra muoversi. A parlarcene è stato il professor Francesco Versaci, direttore dell’Unità Operativa Complessa UTIC Emodinamica e Cardiologia DEA II livello di Latina: «La cardiologia di Aprilia vuole essere strutturata in maniera molto differente rispetto a quella che si trova nel distretto. Noi vogliamo collegare il Distretto all’ospedale soprattutto attraverso dei percorsi per patologie particolari» ha detto il direttore. Quello che si sta realizzando, infatti, è un processo che ha lo scopo di creare una sinergia con il distretto Asl ed un’ottimizzazione dei percorsi di cura dei pazienti tra le varie realtà pubbliche del territorio, in modo da alleggerirela coda delle prenotazioni da un lato ed aumentare l’offerta ai pazientidall’altro.

CARDIOLOGO 3 VOLTE A SETTIMANA -«Abbiamo avuto delle riunioni con il direttore generale – prosegue il professor Versaci – dal mese di dicembre al Poliambulatorio è presente un medico cardiologo della nostra unità operativa (L’UTIC di Latina, ndr). Da marzo il medico cardiologo sarà presente per tre volte alla settimana. Si tratta di un’aggiunta a quanto già presente. Quello che vogliamo è cercare di implementare il servizio in base alle richieste del territorio. Dobbiamo implementare anche la parte strumentale». A quanto già presente nella struttura del Poliambulatorio, quindi, si sta aggiungendo del personale direttamente dell’unità UTIC, che in questo modo ottimizza i percorsi di contatto con la stessa e i pazienti hanno una migliore offerta sanitaria.

TELEMEDICINA – L’idea delprofessor Versaci è quella di migliorare l’interattività con il territorio, ascoltando le esigenze più importanti che ci sono. Innanzitutto viene considerato il progressivo invecchiamento della popolazione ed il fatto che sono sempre di più le malattie croniche. Queste ultime possono essere monitorate da casa, in modo che il paziente possa trovarsi in un luogo familiare, ma comunque ricevendo le cure necessarie. «Vogliamo portare le cure sul territorio – ha detto il professore -. Questo vale soprattutto per le patologie croniche, visto che la nostra popolazione è sempre più anziana. Il posto migliore per curare queste patologie non è l’ospedale, ma è la casa. Si prevede, a livello di distretto, il trattamento direttamente a casa del paziente, con il supporto degli strumenti della telemedicina». Attraverso una strumentazione tecnologica non invasiva, i dati relativi al paziente vengono inviati direttamente all’unità che ha un’istantanea delle sue condizioni. In questo modo si può verificare se la terapia è assunta correttamente e se tutto funziona come dovrebbe. «Si tratta di progetto regionale importante, già finanziato, che riguarda proprio la parte domiciliare della cura del paziente, con visite anche di infermieri professionali e un sistema di monitoraggio costante attraverso della strumentazione tecnologica» ha spiegato il professor Versaci.  Una sanità pubblica che tenga un occhio di riguardo per gli apriliani. Questo è il concetto che il dottore ha voluto spiegare: «Noi cerchiamo di realizzare dei percorsi per patologie che privilegino i residenti di Aprilia, tenendo ferma la pari opportunità a tutti di curarsi».

STOP ALLA DIAGNOSTICA INUTILE – Il Professore ha poi sottolineato come sia necessaria un’ottimizzazione degli esami ai quali sottoporre il paziente, al fine di evitare sprechi ed inutili diagnosticheche fanno spendere denaro al Sistema Sanitario Nazionale. Il tutto deve partiredal basso, cioè dai medici di base che devono allinearsi alle nuove indicazioni per generare un sistema virtuoso: «Dobbiamo dare una risposta alla richiesta, ma anche cercare di dare un’appropriatezza della risposta stessa. Per fare un esempio: per un’ipertensione non è corretto effettuare un surplus di esami ed analisi. Si deve partire dal medico di base che si deve adeguare a questi processi. Queste regole devono essere rispettate da tutti».

SBLOCCO DEL TURNOVER – Finalmente dalla regione arrivano buone notizie. Il blocco del turnover sembra essere definitivamente concluso, con nuova linfa che arriva in aiuto del personale sanitario: «La regione ha previsto nuove assunzioni e regolarizzazioni di personale esistente che ci danno una grossa mano – ha detto il professor Versaci -. Affinché questo funzioni serve che il territoriorisponda correttamente, cercando di sfruttare la possibilità della cura domiciliare».

RETE INFARTO.NET – NUE 112 – Infine con il dottor Versaci abbiamo toccato un sistema fondamentale per la cardiologia e per i pazienti del territorio: la rete infarto.net, un sistema di comunicazione del quale sono dotate le ambulanze, che permettono di inviare i dati del paziente direttamente alla struttura sanitaria più indicata che permette di abbattere i tempi morti e salvare la vita del paziente stesso. Il dottor Versaci ha ben chiaro cosa fare in caso di emergenza di questo tipo: «In caso di sospetto di infarto è pericoloso portare con la propria auto il paziente all’ospedale, come è pericoloso aspettare il parere del proprio medico di base. Quello che bisogna fare è chiamare il 112, che smista rapidamente la telefonata. A casa arriva del personale qualificato che può collegarsi con l’ospedale, che riceve immediatamente le informazioni sul paziente. L’elettrocardiogramma viene svolto in ambulanza e trasmesso direttamente al nodo centrale. Se il tracciato evidenzia l’infarto, il paziente viene portato direttamente in sala operatoria nel reparto di emodinamica, che nel frattempo è stata preparata ed è pronta ad accogliere il paziente perl’operazione.In questo modo si bypassa il pronto soccorso, che farebbe perdere tempo. Il trattamento per l’infarto è l’angioplastica, l’intervento che prevede l’inserimento di uno stent che apra l’arteria ostruita». Quanto emerge da queste parole è certamente il tentativo di migliorare una situazione oggettivamente difficile per la cardiologia apriliana. I tempi di attesa per le visite e i servizi offerti sono troppo spesso inadeguati per una cittadina che sfiora le 80mila unità e che ha bisogno di servizi sanitari pubblici. Il termine del commissariamento della sanità regionale e il processo di ottimizzazione dei servizi presenti, come ci ha spiegato il professor Francesco Versaci, ci danno speranza affinché si possa arrivare ad un’offerta sanitaria alla portata di tutti. Questo è fondamentale soprattutto in un momento storico nel quale non sempre e non tutti possono attingere alla sanità privata per un diritto costituzionalmente riconosciuto come quello alla salute. Foto di Gianfranco Compagno