FASOLI PORTA IL COMUNE AL TAR PER INERZIA AMMINISTRATIVA

 

di LUIGI CENTORE

Ormai, da mesi, l’argomento dei consorzi è tornato alla ribalta mediatica a seguito delle continue azioni dei cittadini, come le Diffide inviate al Comune piuttosto che all’Agenzia delle Entrate Riscossione, come l’attività egregia svolta dall’Associazione “Per Lupetta” nei vari ambiti di valenza amministrativa quale la Prefettura e la Regione Lazio e giudiziaria con i ricorsi in Commissione Tributaria. Il Comune di Ardea, dal canto suo, ha istituito la Commissione Speciale di studio sui consorzi con lo scopo – ufficiale – di verificare la reale natura giuridica degli stessi. Tuttavia, continua a sfuggire al Comune che la questione riguarda, prevalentemente, la normativa urbanistica che, da decenni, viene disattesa dallo stesso Comune.

Ed è su questa “inerzia” che trova spunto il ricorso al TAR, di prossimo deposito da parte di alcuni cittadini dei quali la sottoscritta come capofila, affinché il Comune provveda all’acquisizione delle opere di urbanizzazione della lottizzazione Edilcolle. Quest’ultima è un’area adiacente al confine con quello che tutti conoscono come “consorzio di Colle Romito” e realizzata da un soggetto attuatore – l’Edilcolle – che ha stipulato un formale “Atto d’Obbligo” nel 2004 in cui lo stesso si obbliga alla realizzazione e cessione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (strade, illuminazione pubblica, rete fognaria, rete idrica, aree a verde, ecc) al Comune entro i termini di legge, cioè 10 anni e che il Comune avrebbe dovuto acquisire per legge già dal 2014. Ma in questo lasso di tempo, ad aggravare la situazione è stata l’ingerenza del “consorzio di Colle Romito” che ha richiesto e continua a chiedere, alle 120 famiglie circa che hanno acquistato gli immobili nella Lottizzazione Edilcolle, il contributo consortile sulla scia di documentazioni illegittime ed in netto contrasto con quanto dichiarato nell’Atto d’Obbligo.

A nulla è servita una Diffida inviata dalla sottoscritta all’Ing. Emanuele Calcagni – Dirigente dell’Ufficio Tecnico – al richiamo alla legge urbanistica e agli obblighi sanciti tra il soggetto attuatore e la P.A. Anzi, in spregio alle norme sui contratti pubblici e sugli appalti, l’Ing. Emanuele Calcagni redige un atto notarile in cui è presente anche il “consorzio” sostenendo che “Il Comune si riserva di valutare se le aree in oggetto [aree a verde] possono essere gestite dal Consorzio di Colle Romito per la manutenzione”. Quindi, l’Ing. Calcagni, Dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Ardea, prevede la possibilità che un soggetto giuridico che può manutenere solo le strade vicinali (che poi non esistono) e non le aree a verde, fa inserire in un atto notarile una clausola di dubbia legittimità!

Saranno i Giudici Amministrativi a pronunciarsi sulla questione attraverso il ricorso al TAR di prossimo deposito per procura agli AVV. Daniele Autieri e Luca Marchese.