Dissesto

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Di recente, quasi a voler forzatamente somministrare alla cittadinanza ardeate un singolare quanto poco gradito regalo natalizio, l’amministrazione comunale a guida grillina ha votato il disseto finanziario di Ardea. Alla sottoscrizione in aula dell’atto preposto alla maggioranza Savarese per poco non mancano i numeri in quanto alcuni consiglieri pentastellati, fortemente contrari al default comunale, si sono assentati dall’aula e un’altro aveva addirittura chiesto il rinvio del punto. Poi, però, dopo una breve pausa, anche con l’opposizione uscita dall’aula per protesta, Savarese è riuscito a far approvare il dissesto e il solito Luca Fanco ha subitaneamente proposto di inviare il tutto al TAR per un ricorso. Questo accanimento dei grillini nostrani per dichiarare Ardea in dissesto finanziario ha tuttavia dell’incomprensibile, non che i conti del comune non fossero in rosso, come d’altro canto lo sono quelli di quasi tutti gli enti locali d’Italia, ma a motivo della mancata volontà almeno di tentare di affrontare o ristrutturare il debito dell’ente. Ancora più incomprensibile risulta il fatto che la congrega pentastellata non abbia voluto attendere qualche giorno per poter attingere alla nuova normativa inerente la Ristrutturazione del debito degli enti territoriali contenuta nella legge di bilancio dello Stato 2017, approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica meno di due giorni dopo la dichiarazione del default comunale. In tale legge, all’art. 1, dopo il comma 462 sono stati inseriti alcuni altri commi che consentono di ridurre gli oneri finanziari sull’indebitamento dei comuni, province e città metropolitane e di adeguare i tassi attualmente applicati alle migliorate condizioni di mercato. Nella sostanza il Ministero dell’Economia viene autorizzato ad effettuare la ristrutturazione dei mutui intestati agli enti locali e quelli gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti per conto del Ministero stesso sia mediante la rinegoziazione dei tassi di interesse e della scadenza sia mediante l’estinzione anticipata e accensione di un nuovo mutuo senza l’applicazione di penali a carico dell’ente mutuatario. Le operazioni di indebitamento che possono essere oggetto di ristrutturazione devono avere una vita residua di almeno 5 anni con un debito da ammortizzare superiore ai 20 milioni di euro, con un tasso di interesse applicato al nuovo mutuo pari al rendimento di mercato dei Buoni del Tesoro. Pertanto tutta quella parte del debito dell’ente locale che è stata contratta con il Ministero delle Finanze o con la Cassa Depositi e Prestiti può essere ristrutturata ad un tasso coerente con i BTP pluriennali. Di sicuro i referenti del sindaco Savarese alla Camera ed al Senato lo avranno informato di quanto sopra esposto e della sua tempistica a breve rispetto alle intenzioni di default dell’amministrazione da lui guidata ma ciò non deve essere bastato a farlo desistere. Dichiarando il dissesto l’ente rimane praticamente paralizzato, non potendo più accedere a mutui o finanziamenti di qualsiasi tipo, le tasse verranno innalzate al massimo, non potrà esserci turnover per i dipendenti e, dulcis in fundo, tutti coloro che devono avere dei denari per lavori svolti o per forniture di beni e servizi erogati presso il comune rimarranno a bocca asciutta, il tutto per i prossimi 5 anni. E’ tutto molto strano e di difficile discernimento, anche perché i principali artefici della costruzione della vittoria grillina, Castaldo padre e figlio da un lato e Mariano Amici dall’altro, ai quali va indubbiamente riconosciuta una sorta di vittoria politica perfetta da parte del Movimento 5 Stelle grazie alle loro capacità aggregative da un lato e disgregative dall’altro che hanno consentito ai pentastellati di aprirsi un varco all’interno di tutti gli schieramenti presentatisi alle elezioni locali, di sicuro non erano e non sono d’accordo con Savarese in merito alla dichiarazione di dissesto. Queste vecchie volpi della politica locale, e non solo, non si sono certo spesi in accordi e trame, campagna elettorale, voti e consiglieri eletti per poi avere come primo atto vero dell’amministrazione a 5 stelle il default dell’ente. Amici ha dichiarato apertamente la sua amarezza sostenendo che per tali personaggi rimane difficile persino definire una diagnosi coerente ai fatti, mentre un annerito e sconsolato Castaldo pare non sappia più che pesci pigliare per difendere l’indifendibile. Anche perché per dichiarare il dissesto non c’è bisogno delle tanto propagandate competenze dei “nuovi”, si fa per dire, politici grillini, bastava un qualsiasi personaggio in grado di reggere tra le mani una penna e di alzare la manina. E’ tuttavia degno di nota che il sindaco, e alcuni suoi affiliati, circa un anno fa, quindi ben prima delle elezioni locali, si erano già professati favorevoli alla dichiarazione di dissesto qualora fossero stati eletti, quindi l’idea è partita da lontano. A questo punto la maschera pentastellata è venuta giù lasciando trasparire, ipso facto, la volontà sfascista di questo “nuovo che avanza” tutto facebook e distintivo, tutto ipertecnologico e virtuale ma senza punti di applicazione concreti. A dissesto dichiarato come potranno affrontare i problemi dei territorio? Come realizzeranno le opere pubbliche? Come metteranno mano ai 706 ettari degli usi civici senza definire la causa con i contraenti? Senza più risorse e senza possibilità di richiederle cosa pensano di fare questi consiglieri a 5 stelle? Il grillino Fucci a Pomezia fece una semplice dichiarazione di pre-dissesto senza però definirla ulteriormente, grazie alla quale poté accedere ad un mutuo di 80 milioni di euro tramite la Cassa Depositi e Prestiti, conservando quindi la capacità operativa dell’ente. Ma Savarese non ha voluto seguirne l’esempio, reputando forse Ardea più compromessa finanziariamente di quanto non lo sia in realtà. Ma il capo è sempre il capo, i consensi li ha avuti e pure tanti, passando dal 30% del primo turno ad oltre il 60% del secondo, accusando peraltro la vecchia guardia di essersi tutta “ammucchiata” con il candidato sfidante, senza però considerare che il suo antagonista in ballottaggio ha incamerato lo stesso numero di consensi in percentuale già presi al primo turno, quindi l’ammucchiata se c’è stata è avvenuta in favore di chi? Per fortuna la matematica non è un’opinione e da parte nostra auguriamo al bravo medico Amici di trovare presto diagnosi e cura appropriata per coloro a cui ha fornito un prezioso contributo politico a trovare posto nell’emiciclo comunale e ai Castaldo, junior e senior, di trovare presto una soluzione adeguata per i propri inesperti adepti, magari a partire dal 5 marzo 2018.